È abbastanza recente la diffusione che ha avuto in Italia e nel mondo il giallo scandinavo

I “GIALLI NORDICI”: JO NESBØ

Jo Nesbø

È abbastanza recente la diffusione che ha avuto in Italia e nel mondo il giallo scandinavo. Si può fissare tra il 1965 e il 1975 il periodo significativo per la storia del giallo nordico. Sono gli anni in cui Maj Sjöwall & Per

“Il romanzo di un crimine” di Per Wal Wahlöö e Maj Sjöwall come antidoto all’invasione dei gialli balneari

Fredrik Wahlöö scrivono i dieci volumi di un’opera dal nome “Romanzo di un crimine”. Si tratta di romanzi che non si discostano da altri del genere, ma che hanno il merito di rappresentare il malessere della società svedese, considerata, invece, dal mondo occidentale come esempio di eccellente attuazione dello stato sociale.

Kenneth Branagh è Kurt Wallander

Il primo giallo nordico di risalto mondiale fu “Il senso di Smilla per la neve” di Peter Høeg del 1992, uscito in Italia nel 1994. Nel 1998 Marsilio scopre in Germania e porta in Italia la serie del commissario Kurt Wallander di Henning Mankell. Grazie al successo di questa serie (poi trasformata in serie televisiva) Marsilio nel 2006 avvia un percorso di pubblicazione di gialli scandinavi che diventerà “Giallo Svezia”.

Nel 1997 viene pubblicato in Norvegia Flaggermusmannen (Il pipistrello), il primo romanzo di Jo Nesbø, che riscuote un grandissimo successo in patria, vincendo il Glass Key Award per il miglior romanzo giallo norvegese.
Jo Nesbø è nato ad Oslo nel 1960, ma cresciuto a Molde dove, nel 1978, ha vinto la competizione nazionale riservata ai calciatori under 19. Laureato in economia, oltre che calciatore, è cantante, compositore e chitarrista della band Di Derre, è anche attore, regista e sceneggiatore.

Nesbø, oltre alla serie di Harry Hole, il poliziotto che lo ha reso famoso, ha scritto anche libri per bambini nella serie Il dottor Prottor. La pubblicazione in Italia dei libri con protagonista Harry Hole non ha seguito l’ordine in cui i romanzi sono stati scritti, per chi si avvicinasse per la prima volta alla lettura di queste opere, di seguito riporto l’ordine cronologico in cui andrebbero letti i romanzi:


1. 1997   – Il pipistrello (pubblicato in Italia nel 2014)
2. 1998   – Scarafaggi (pubblicato in Italia nel 2015)
3. 2000   – Il pettirosso
4. 2002   – Nemesi
5. 2003   – La stella del diavolo
6. 2005   – La ragazza senza volto
7. 2007   – L’uomo di neve
8. 2009   – Il leopardo
9. 2011   – Lo spettro
10. 2013 – Polizia
11. 2017 – Sete
12. 2019 – Il coltello


Michael Fassbender portraying Harry Hole

Harry Hole è un poliziotto alcolizzato (il suo “veleno” come lo definisce è il Jim Beam), saltuariamente fa uso di oppiacei, ha un pessimo rapporto con i suoi colleghi. Non ha un gran feeling con il padre, che per lui aveva sognato un destino diverso; la madre di origine Sami, è morta di cancro quando lui era ancora un ragazzo; Harry ha una sorella maggiore, Søs, alla quale è molto legato, affetta dalla sindrome di Down. Hole viene rappresentato dai critici come l’anti-eroe per eccellenza. Secondo me, invece un uomo che affronta i suoi demoni ed i disastri della sua vita, spesso causati da lui stesso, e riesce a lottare per il bene, che crede nella giustizia e non si arrende mai finché giustizia non è fatta, non è certamente un semidio, ma è sicuramente un eroe. La serie di Harry Hole si legge tutta di un fiato, mai niente è come sembra, è ben scritta e nessun personaggio che gravita intorno a lui è mai banale.

Jealousy and Flirtation, di Haynes King (1831-1904); una donna è gelosa delle attenzioni date da un uomo ad un’altra donna. W/p.d.

I migliori romanzi rimangono i primi, mentre l’ultimo sembra per gran parte ricalcare i libri precedenti, ma un grandissimo finale, del tutto inaspettato, riscatta il romanzo.
Oltre la serie di Harry Hole, terminata con la morte del poliziotto, Nesbø ha scritto altri romanzi, tra i quali Macbeth, riscrittura dell’opera di Shakespeare ambientata negli anni ’70 in chiave thriller. Il romanzo, come sempre, è scritto bene, ma tranne questo è un’opera di cui avremmo potuto fare a meno, senza sentire la sua mancanza. E non credo sentiremo la mancanza di Gelosia, ultimo lavoro pubblicato nel 2021. Si tratta di una serie di racconti che hanno come filo conduttore la gelosia. Ho trovato i racconti poco coinvolgenti ed a volte poco credibili. Anche lo stile sembra non appartenere a Nesbø. Per principio non ho mai lasciato un libro a metà, ma questo ho faticato a leggerlo tutto e sono stato più volte tentato di abbandonare la lettura. Insomma, con la morte di Harry Hole, forse, è morta anche una parte della genialità di Nesbø.

Claudio Verardi

 

 

 

 

Fonte: Electomagazine

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