Non sappiamo cosa, veramente, sia successo a Alexei Navalny

GIOCHI DI OMBRE & CADAVERI ECCELLENTI


Non sappiamo cosa, veramente, sia successo a Alexei Navalny … chi, o cosa, abbia causato la sua morte. Non lo sappiamo e, probabilmente, mai lo sapremo. E, sinceramente, le diverse ipotesi di parte (di entrambe le parti) non ci interessano. Lasciano il tempo che trovano… propaganda. Sempre e comunque propaganda bellica.

Di ben altro interesse, però, è il “gioco di ombre” che sta venendo intessuto, qui in Occidente, intorno alla bara del blogger e politico russo.

Un gioco che, con la verità sulla sua morte, non ha nulla a che fare.

Osserviamo con attenzione la scena. I Media parlano di Navalny , degli attentati che ha subito, della sua vita. Lo fanno, per lo più, con toni elegiaci. Ma anche nelle, rare, eccezioni in cui l’analisi appare più critica, l’effetto che sortiscono è sempre lo stesso. Mascherare ciò che sta avvenendo in queste ore in Ucraina.

Avdiivka è caduta. Proprio in queste ore. E cercare di mantenerla nonostante tutto è costato un massacro. L’esercito ucraino ha perso una intera divisione. E le sue truppe sono in rotta. Traduci: in fuga. Nonostante siano state mobilitate le milizie della Azov. Più per contenere lo sbandamento dell’esercito regolare, con mano pesante, che per affrontare l’avanzata russa.

Ormai inevitabile. Perché Avdiivka aveva un’importanza strategica. Per contenere l’offensiva russa verso l’interno dell’Ucraina. Per questo i comandi di Kiev avevano cercato di resistere a tutti i costi. Spinti anche dai “consiglieri” della NATO. Non si trattava di una resistenza per tenere un luogo “simbolico”, come già in passato. Una sconfitta avrebbe aperto la strada verso la capitale. E, al contempo, provocato il crollo morale delle truppe.

Quello che sta, puntualmente, avvenendo. E che, però, doveva, e deve, venire posto in ombra. Anche perché, in queste ore, l’Amministrazione Biden sta cercando di fare passare un nuovo pacchetto di aiuti per Kiev. Senza del quale… gioco finito. Partita persa. Nonostante il, risibile e ridicolo, bellicismo della Commissione Europea.

Però i Repubblicani si oppongono. Fanno ostruzionismo. Trump ha, ormai, quasi totalmente in mano il partito. Ed è stato chiaro. Tagliare l’ossigeno a Zelensky. Chiudere con la guerra per procura.

E allora… bisogna esercitare l’arte delle ombre. Distrarre da ciò che conta davvero. La sconfitta Ucraina. Un disastro, in una sacca che ricorda i fantasmi di Stalingrado.

E, al contempo, suscitare lo sdegno (e la paura) per Putin. Bollato come mandante dell’uccisione di Navalny .

Per vanificare ogni, pur faticoso, tentativo di tregua.

Ricostruzioni più o meno fantasiose. Lunghe digressioni di esperti che, sino a ieri, manco sapevano chi Navalny  fosse … Servizi strappalacrime sul coraggio della di lui vedova…

Tutto fa brodo, pur di non parlare dei fatti, terribilmente concreti, sul campo di battaglia.

Sono cinico?

Sinceramente credo che il vero cinismo sia un altro. Quello di chi sfrutta la morte di un uomo per mascherare la realtà. E rifinanziare una guerra che ha già portato a centinaia di migliaia di morti. E quasi all’annientamento un intero popolo.

Andrea Marcigliano
Andrea Marcigliano

 

 

 

 

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