Dice Ursula von der Leyen…

Sera sul viale Karl Johan di Edvard Munch

I NUOVI SONNAMBULI


Dice Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue e badante di Joe Biden, che “dobbiamo muoverci velocemente” contro una fantomatica “minaccia di guerra” fabbricando nuove armi sempre più distruttive, “come è già stato fatto con i vaccini”. E nessun infermiere porta via questa squilibrata che paragona farmaci che hanno salvato tante vite umane a strumenti di morte che ne stermineranno altrettante. Intanto, a Roma, il nuovo Trio Lescano Mantovano-Belloni-Guerini lancia l’ennesimo allarme su una “campagna ibrida russa contro l’Italia” e non solo: “76 Paesi del mondo andranno al voto” e sono tutti “a rischio di interferenze” targate Putin, noto per truccare le elezioni dell’intero globo terracqueo, ma solo dove vince chi non dovrebbe. E telecomanda pure la protesta dei trattori. Ma anche lì non c’è traccia di personale sanitario che si prenda cura di questi acchiappafantasmi. Per capire la follia che annebbia le menti delle classi intellettuali e dirigenti europee basta unire i puntini degli ultimi due anni: più armiamo l’Ucraina e sanzioniamo la Russia, più la Russia avanza in Ucraina e l’Europa si dissangua, i ceti medi e bassi si impoveriscono, crollano i partiti bellicisti e crescono quelli pacifisti e i multipolari, ma purtroppo anche i fascisti e gli ultranazionalisti, votati da chi si sente ancor più solo e meno protetto dinanzi a regole e austerità asimmetriche valide per lui, ma non per i miliardi e le armi inviati a getto continuo a Kiev, che già fa concorrenza sleale sui cereali.

Nello splendido libro I sonnambuli. Come l’Europa arrivò alla Grande Guerra, Cristopher Clark smonta la storia scritta dai vincitori che incolpa in esclusiva gli imperi di Germania e Austro-Ungheria per la Prima guerra mondiale e le conseguenti tragedie del comunismo, del fascismo e del nazismo: “Lo scoppio della guerra non è un giallo di Agatha Christie, alla fine del quale si scopre il colpevole con la pistola ancora fumante accanto a un cadavere. In questa storia… ciascun personaggio principale ne ha in mano una. I tedeschi non erano i soli imperialisti… in preda a ossessioni paranoiche. La crisi che portò alla guerra nel 1914 fu il frutto di una cultura politica condivisa”: destre nazionaliste, liberaldemocratici e socialisti rivoluzionari. Tutti “sonnambuli apparentemente vigili, ma incapaci di vedere, tormentati dagli incubi ma ciechi di fronte alla realtà dell’orrore che stavano per portare nel mondo”. Oggi i sonnambuli vestono i panni degli “euroatlantisti” che ci trascinano spensieratamente verso la terza guerra mondiale, portano i voti con le orecchie ai fascisti e poi, appena escono i sondaggi o si aprono le urne, danno la colpa a Putin per non doversi guardare allo specchio.

Marco Travaglio – 1 marzo 2024

 

 

 

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Descrizione

La mattina di domenica 28 giugno 1914, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e sua moglie Sofia arrivarono in treno a Sarajevo e salirono a bordo di un’autovettura, imboccando il lungofiume Appel, per raggiungere il municipio. Non apparivano affatto preoccupati per la loro sicurezza. Venivano da tre giorni di soggiorno nella cittadina di vacanze di llidze, dove non avevano incontrato che facce amiche. Avevano perfino avuto il tempo per un’imprevista visita al bazar di Sarajevo, dove avevano potuto muoversi senza essere disturbati nelle viuzze affollate di gente. Non sapevano che Gavrilo Princip, il giovane serbo bosniaco che li avrebbe uccisi solo tre giorni dopo, era anch’egli nel bazar, intento a seguire i loro movimenti. Anche l’Europa si avviava inconsapevole al dramma. Non sapeva di essere fragile, frammentata, dilaniata da ideologie in lotta, dal terrorismo, dalle contese politiche. Così l’atto terroristico compiuto con sconcertante efficienza da Gavrilo Princip ai danni dell’arciduca ha un esito fatale: la liberazione della Bosnia dal dominio asburgico e l’affermazione di un nuovo e potente Stato serbo, ma anche il crollo di quattro grandi imperi, la morte di milioni di persone e la fine di un’intera civiltà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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