Note a margine sul volto inquieto dell’Europa

 GERIONE. CONSIDERAZIONI (FORSE) INOPPORTUNE

Tra simboli, mutamenti e rotture culturali: un’Inghilterra che non riconosce più se stessa.

di Andrea Marcigliano

L’immagine del nuovo ministro degli Interni britannico — donna, chador, giuramento sul Corano — è la scintilla da cui Andrea Marcigliano parte per una riflessione aspra e radicale sull’identità perduta dell’Europa. Tra ombre dickensiane, rivolte bianche e multiculturalismo pilotato, l’Inghilterra appare come lo specchio estremo di un’intera civiltà sull’orlo della sostituzione. Un pezzo volutamente scomodo, scritto per chi non teme le domande (forse) inopportune. (Nota Redazionale)


Vedo la foto del nuovo ministro degli interni britannico. Una, gentile, signora con tanto di chador e nome, impronunciabile, credo pakistano.

E resto…perplesso. Anche perché altre immagini, non da canali ufficiali naturalmente, mi rimandano una ben diversa Inghilterra. In rivolta, manifestazioni di piazza, scene di violenza, scontri con la polizia … Ed è un’Inghilterra assolutamente, pressoché esclusivamente…bianca.

Come, per altro, è stata per molti secoli. Dura, frugale, impositiva. Un popolo sobrio, probabilmente razzista per i criteri odierni. Certo determinato, e che gettò le basi di un grande impero.

Una storia che amo ben poco, ma che ha una sua, indiscutibile, grandezza.

Ora questa nuova Inghilterra. Ministri con lo chador, che giurano sul Corano. Una Inghilterra multietnica. Inclusiva. Che, tuttavia, emargina sempre più proprio gli inglesi. Che si sentono estranei a casa loro. E vengono compressi verso sacche, sempre più ampie, di autentica miseria.

Roba da fare inorridire un Dickens.

E allora qualcosa non funziona. L’attuale Inghilterra mi sembra l’esempio più eclatante, se vogliamo la cartina di tornasole, di ciò che sta avvenendo in Europa. O meglio nell’Europa Occidentale.

Sostituzione etnica. Voluta, e diretta, da centri di potere finanziario completamente scollegati dai popoli di questa Europa. E della stessa Inghilterra, dove pure hanno una sede fondamentale nella City londinese. La loro roccaforte.

Intendiamoci bene. Il mio non è razzismo più o meno mascherato. Non è avversione epidermica per la gentile signora in chador. È, purtroppo, una constatazione, amara, della realtà.

Quello che sta avvenendo in Inghilterra è una, sistematica, sostituzione etnica.

Che ha lo scopo preciso di trasformare il paese, ripopolandolo con forza lavoro a basso costo, proveniente dal, cosiddetto, Terzo Mondo. O, per lo meno, da quello che così veniva un tempo definito.

Questo non avviene per un atteggiamento inclusivo, anti-razzista, per un buonismo che vuole tutti i popoli fratelli e tutte le genti uguali.

Al contrario, è un’operazione esclusivamente economica, che tende ad annichilire tutte le differenze di cultura, religione, storia, per imporre un unico modello di uomo anomico. Privo di identità. Una massa di lavoratori a basso costo e consumatori di prodotti scadenti.

Il cosiddetto anti-razzisno non è che la facciata dietro alla quale si muovono queste forze. Che sono decisamente anti-umane. Speculazione e mercificazione dell’uomo portata al suo stadio terminale.

Riconoscere, rispettare le differenze di cultura, storia, etnia non è “razzismo”.

Al contrario, rappresenta la via maestra, il giusto atteggiamento con cui trattare – insisto: con rispetto – tutti i popoli.

Che sono diversi. Da sempre. E che non devono venire piallati e annichiliti in nome degli interessi economici di pochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pochi che si fingono benefattori e mostrano un volto benevolo e sorridente.

Che è, però, il volto del Gerione dantesco. Volto di uomo gentile. Corpo squamoso di drago. Ali di pipistrello. E, soprattutto, coda, velenosa, di scorpione.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

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