L’auto è tornata centrale nel dibattito politico

I MISTERI DI MIRAFIORI. SENZA LIETO FINE


L’auto è tornata centrale nel dibattito politico, nel pettegolezzo, nella quotidianità. Con una serie di assurdità che persino un giornalismo mediocre dovrebbe essere in grado di smascherare. Ma, in Italia, la mediocrità è ormai un livello eccessivamente elevato per chi si occupa di disinformazione.

Gianni e Marella Agnelli

È sufficiente partire dal pettegolezzo. Ossia dalle vicende giudiziarie che riguardano la famiglia un tempo più potente in Italia e che, finalmente, appare in tutto il suo squallore che è stato comunque sufficiente per tenere soggiogati tutti coloro che amano il ruolo di schiavi adoranti. Al di là di come si concluderà la farsa in tribunale – ci sarà davvero un giudice a Torino? – lo schifo dilaga quando, senza il benché minimo disgusto, i media divulgano le dichiarazioni dei 3 fratelli Elkann sulla loro dedizione alla povera nonna negli ultimi anni di triste e stentata sopravvivenza. La poverina, vedova, senza l’aiuto dei tre dolci nipotini si sarebbe dovuta arrangiare con la miseria concessa dall’avida figlia Margherita che le concedeva solo 700mila euro all’anno. Mentre la povera vedova doveva scegliere se farsi accogliere in una Rsa o continuare a dividersi tra la villa a Torino e quella in Svizzera.

Eppure, leggendo in TV simili oscenità, i giornalisti sono persino seri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E sono seri anche mentre raccontano che, per evitare che il governo aiuti qualche industria automobilistico straniera ad insediarsi in Italia, il gruppo Stellantis è disposto a favorire la produzione a Mirafiori di auto cinesi ma di una società in cui Stellantis ha il 21%. E, sino a qui, è persino comprensibile. Il dopo lo è un po’ meno. Perché i cinesi, a Torino, nello stabilimento storico della Fiat, produrrebbero auto elettriche da vendere a prezzi bassi. Perché gli italiani sono troppo poveri per acquistare auto elettriche del gruppo Stellantis.

Dunque, uno stabilimento in Italia, con lavoratori che hanno contratti italiani, con costi dell’energia italiani può costruire auto elettriche a prezzi competitivi? Mentre lo stesso stabilimento, con i medesimi lavoratori e gli stessi costi per l’energia non può produrre vetture a basso prezzo con i marchi del gruppo Stellantis?  E, infatti, il mercato europeo dell’auto – come spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor – è sostenuto dagli acquisti di auto per il noleggio a lungo termine, poiché le famiglie non possono più permettersi esborsi così elevati.

«AUTO ELETTRICA, ATROCE BUFALA: PER FARCI TORNARE ALL’ETÀ DELLA PIETRA?»

 

 

 

 

 

 

 

 

Per farne poi cosa, dell’auto privata? Per abbandonarla nel box, pagando bollo e assicurazione oltre al box stesso, visto che i Comuni italiani impediscono in ogni modo l’utilizzo della vettura per spostarsi in città? Per rischiare multe continue in agguati creati appositamente per colpire le auto private? Per venir messi sul banco degli imputati per inquinare il pianeta? Però il governo vuole che in Italia si producano più auto. Da tenere ferme, però.

Andrea Marcigliano
Augusto Grandi

 

 

 

 

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