Tra guerra simbolica e culto della personalità: la politica come rappresentazione del potere.

«I demoni di Trump»
Quando la leadership smette di governare la realtà e comincia a reinventarla.
Il Simplicissimus
Non è soltanto una crisi geopolitica. È una crisi del linguaggio politico. Le minacce sullo Stretto di Hormuz, lo scontro con il Papa e la diffusione di immagini che trasformano il presidente in figura quasi salvifica mostrano una strategia fondata sulla narrazione più che sulla soluzione dei conflitti. In questo scenario, la politica non cerca più di uscire dalle trappole che crea: prova piuttosto a riscriverle come vittorie. “I demoni di Trump” sono allora le forme moderne di un potere che ha bisogno di simboli religiosi, nemici assoluti e spettacolarizzazione permanente per sostenere la propria legittimità. Non è solo la storia di un uomo: è il sintomo di una trasformazione più ampia della politica occidentale. (N.R.)
Non è l’Iran che chiude lo Stretto, ma siamo noi a chiuderlo. Con questo trucchetto buono per gli idioti, Trump pensa di uscire dalla trappola che lui stesso ha costruito e di superare l’impasse dovuta alla pratica impossibilità di un’invasione terrestre, uscendone come vincitore. Ma la cosa non deve stupire poi troppo, visto lo stato mentale davvero penoso dell’uomo e dei suoi fans. Nell’immagine di apertura vedete una specie di santino che lo raffigura come un taumaturgo o un santo o forse Gesù stesso che un suo discepolo ha prodotto nel febbraio scorso, presumibilmente con qualche strumento di intelligenza artificiale e questo sarebbe già abbastanza inquietante. Ma dopo la recente polemica con Papa Leone, – in cui il presidente ha detto chiaro e tondo che non vuole un pontefice che condanni l’aggressione all’Iran o il rapimento di Maduro – lo stesso Trump è sceso nel delirio pubblicando sul Truth Social e poi anche su X la stessa immagine. Ma con una significativa differenza: nello sfondo originale, in alto, campeggiavano angeli e santi sotto forma di eroi americani, come potete vedere qui sotto:

In quella pubblicata da Trump invece la figura centrale si è trasformata in una specie di diavolo, in un demone:

Poi, visto che la cosa non ha riscosso il successo che forse si aspettava, l’ha eliminata, non sapendo che in rete non si può mai davvero cancellare nulla. Ora non so quale messaggio volesse mandare Trump, attraverso questa manipolazione di un’immagine che già di per sé illustra il delirio della mente americana, ma possiamo tranquillamente pensare che sia ormai fuori di testa.
