La crisi invisibile dell’intrattenimento televisivo

I GRANDI SUCCESSI TELEVISIVI DI UNA TV CHE NESSUNO GUARDA PIÙ
Mentre si celebrano share gonfiati e programmi usa-e-getta,
la tv generalista perde milioni di spettatori e il contatto con la realtà
di Ala.de.granha
In un’epoca in cui si esaltano i numeri di ascolto di programmi-spazzatura come Temptation Island, il vero dato che passa sotto silenzio è il calo drastico del pubblico televisivo. Solo un italiano su quattro guarda ancora la tv, e i palinsesti sembrano pensati più per compiacere i partner internazionali che per intrattenere davvero. Questo pezzo di Ala.de.granha smonta con sarcasmo e lucidità le illusioni vendute dai telegiornali, invitando a trattare la tv per quello che ormai è: un elettrodomestico superato, da usare con moderazione. (Nota Redazionale)
Esame di riparazione per quei neomeloniani che non riuscivano a far quadrare i conti sulle spese folli accettate dall’Italia per far contenta la NATO e acquistare armi dai padroni statunitensi. Riproviamo con qualcosa che non riguarda la Madonna pellegrina di Palazzo Chigi. Dunque, il Tg5 racconta ogni giorno, con enfasi crescente, i meravigliosi dati di ascolto del programma spazzatura dell’estate: Temptation Island. Che attira anche 4 milioni di telespettatori per uno share superiore al 30%. Domanda ai neomeloniani: se poco meno di un terzo dei telespettatori complessivi è pari a circa 4 milioni (dipende dalle serate), quanti saranno in totale gli italiani che la sera guardano i programmi tv?

Per bene che vada si arriva a poco più di 15 milioni. Considerando una popolazione di poco inferiore ai 60 milioni, cosa fanno tutti gli altri?
Fatti loro, ovviamente. Con la speranza che si divertano in qualsiasi modo.
Ma forse è arrivato il momento di iniziare a considerare il televisore – come consigliava Gaber – con lo stesso rispetto dovuto alla lavastoviglie.
Programmi immondizia, informazione distorta e perennemente faziosa, film arrivati alla quindicesima replica. Il rispetto per il pubblico non esiste più. Le serie televisive nazionali sono pessime come trama e disastrose come recitazione. Il pubblico le ignora e, allora, aumenta il battage per nascondere i fallimenti e far credere che si tratti di successi. Nonostante share imbarazzanti e, soprattutto, nonostante il crollo del numero complessivo di chi segue i canali televisivi.

Non funziona più neanche il calcio, non funziona la musica. Neppure dal vivo e si ricorre a falsi sold out. (Creare urgenza e desiderabilità: Se si dice che un concerto, uno spettacolo o un prodotto è “sold out”, si fa passare l’idea che sia estremamente richiesto e popolare, spingendo le persone a volerne far parte o ad acquistare in fretta prima che finisca tutto.) Siamo al totale scollamento tra pubblico e compagnia di giro di conduttori, promoter, attori, cantanti, romanzieri, registi, starlette in cerca di ingaggio, trombati in cerca di un’occasione di riscatto.
Ma tutti, proprio tutti, convinti di essere delle star, grandi attori, immensi registi, cantanti insuperabili, intellettuali fondamentali, brillanti romanzieri. E se il pubblico non apprezza, e non apprezza, vuol dire che le campagne stampa non funzionano più. È il momento di cambiare il pubblico.

