Al giorno d’oggi quasi tutti viviamo una vita frenetica o per cosi dire “stressante”

GESTIONE DELLO STRESS E RISCOPERTA

DELLA NATURA: IL COPING

 

Al giorno d’oggi quasi tutti viviamo una vita frenetica o per cosi dire “stressante”. Quando si fa riferimento allo stress si intende quell’insieme di reazioni complesse con cui l’organismo reagisce a degli stimoli esterni o interni (agenti stressanti) che tendono a fronteggiare una situazione attraverso delle risposte che hanno significato adattivo. Molte volte tenendo conto della situazione ci si fa riferimento alla cosiddetta Sindrome generale di Adattamento” in cui alla reazione di allarme di cui l’organismo risponde inizialmente allo stress sussegue, una risposta che rappresenta un utile reazione di adattamento.

Lo stress è sia fisico che psicologico

Il tracciamento delle reazioni di stress sull’individuo di solito è di tipo fisico o fisiologico, in particolare si fa riferimento alla temperatura ovvero al freddo, poiché, quando la temperatura ambientale si abbassa fortemente la reazione di allarme dell’organismo prevede: brividi, la costrizione dei capillari della cute, e l’orripilazione o meglio conosciuta come pelle d’ oca; una fase ulteriore di risposta comporta invece un aumento del ritmo cardiaco. Il freddo, il caldo ed altri agenti come il rumore sono considerati una piccola parte di agenti stressanti poiché ve ne sono altri come i ritmi della vita quotidiana, l’inquinamento ecc. Nonostante ciò lo stress non coinvolge solo il campo fisiologico, ma anche psicologico, poiché può capitare nella vita quotidiana che la nostra psiche giudica un determinato evento come stressante cosicché la stessa situazione può essere vissuta da altri in modo naturale. Se a livello fisiologico vi sono un determinato tipo di risposte, a livello psicologico cosa avviene? E come opera il nostro cervello?

Foresta di Arashiyama a Kyoto, uno dei percorsi ideali dello Shinrin-yoku

Considerando gli aspetti fisiologici con cui il nostro organismo risponde allo stress come aveva notato il medico Selye esse sono in gran parte legate alla liberazione di due sostanze Adrenalina e Glucorticoidi da parte dei surreni; queste due sostanze hanno un ruolo centrale nel colmare quelle reazioni di adattamento che sono utili per fronteggiare le situazioni di emergenza. I meccanismi nervosi e quelli neuro-ormonali tendono a rispondere ad una sorta di comando unificato che integra due tipi di reazione.

Di fronte ad uno stress di tipo fisico o psicologico il nostro cervello si attiva in quanto aumenta l’attività di quei neuroni che rilasciano il neurotrasmettitore “Noradrenalina”, questa eccita diversi nuclei cerebrali tra cui quelli che attraverso i nervi stimolano la parte interna dei surreni provocando la liberazione di Adrenalina. Allo stesso tempo il cervello aumenta la produzione di un neuro-ormone, identificato come “CRH”, da parte dell’ipotalamo. Il CRH (Corticotropic, Releasing, factor) è una molecola che stimola l’ipofisi a liberare l’ACTH, l’ormone che fa si che la corteccia dei surreni produca i Glucorticoidi. Per migliorare una situazione d’ emergenza vi sono delle soluzioni o per meglio dire delle strategie identificate come

.Il concetto di Coping è stato introdotto da Richard Lazarus intorno agli anni ’60 per indicare il carattere attivo delle risposte emotive.

Lazarus e Folkman e le strategie di coping

Vi sono varie strategie di coping; Lazarus e Folkman nella metà degli anni ’80 ne hanno distinte 8:

Strategie di Coping

 

  • Accettare il confronto: Si mantengono le proprie idee e si combatte per ottenere ciò che si vuole
  • Prendere le distanze: Si va avanti come se nulla fosse accaduto e si evita di pensarci su.
  • Autocontrollarsi: Si cerca di tenere per se i sentimenti senza far vedere che si è in difficoltà.
  • Cercare il sostegno sociale: Ci si parla con chi possa dare una mano.
  • Accettare le responsabilità: Si fa autocritica e ci si riconoscono i propri sbagli.
  • Fuggire ed evitare: Si cerca di attenuare il proprio malessere con comportamenti di fuga come bere alcolici, fumare sigarette.
  • Pianificare la soluzione: Si comprende che facendo determinate cose si possono eliminare le difficoltà e ci si raddoppiano i propri sforzi per realizzare un piano di soluzione.
  • Rivalutarsi positivamente: Si cerca di ritrovare la fiducia e una buona stima di se.

Oltre alle strategie di coping vi è un’elemento che può aiutare l’uomo a trovarsi in situazioni di relax tale elemento è la natura.

I benefici della natura e attività all’ aperto

La natura è garante di benefici che operano sia a livello fisico che psicologico, ma nello stesso tempo, lo stare all’aperto è anche un modo di relazionarsi e socializzare con gli altri. I benefici sono i seguenti:

  • Riduzione di stress: Per quanto riguarda la riduzione dello stress un popolo che da molti anni ha proposto tecniche ed effettuato esperimenti è proprio quello dei giapponesi; infatti una pratica molto nota è quella dello Shinri-yoku che letteralmente significa bagno nella foresta. Gli scienziati giapponesi hanno sostenuto che stare a contatto per molte ore con gli alberi comporta dei benefici come (riduzione della pressione sanguigna, riduzione della fatica mentale, migliora la creatività, aumento del riposo e della quiete, migliora l’umore.).
  • Migliore concentrazione: Quando siamo a contatto con la natura la nostra concentrazione migliora perché siamo esposti a meno stress e distrazioni rispetto alla vita di tutti i giorni. La mancanza di traffico e dei rumori tipici della città ci aiuta a sentirci più riposati e a mantenere una maggiore attenzione e concentrazione.
  • Più creatività: Stare seduti in riva al mare apre i nostri orizzonti. Questo è uno degli esempi che ci fa capire come la natura ci offra un punto di vista diverso sui nostri limiti e ci permetta di avere maggiore creatività e una migliore propensione alla risoluzione dei problemi.
  • Migliora il sonno: la natura può migliorare il cosiddetto “ritmo circadiano”: veglia, sonno; il nostro corpo ha bisogno di regolarsi “ascoltando” i cicli della natura che in città per vari motivi si perdono
  • Benefici per anziani e bambini: Per i più anziani, vari studi americani hanno dimostrato che camminare regolarmente rallenta l’invecchiamento delle cellule cerebrali, aiuta l’area del cervello deputata alla pianificazione e alla memoria e, addirittura, potrebbe far aumentare il volume dell’ippocampo. Ovviamente, tale attività garantisce anche una riduzione dei problemi legati alla mobilità e alle disabilità fisiche in genere. Per i più piccini, invece, le attività di giochi nella natura riducono in modo significativo i sintomi della “Sindrome da Deficit di Attenzione/Iperattività” (ADHD), migliorando la concentrazione e riducendo a sua volta l’impulsività.

Attività all’aperto

Oltre ai benefici la natura può offrirci una varietà di attività da svolgere, infatti ve ne possono essere elencate alcune:

Camminare: fare una passeggiata al mare, in montagna al lago oppure fare un picnic, sono attività che fanno bene alla psiche e al corpo.

Ortoterapia: è una pratica già diffusa in Inghilterra nell’ottocento ma negli ultimi decenni si sta ri-diffondendo in Italia; in ambito educativo tale pratica sta garantendo ottimi risultati nel trattamento della sindrome da deficit d’attenzione e iperattività.

Stare a piedi nudi: i piedi che stanno a contatto con la sabbia oppure tra le foglie di un prato tendono a percepire attraverso il tatto una realtà senza filtri, infatti molti esperti consigliano ai genitori di bambini che stanno iniziando a camminare di lasciarli muovere i primi passi a piedi nudi poiché la pianta del piede trova stabilità ed equilibrio.

Rinforzare i 5 sensi: fare una passeggiata può portare ad allenare i 5 sensi, ad esempio l’olfatto e la vista.

Sperimentare nuovi sport: Alcune, volte stare a contatto con la natura ci porta a sperimentare attività che per questione di tempo avevamo tralasciato come per esempio (nuotare, fare trekking andare in bicicletta meditare), ma si può sperimentare anche la noia ottimo strumento per la rinascita di nuove idee.

Maristella Ienco

 

 

Bibliografia e sitografia

Ferraris Oliverio Anna, Oliverio Alberto, Psicologia.I motivi del comportamento umano, sesta edizione Zanichelli 2005.

Mecacci Luciano. Manuale di psicologia generale, Giunti 2003

https://www.bagnonellaforesta.com

https://www.donnamoderna.com/ambiente/ecoterapia-attivita-nella-natura

https://www.guidapsicologi.it/articoli/i-benefici-del-contatto-con-la-natura

https://scienzaverde.it/salute/camminare-tra-la-natura

 

Fonte: Sociologicamente del 1° marzo 2021

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