Il nuovo volto della Siria tra inganni e riflessi deformati.

Chissà se quando gli ha stretto la mano se l’è lordata di sangue

GIOCHI DI SPECCHI

Da jihadista temuto a leader accolto con onori dall’Occidente: la parabola di Mohammed Al Sharaa svela il grande inganno dei giochi di potere e di specchi che avvolgono la politica internazionale.

Andrea Marcigliano

Mohammed Al Sharaa, un tempo conosciuto come Al Jolani, era considerato uno dei più pericolosi jihadisti di Al Qaeda e dell’Isis. Oggi, in giacca e cravatta, viene ricevuto ufficialmente dai rappresentanti degli Stati Uniti come Presidente della Siria. Un rovesciamento tanto clamoroso quanto inquietante, che Andrea Marcigliano interpreta come parte di un “gioco di specchi” globale: un sistema dove l’informazione non informa, ma deforma; dove le verità vengono nascoste e manipolate in nome di interessi geopolitici. Un’analisi lucida e provocatoria sulla fragilità delle narrazioni dominanti e sull’urgenza di recuperare onestà intellettuale per non rimanere intrappolati nelle illusioni del potere. (Nota Redazionale)


Il nuovo leader siriano, Mohammed Al Sharaa, in doppiopetto e cravatta, viene ricevuto con tutti gli onori da rappresentanti degli Stati Uniti. Un riconoscimento ufficiale da parte dell’Occidente, che, palesemente, rende felice il nuovo Presidente della Siria. Giunto al potere grazie ad una, sanguinosa, guerra civile. E con l’appoggio di Washington e Israele.

 

 

 

 

 

Fino a non molto tempo fa, però, Al Sharaa era conosciuto come Al Jolani.

Jihadista, uno degli uomini più pericolosi di Al Qaeda prima, dell’Isis poi. Insomma un assassino, un bandito. E come tale ricercato da NATO e Stati Uniti.

Mohammed Al Sharaa (ripulito) e Al Jolani. Jihadista

Mentre ora sorrisi, doppio petto, strette di mano…

E allora mi sorge un dubbio. Anzi, molti dubbi.

Di trovarmi in mezzo ad un gioco di specchi. Specchi convessi. Deformanti.

Dove tutto ciò che appariva non è reale. Solo un, colossale, inganno, che nasconde la verità.

Verità che, pure, c’è. Deve esserci. Ma ci viene costantemente negata da un sistema di informazione che non informa. Che, anzi, modifica e corrompe il reale a seconda di, ben precisi, interessi. Inconfessati, naturalmente. E, tuttavia, non difficili da individuare, se si usa un minimo di onestà intellettuale.

La storia che ci è stata raccontata, in modo ossessivo, dello scontro fra le democrazie occidentali e il jihadisnmo, o se preferite terrorismo islamico, fa acqua da tutte le parti. Semplicemente non regge.

Al Jolani era un, pericoloso, terrorista.

Al Sharaa, invece, un capo di Stato amico dell’Occidente, affidabile e ben educato.

Però Al Jolani, il terrorista, e al Sahara, il politico amico, sono la stessa persona.

E questo, appunto, ci dovrebbe fare comprendere molte cose.

Una su tutte.

Che siamo stati, a lungo, imprigionati in un castello di specchi deformanti. E che tutto ciò che abbiamo, facilmente, accettato come giusto, vero, buono, altro non era che…propaganda.

Certo raffinata e martellante. Eppure propaganda di parte.

Un castello di carte che un solo alito di vento scompone. E viene subito ricostruito in altri modi.

Diversi, radicalmente diversi. E sempre ingannevoli.

Tutta quella che credevamo essere storia, più o meno recente, andrebbe, dunque, rivisitata. Andrebbero svelati molti, troppi inganni.

E ne verrebbe fuori un quadro decisamente molto diverso. Un quadro estremamente inquietante.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

 

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