Geopolitica della Globalizzazione. Pensiamo, finché “sarà possibile” di diffondere alcune visioni “non conformiste”: divulgare una vera e propria “geopolitica del coronavirus” per provocare un sussulto nell’opinione pubblica

 

 

Parte prima

 

È il momento della politica, nel senso più alto, completo e nobile del termine. È il momento della polis, ovvero della decisione comune, della conoscenza, della partecipazione. È, nello stesso tempo, l’ora della metapolitica – l’attività culturale che si situa al di là della politica contingente e la precede – e della geopolitica, l’analisi dei fenomeni alla luce degli interessi strategici di lungo periodo degli attori economici, finanziari e istituzionali.

Una pandemia pressoché universale non può essere osservata con i soli strumenti della tecnica e della medicina, né analizzata con criteri di breve periodo, gli stessi che – sommati – ci hanno portato nell’imbuto tragico della globalizzazione e del nuovo ordine mondiale. Occorre una visione alta e altra, che sappia anticipare e comprendere fenomeni che si svolgono sotto i nostri occhi con rapidità incredibile; abbia la capacità di suscitare la riflessione e elevare la soglia di attenzione ed allarme al di là dell’emergenza sanitaria e del giustificato timore che provoca in ciascuno di noi.

Polizia del pensiero unico e globale

Citiamo due meccanismi che stanno cambiando il mondo da un giorno all’altro: la fulminea, contemporanea attivazione, nell’intero Occidente, di autentici “Ministeri della Verità” di orwelliana memoria, incaricati di diffondere, attraverso campagne di informazione di inudita pervasività sui media controllati dal Sistema, la narrazione ufficiale sulle vicende riguardanti il virus Covid 19, e screditare, cancellare, colpire penalmente le visioni alternative, i portatori di dissidenza, visti ormai come nemici da additare, colpire, abbattere. 

L’altro elemento è l’abolizione di fatto dei parlamenti, chiusi o messi in condizione di non poter neppure discutere – non diciamo sottoporre a votazione – le decisioni governative, influenzate in larghissima misura da organizzazioni “tecniche” transnazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, all’ombra di interessi immensi, come quelli dei mercati finanziari e delle multinazionali chimiche e farmaceutiche (Big Pharma). Ovunque, non solo chi dissente, ma chiunque osi chiedere chiarimenti, ponga e si ponga domande, è ormai trattato come un untore. Va quindi tolto di mezzo, gli vengono revocati immediatamente i diritti detti “costituzionali”, tra gli applausi delle masse impaurite, l’ex opinione pubblica. 

Abbiamo quindi pensato, finché è possibile senza essere sottoposti a processo, di diffondere alcune visioni non conformiste, divulgare una vera e propria “geopolitica del coronavirus”, nella speranza di provocare un sussulto in una parte dell’opinione pubblica, quella più portata all’approfondimento, in grado, nel tempo, di influenzare settori sempre meno ristretti della popolazione. Gettiamo un sasso nello stagno, nella speranza che i cerchi nell’acqua torbida e stagnante producano un benefico scossone. Il nostro sforzo inizierà con la proposizione, debitamente annotata, di interventi e interviste particolarmente significative di personalità di vario orientamento, unite dalla comune estraneità agli ambienti del pensiero unico dominante.

Valérie Bagault

Iniziamo con un ampio stralcio, adattato alla sensibilità dei lettori italiani, dell’intervista apparsa sul sito di lingua francese “strategika.fr”, rimbalzata ampiamente in rete, concessa dall’analista di scenari, docente e scrittrice Valérie Bagault. I contenuti e le idee espresse impegnano ovviamente chi le ha espresse, ma il pensiero libero e critico ha il dovere di conoscere e diffondere ogni filone culturale presente nel dibattito internazionale. È la nostra risposta ai tentativi sempre più pesanti di intimidire, limitare o direttamente ridurre al silenzio e all’illegalità il vasto, articolato dissenso presente nelle nostre società. Diffondere, fare rete, è il primo passo per un contropotere che diventa guerriglia culturale. Dedichiamo il nostro sforzo a un intellettuale, esperto di geopolitica, militante e soldato politico fiorentino, Carlo Terracciano  (1948-2005), la cui cultura, lungimiranza, visione insieme etica e strategica, ci mancano in modo particolare nel decisivo momento storico che stiamo attraversando. 

Valérie Bagault è laureata in giurisprudenza alla Sorbona e avvocato. Dal 2009 ha cessato l’attività forense per dedicarsi alla diffusione al pubblico dei risultati dei suoi numerosi lavori di ricerca. Oggi è analista geopolitica (economica, legale e monetaria) e docente. I suoi ambiti di ricerca sono le istituzioni – nazionali e internazionali – la moneta, gli affari e il funzionamento dell’economia globale.  È autrice di quattro libri: Dal nuovo spirito delle leggi e della moneta, scritto in collaborazione con Jean Remy, pubblicato nel giugno 2017; La nuova impresa (luglio 2018); Le ragioni nascoste del disordine mondiale, una raccolta di articoli, uscita il 30 marzo 2019; Domani dall’alba … rinnovamento (settembre 2019 )(1)  

Strategika: STRATEGIKA[Sul Coronavirus] si leggono molti elementi contraddittori in base alle diverse fonti di informazione disponibili, o secondo l’opinione dei professionisti della sanità. Qual è, secondo lei, la realtà effettiva di questa pandemia?

il triangolo di Karpman 

VB: Come dice il nostro amico Lucien Cerise(2), dobbiamo distinguere tra la realtà sensibile nel mondo reale e la narrazione dei fatti trasmessi. Ecco le sue testuali parole: “In Francia, e più in generale in Occidente, la crisi sanitaria del coronavirus rappresenta un caso pratico di ingegneria sociale e di governance attraverso il caos. Ritroviamo la stessa struttura della “minaccia terroristica”: un misto di realtà e finzione, combinata con due noti stratagemmi: il pompiere piromane e il triangolo di Karpman(3). Sulla miscela di reale e finzione, sottolineata nel suo ultimo libro dal professor Raoult(4) – per l’occasione discepolo di Jean Baudrillard – i sostenitori di “tutto è reale” hanno torto, come i partigiani di “tutto è finzione”. Solo perché la versione ufficiale della crisi del coronavirus è falsa non significa che non vi sia epidemia; allo stesso modo, non è perché la versione ufficiale degli attacchi terroristici è falsa che gli attacchi non hanno avuto luogo. Gli eventi esistono: è la narrazione esplicativa ad essere falsa, non gli eventi. L’analisi della crisi attuale rivela anche l’applicazione delle tecniche del pompiere piromane e del triangolo di Karpman, vale a dire il gioco di ruolo tra carnefice, vittima e salvatore. Le autorità lasciano che la crisi prenda piede o addirittura la favoriscono, volontariamente o involontariamente. Nella realtà, il potere occupa di volta in volta il ruolo dell’incendiario e del carnefice. Poi, una volta che l’emergenza è in pieno svolgimento, ci salverà dalla crisi da lui stesso messa in piedi, come un pompiere spegne il fuoco appiccato da egli stesso furtivamente. 

 

Oliver Cromwel

gli USA e i suoi alleati, quanto meno dall’inizio del XX secolo, non sono governati dalla politica, ma da un cartello di imprese ed interessi guidato dalle principali banche di investimento globali che hanno sede alla City di Londra dai tempi di Oliver Cromwell

Siamo di fronte a una sorta di dissonanza cognitiva globale, poiché i fenomeni che affrontiamo ricevono, nel migliore dei casi, una o più spiegazioni parziali, contraddittorie e/o errate, che non consentono l’accesso intellettuale all’intero fenomeno. In realtà, la metodologia seguita nella copertura di questa crisi di coronavirus è simile a quella che ci viene imposta in generale per guidare i processi intellettuali: sequenziamento e frammentazione della conoscenza, una sorta di fordismo applicato a tutta la scala della conoscenza. A ciò si aggiunge un altro fenomeno di frammentazione e isolamento delle popolazioni: gli ambienti medici frequentano poco o niente gli altri gruppi sociali, ognuno dei quali rimane nel proprio perimetro di organizzazione della società. Pertanto, i risultati e le esperienze degli uni e degli altri sono impermeabili; il loro unico punto di contatto è il consumo. Così, riceviamo feedback, retroazioni provenienti dal mondo medico, altre dalle organizzazioni internazionali, altre ancora dai diversi paesi del mondo. Alcune fonti sono inerenti alle strutture governative e istituzionali, altre provengono dai media detti indipendenti che contraddicono, in tutto o in parte, le altre.

Infine, per vederci chiaro, è necessario rimettere ordine, vale a dire gerarchizzare e contestualizzare i fenomeni; poi, occorre che la gerarchia fissata sia pertinente. Nell’ordine abbiamo: la comparsa di Covid 19 pressoché improvvisa in Cina, paese storicamente colpito da questo tipo di virus. Quindi una serie di notizie allarmistiche, in forma di ecatombe. Poi il virus si diffonde sulla superficie del globo(5) mentre si viene a conoscenza che la Banca Mondiale aveva programmato, a partire dal 2017, l’emissione di titoli specifici in caso di pandemie. Quindi una litania di paesi colpiti e innumerevoli popolazioni confinate per combattere, presuntamente, la diffusione del virus. Intanto le vittime si moltiplicano e i servizi ospedalieri soffocano per l’afflusso di persone da esaminare o da curare. Tutto ciò in un contesto geopolitico molto specifico in cui il potere economico cinese, ormai giunto a maturazione, si è alleato con il potere militare russo per contrastare l’egemonia americana.

Ciò che non viene detto in questa sintesi è l’essenziale: gli USA e i suoi alleati, quanto meno dall’inizio del XX secolo, non sono governati dalla politica, ma da un cartello di imprese ed interessi guidato dalle principali banche di investimento globali che hanno sede alla City di Londra dai tempi di Oliver Cromwell. In realtà, gli Stati occidentali non esistono più perché sono stati privatizzati da quando il controllo delle loro monete è caduto nelle mani dei banchieri privati, il che spiega, in Europa, la comparsa di istituzioni europee, che sono soltanto la formalizzazione politica di questa cattura dei popoli da parte di interessi privati. Se si prendono in considerazione tutti questi elementi, scaturisce un’immagine abbastanza chiara.

Continua…  

Immagine Baski Donna indossa una maschera

 

Note

  1. Abbiamo tradotto letteralmente i titoli dei libri di Valérie Bagault (Parigi, 1970-) dei quali non è disponibile alcuna edizione nella nostra lingua. I titoli originali sono i seguenti: Du nouvel esprit des lois et de la monnaie; La nouvelle entreprise; Les raisons cachées du désordre mondial; Demain dès l’aube… le renouveau.
  2. Lucien Cerise (1972- ) è un giornalista, filosofo, scrittore e polemista francese. Attualmente è sostenitore e uno dei teorici del movimento francese dei gilè gialli. Tra i suoi libri, Oliganarchy (Oliganarchia) e Merchandiser la vie humaine (mercificare la vita umana), non disponibili nella nostra lingua.
  3. Nella teoria dei giochi e nell’analisi psicologica transazionale, è noto lo schema detto Triangolo di Karpman, dal nome di Stephen Karpman che lo teorizzò nel 1968. Si tratta di uno schema a triangolo rovesciato (il triangolo drammatico) ai cui vertici si trovano i tre possibili ruoli ricoperti dai due membri della relazione: Salvatore, Persecutore o Vittima. Secondo tale analisi, il dramma si consuma quando qualcuno passa da un ruolo a un altro. 
  4. Il professor Didier Raoult è un clinico e docente universitario francese convinto che, se diagnosticato in fase iniziale, il Covid 19 può essere agevolmente curato attraverso il principio attivo della Clorochina, un noto farmaco antimalarico. In Francia è acutissima la polemica che lo oppone alle autorità sanitarie ufficiali, in particolare al ministro della sanità Agnés Buzyn, moglie di Yves Lévy, già presidente dell’Istituto pubblico di Sanità INSERM, un virologo dai molteplici interessi. La Buzyn ha fatto inserire la clorochina nell’elenco ufficiale delle sostanze velenose. Un conflitto di interessi che getta ombre sinistre sulla lotta contro il Coronavirus. E’ altresì noto che altri medici, specie in Italia, propongono l’uso dell’eparina, il diffusissimo coagulante, in finzione antivirus.
  5. Resta ancora inspiegato come un virus nato e diffuso in una zona della Cina, propagatosi velocemente in gran parte del pianeta, non abbia raggiunto l’intero territorio nazionale, in particolare la capitale politica, Pechino, e quella economica, Shanghai.
  6. Tutto il mondo è paese, al tempo della globalizzazione imposta. Il sistema ha dispiegato anche in Italia la potenza e l’influenza e la continua presenza mediatica dei maggiori esponenti delle istituzioni sanitarie, alcuni dei quali stanno diventando vere e proprie stelle della particolare società dello spettacolo montata attorno al dramma del Coronavirus. Uno di loro, il professor Roberto Burioni, è tra i promotori di una stretta sull’informazione con pretesti “scientifici”, avendo promosso una causa contro il sito anticonformista <byoblu.com>
  7. Anche su questo punto, le analogie con la situazione italiana sono sorprendenti. Basta sostituire i nomi e il quadro si attaglia perfettamente alle circostanze di cui è vittima la popolazione italiana. Il globalismo frulla, omogeneizza e distrugge tutto ciò che trova.
  8. La multinazionale chimica americana Johnson & Johnson non è sola. Oltre a diversi altri grandi e meno grandi centri industriali di ricerca, avanzano le ricerche finanziate dalla fondazione Bill e Melinda Gates, che propone il vaccino Ino-4800, “pronto per essere testato sui primi volontari”. Moderna, una start-up statunitense, lavora invece al vaccino detto RNA-1273, che sfrutterebbe una molecola di RNA (vedi nota 13) per trasferire informazioni genetiche nelle cellule e stimolare una più potente reazione immunitaria. In caso funzionasse, potrebbe battere il record assoluto di velocità: quattro mesi per la realizzazione di un vaccino sono un traguardo mai raggiunto prima, che straccia di netto il precedente detentore, il vaccino della Sars, per il quale ci vollero 20 mesi. (fonte: <corriere.it>)
  9. Ancora una volta, verifichiamo la sinistra analogia tra le misure dei vari governi (uso di droni, controllo delle celle telefoniche, stretta di polizia, ecc.), tutte tese a limitare la libertà dei cittadini “normali”, a rimettere in libertà prigionieri pericolosi e a tollerare l’indifferenza alla legge nelle sempre più numerose enclavesdi emarginati e di stranieri.
  10. Jacques Attali (1943-), banchiere, scrittore, uomo politico francese di origini ebraiche. E’ uno dei maggiori esponenti e menti pensanti dell’oligarchia mondialista, consigliere di presidenti francesi, autore di libri in cui descrive un futuro dominato da un governo mondiale. E’ sostenitore di politiche di rigido controllo della popolazione e dell’eutanasia. In un’intervista del 2009, sostenne che “una piccola pandemia” avrebbe potuto aiutare l’instaurazione di un governo mondiale.
  11. La Georgia Guidestone è un monumento in granito sito nella contea di Elbert, nello Stato americano della Georgia. Su otto delle sue superfici è inciso un messaggio composta da dieci regole tradotte in otto lingue moderne. Secondo alcuni, i principi iscritti fonderebbero la teoria del NWO (Nuovo Ordine Mondiale). La proprietà del terreno e della stele non è chiara. Il testo delle “regole” è il seguente: Mantieni l’Umanità sotto 500 milioni in perenne equilibrio con la natura. Guida saggiamente la riproduzione, migliorando salute e diversità. Unisci l’Umanità con una nuova lingua viva. Domina passione, fede, tradizione e tutte le cose con la sobria ragione. Proteggi popoli e nazioni con giuste leggi e tribunali imparziali. Lascia che tutte le nazioni si governino internamente, e risolvi le dispute esterne in un tribunale mondiale. Evita leggi poco importanti e funzionari inutili. Bilancia i diritti personali con i doveri sociali. Apprezza verità, bellezza e amore, ricercando l’armonia con l’infinito. Non essere un cancro sulla terra, lascia spazio alla natura, lascia spazio alla natura. Un ulteriore messaggio è scritto in quattro lingue antiche, tra le quali è assente il latino: Lascia che queste pietre-guida conducano a un’era della ragione.
  12. Il Club di Roma è un’organizzazione internazionale di stampo mondialista, fondata dall’italiano Aurelio Peccei. Nel 1972 pubblicò un famoso “Rapporto sui limiti dello sviluppo”, in cui prediceva l’esaurimento delle risorse naturali e proponeva tra le soluzioni una rigorosa politica di controllo della popolazione.
  13. In genetica, L’ RNA messaggero, noto con l’abbreviazione mRNA o con il termine di trascritto, è un tipo di RNA (acido ribonucleico) che codifica e trasporta informazioni durante la cosiddetta trascrizione del DNA (acido desossiribonucleico). Il DNA è l’acido nucleico che contiene le informazioni genetiche indispensabili per lo sviluppo e il funzionamento degli organismi viventi.
  14. La tecnologia RFID, Radio-frequency, identificazione a radiofrequenza), nel campo delle telecomunicazioni e dell’elettronica, è una tecnologia per l’identificazione e memorizzazione automatica di informazioni inerenti a oggetti, animali o persone, basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di alcune particelle elettroniche, chiamate tage sulla capacità di queste di fornire risposte ad interrogazioni a distanza da parte di apparati fissi o portatili. L’impianto sottocutaneo di chip a radiofrequenze, già utilizzato per gli animali domestici, è una formidabile arma di controllo, sorveglianza e dominio a distanza.
  15. Il dibattito sul reddito di cittadinanza, lungi dall’essere una proposta sgradita al sistema, è al contrario un preciso obiettivo mondialista. La cibernetica e la robotizzazione rendono sempre più ampia e strutturale la disoccupazione. Per evitare gravi scontri sociali, tenere sotto controllo la popolazione e alimentare un mercato di consumo, la Cupola non è contrario a che gli Stati paghino un reddito universale. Al di là di ogni considerazione economica o etica, l’obiettivo oligarchico è rendere i popoli sempre più dipendenti dal potere, affidando tuttavia agli Stati il compito di definire e distribuire il contributo. 
  16. Alla luce di quanto esposto nell’intervista e del contenuto delle due note precedenti, la Bagault sembra sottovalutare il ruolo attivo, nell’ambito delle oligarchie di potere, esercitato dai giganti della tecnologia informatica e digitale, nati e cresciuti all’ombra dell’apparato militare e industriale occidentale, in stretta connessione con il sistema di informazioni riservato di Usa, Gran Bretagna e Israele. Le più grandi corporazioni di Silicon Valley, cui va aggiunta Microsoft, sono note con l’acronimo Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon).
  17. John Maynard Keynes (1883-1946), inglese, è stato l’economista più influente del XX secolo. Padre della macroeconomia, ha dato origine, attraverso il saggio Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, alla cosiddetta rivoluzione keynesiana, avversaria della teoria economica neoclassica. Sostenne la necessità dell’intervento statale nell’economia con misure di investimento, bilancio e politica monetaria, per consentire la piena occupazione, promuovendo una forma di economia mista , pubblica e privata.

 

Ti potrebbe interessare

 

«GEOPOLITICA DEL CORONAVIRUS – PARTE SECONDA»

Carica ulteriori articoli correlati
  •   «QUALE INTELLIGENZA ARTIFICIALE?»

    ”L’Intelligenza Artificiale è politicamente scorretta perché istruita da uomini in genere …
  • «IL PENSIERO ALICE»

    ”Il pensiero di Alice degenerazione della sinistra progressista? È il termine coniato dal …
  • «TELELAVORO È SMART WORKING?»

    ”Telelavoro: ma è davvero “Smart Work”? Oggi con il Covid-19 milioni di persone sperimenta…
Carica altro Roberto Pecchioli
Carica altro Economia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

  «QUALE INTELLIGENZA ARTIFICIALE?»

”L’Intelligenza Artificiale è politicamente scorretta perché istruita da uomini in genere …