Quando gli amici scelgono i nemici al posto nostro

«I nemici degli altri»

L’Europa tra guerre per procura, sudditanza geopolitica e assenza di sovranità

di Marco Travaglio

La guerra avviata dagli Stati Uniti di Trump, al traino del governo Netanyahu, contro l’Iran rischia di incendiare definitivamente il Medio Oriente. Ma al di là degli esiti militari, una vittima è già certa: l’Europa. Ancora una volta il continente si ritrova a pagare il prezzo politico, economico e strategico di un conflitto che non ha scelto e che non risponde ai suoi interessi. L’Unione Europea, priva di una politica estera autonoma, accetta nemici che non le appartengono e subisce guerre decise altrove, in nome di alleanze che assomigliano sempre più a rapporti di dipendenza. Con Iran, Russia e Cina, l’Europa avrebbe tutto l’interesse a mantenere relazioni pragmatiche e stabili; eppure, per obbedienza ai presunti “liberatori”, rinuncia sistematicamente a una propria visione geopolitica. Il risultato è una classe dirigente incapace di difendere gli interessi europei, subalterna a Washington e oggi persino a Tel Aviv, mentre il continente scivola in un ruolo marginale, costretto a subire le conseguenze delle guerre degli altri. (N.R.)


Nessuno può ovviamente sapere né quanto durerà né come finirà la guerra avviata da Trump a rimorchio di Netanyahu contro l’Iran che ha fatto esplodere l’intero Medio Oriente. L’unica certezza è chi sarà la vittima principale, oltre alla popolazione civile “liberata” a suon di bombe e stragi: l’Europa.

Ancora una volta pagheremo carissima una guerra che non ci appartiene contro un nemico che non è il nostro. Noi europei centro-occidentali non abbiamo nemici, ma ce li facciamo regolarmente imporre dai presunti “amici”: gli Usa e ora persino Israele.

Con l’Iran, così come con Russia e Cina, avremmo tutto l’interesse ad avere rapporti decenti, ma non possiamo perché gli “amici” ci costringono a combattere o a subire le loro guerre. Dovremmo deciderci – lo scrive Gianandrea Gaiani su Analisi Difesa – a “liberarci dei liberatori”, ma per farlo ci servirebbe una classe dirigente degna di questo nome al posto degli invertebrati che ci sgovernano, incapaci di fare i nostri interessi, opposti ormai da decenni da quelli di Washington.

Nel 1999 Clinton ci trascinò in guerra con la Serbia di Milosevic, destabilizzando i Balcani a spese nostre e della Russia e a vantaggio degli Usa.

Nel 2001-’03 Bush jr. ci trascinò in guerra con l’Afghanistan e l’Iraq, con ondate di profughi e di terrorismo e rincari petroliferi che danneggiarono l’Europa.

Nel 2010-’11 Obama fomentò le primavere arabe incendiando il Nord Africa e il Medio Oriente dalla Libia, all’Iraq alla Siria, compromettendo la nostra sicurezza energetica e quella politica con altre vagonate di migranti.

Il golpe di grazia arrivò nel 2024, con il regime change in Ucraina (non un filoputiniano, ma la vicesegretaria di Stato Victoria Nuland dichiarò al Congresso che gli Usa avevano “investito 5 miliardi” nella “rivolta” di Maidan al grido di “Europa vaffanculo!”), la guerra civile, l’invasione russa, la distruzione dei gasdotti Nord Stream a opera del trio Kiev-Varsavia-Cia, le auto-sanzioni a Mosca, i soldi buttati in una guerra persa in partenza: cioè il definitivo suicidio dell’Europa.

Sempre lo stesso copione: gli Usa ci impongono le loro guerre, noi paghiamo il conto e raccogliamo i cocci. Ora le bombe sull’Iran, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e il gran ritorno dei pirati Houthi contro le nostre navi, rimandano alle stelle il greggio e indovinate chi ci rimette? Noi. E chi ci guadagna? Gli Usa, che aumenteranno vieppiù le esportazioni del loro gas e del loro petrolio, costosissimi e inquinantissimi per la tecnica del fracking, ma ora persino convenienti col boom del greggio e la rinuncia suicida dell’Europa a rifornirsi in Russia a un quinto del prezzo. Poi, come sempre, arriveranno i profughi e i terroristi. Furbi, noi.

Marco Travaglio

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

 

 

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