Vendesi porto. No perditempo

Pakistan porto di Karachi

GLI EMIRATI SI COMPRANO IL PORTO DEL PAKISTAN DOPO CHE LA

CINA SI È PRESA LO SRI LANKA. È CORSA ALLE INFRASTRUTTURE


Vendesi porto. No perditempo. Dopo lo Sri Lanka, che ha affittato per 99 anni uno scalo portuale alla Cina, è ora la volta del Pakistan impegnato a trattare con gli Emirati Arabi per il porto di Karachi. È il porto più grande del Pakistan e gestisce il 60% delle merci del Paese. Al momento non è ancora stato definito il perimetro dell’accordo. Dunque se riguarderà la proprietà o la gestione. E dell’intero scalo o solo di una parte.

Ambuluwawa Tower Sri Lanka

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Però è l’ennesima conferma che il resto del mondo si sta muovendo a velocità sostenuta sul fronte delle infrastrutture e della logistica mentre, in Italia, occorrono anni per qualsiasi decisione e tempi lunghissimi per realizzare anche le opere più banali. Accompagnate, ovviamente, da continui aumenti di prezzo. Più i tempi si allungano e più si deve pagare per opere casualmente non previste. Invece di far pagare penali ai costruttori che non rispettano i tempi.

Ma le grandi infrastrutture internazionali servono anche per creare o rinsaldare i rapporti politici. Servono per rafforzare i rapporti economici. La Cina che costruisce una ferrovia in Asia centrale, attraverso alcuni Paesi ex sovietici, ribadisce il proprio ruolo da protagonista anche nei confronti della Russia. L’Iran e la Russia che stanno realizzando un nuovo collegamento ferroviario devono fare i conti con le ambizioni della Turchia in direzione Azerbaijan.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Però tutti lavorano, agiscono, cercano di aumentare l’efficienza. E anche se rafforzano la presenza portuale, si moltiplicano soprattutto gli investimenti ferroviari che garantiscono una riduzione consistente dei giorni di viaggio delle merci.

Proprio come in Italia dove l’alta velocità sull’asse Ovest-Est non è ancora stata completata, dove le merci non viaggiano sulla rete per l’alta velocità e dove i passeggeri, sull’asse Ovest-Est che è fondamentale per l’economia nazionale, devono cambiare a Milano perché i collegamenti diretti sono stati eliminati (con un’unica eccezione per direzione) come segnale di cosa si intende per efficienza, rapidità, comodità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È comprensibile. Quando a lady Garbatella è stato chiesto di abiurare, lei ha pensato che questo obbligasse anche a NON fare arrivare i treni in orario…

 

Adele Piazza
Enrico Toselli

 

 

 

 

 

 

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