Tra propaganda, guerre e infantilismo occidentale

«I pannolini dell’Occidente»
Un continente incapace di comprendere gli eventi mentre propaganda e conformismo soffocano ogni autentico dibattito politico.
Il Simplicissimus
Altre cose invece emergono alla cronaca come talvolta accade per le peggio cose che vengono in superficie. Ad esempio, ma è solo un fatto curioso, che fa da spia alla intollerabile leggerezza di essere globalisti, giunge notizia che Waitrose una catena di grandi magazzini inglesi ha eliminato la parola “femminile” dai suoi prodotti per l’igiene femminile dopo aver ricevuto una lamentela secondo cui il marchio non era inclusivo nei confronti delle persone transgender. Ciò è avvenuto in seguito a una lamentela secondo cui “non tutte le persone che hanno le mestruazioni sono donne”, e perciò i
prodotti per l’igiene mestruale non saranno più commercializzati per le donne. Chiaramente si tratta di una mostruosità biologica e logica perché gli uomini non hanno mestruazioni, anche se si sottopongono a interventi di cambiamento di sesso e le donne che si pensano maschi continuano ad averle dimostrando così di non riuscire ad essere uomini che nella loro psicologia. Ora in questo non c’è nulla di male, ognuno può vedersi come vuole e ha pieno diritto di farlo, ma pretendere di reificare le proprie immaginazioni rendendole reali sul piano biologico e offendendosi se ci si rifiuta di farlo, perché “il nostro linguaggio dovrebbe rispecchiare la diversità di tutti” è proprio un’operazione di bassa lega che negando l’esistenza delle donne e degli uomini, scompagina il giudizio asservendolo completamente alle sensazioni individuali e crea alla fine impotenza politica perché frantuma la differenza fondamentale tra bisogni e desideri. E infatti molti pensano a queste operazioni come se fossero indirizzate alla libertà e non, com’ è evidente, alla manipolazione del reale. Sono parte di uno scenario che nasconde il meccanismo interno, la macchina teatrale allestita dal sistema: un programma di eterogenesi dei fini per sostituire i temi sociali con quelli esclusivamente individuali, creando confusione tra un’uguaglianza che viene costantemente, anzi programmaticamente negata e inclusività. Un po’ come vendere la primogenitura per un piatto di lenticchie.
Per rendersene conto basta leggere le giustificazioni fornite dai magazzini Waitrose i quali dicono che “il termine ‘igiene femminile’ non descrive accuratamente i prodotti di questa categoria” perché c’è da tenere in conto anche i prodotti contro l’incontinenza maschile. Ma tutti sanno che sono ausili assolutamente differenti, che si sta barando nella maniera più sfacciata possibile e in ogni caso non si capisce perché i prodotti da barba continuino ad essere designati come maschili. Così anche nella geopolitica e nella politica più spicciola sono i desideri, le immaginazioni e le relative menzogne per colmare il baratro a contare, mentre la dura realtà viene messa da parte: è troppo insolente e poco inclusiva.

