I giudici inglesi si sono presi altri giorni per decidere la sorte di Assange

I SERVI DI WASHINGTON ORGANIZZERANNO FIACCOLATE PER ASSANGE?

CONVOCHERANNO GLI AMBASCIATORI DI USA E GRAN BRETAGNA?


I giudici inglesi si sono presi altri giorni per decidere la sorte di Assange. Se consegnarlo agli Stati Uniti, dove verrà sepolto in carcere sino alla fine dei suoi giorni. Colpevole di aver fatto il giornalista e di aver rivelato al mondo alcune delle infinite porcate e degli infiniti crimini atlantisti. Con tanto di filmati che mostrano gli eroici soldati di Washington mitragliare un gruppo di iracheni disarmati. Massacrandoli tutti, come da copione.

E allora cosa succederà in Italia in caso di estradizione dopo che Assange è da anni sepolto in una cella britannica?  Tajani convocherà gli ambasciatori di Usa e Gran Bretagna? Al Tg5 avremo i servizi piagnucolosi di Simoni e l’indignazione di Guarnieri? No, Guarnieri ha già sottolineato che, “per qualcuno”, Assange è un pericoloso hacker. D’altronde non ci si poteva aspettare di meglio.

Ma gli altri? Ci sarà una fiaccolata dei politici di maggioranza e opposizione? Arriverà l’indignazione dell’ordine dei giornalisti e la federazione nazionale della stampa proclamerà lo sciopero? Improbabile.

I maggiordomi italiani di Washington non oseranno protestare contro il padrone. Una notizia secca, un briciolo di dubbi sulla pena. E via così.

D’altronde anche a livello europeo il clima è questo. Sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. Nessuna sanzione contro Israele per i massacri a Gaza. Russia esclusa dalle competizioni sportive e dall’Eurofestival. Israele ammesso alle manifestazioni sportive e musicali perché sono appuntamenti per unire i popoli. Tranne il popolo palestinese che deve essere sterminato.

Giornalisti leccaculo Si consumerà prima la lingua del servo o il culo del padrone?

E così nessuno fiata contro il veto statunitense per bloccare la richiesta dell’Algeria di imporre la pace a Gaza. Perché la pace non va bene, senza prima uno sterminio totale. E si preferisce glissare sull’attacco di Lula e del governo brasiliano contro la macelleria israeliana a Gaza. Quanti sono i bambini palestinesi massacrati? 20.000? E va beh, inevitabili effetti collaterali di quelli che il Tg5 definisce come “bombardamenti mirati”. Di fronte a cotanta correttezza informativa, è scontata la posizione italiana di fronte all’eventuale sparizione di Assange dal contesto civile: una posizione da zerbino.

Andrea Marcigliano
Augusto Grandi

 

 

 

 

 

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