Ricordo un vecchio libro, che lessi al tempo del liceo…

IL CHIERICO INUTILE


Ricordo un vecchio libro, che lessi al tempo del liceo. “Il tradimento dei chierici” di Julien Benda. Me lo consigliò il mio professore di filosofia. Non un grande professore, ma una brava persona. Cosa rara, soprattutto se si pensa che era di buon carattere, per nulla astioso. Benché fosse, di fatto, un nano. E le classi – eravamo una marmaglia tremenda – gliene facevano, ovviamente, di tutti i colori. Ma lui la prendeva con bonomia.
Mi parlò bene di quel libro. Era, per altro, un vecchio liberale. Specie allora in via d’estinzione, prima che il Crollo del Muro non facesse diventare liberali anche quelli che avevano sopra il letto il ritratto di Stalin. Con tanto di lumino votivo.

Comunque, il libro non mi piacque. Troppi luoghi comuni. Troppo manicheo, nel senso deteriore del termine. Banale…
Però mi è restata l’idea dell’intellettuale come chierico, che tradisce la sua, naturale, missione ponendosi al servizio del potere.
Concetto ben altrimenti approfondito da Asor Rosa, nel volume “Intellettuali e potere” della Storia d’Italia da lui curato per Einaudi. Non che abbia mai condiviso i presupposti ideologici di Asor Rosa, che, in fondo, è un marxista – hegeliano. Ma è una delle menti più acute, e critiche della nostra cultura. E ha indagato come pochi il rapporto fra uomini di cultura, o meglio intellettuali, e potere politico ed economico. Che in Italia più che altrove soffre di una tabe cortigiana. Noi non abbiamo, nella nostra storia, la Fronda. Abbiamo i poeti di corte. Gente come Murtola o Frugoni.
Sì, certo…abbiamo ben altri. Gli Alfieri, Foscolo, Leopardi… Ma sono vette. Aquile o lupi solitari. Non certo esempi del nostro intellettuale medio.

Oggi, però, ripensando a Benda, a Asor Rosa – e perché no? anche al “Le mosche del capitale” di Volponi – mi è si è affacciato un pensiero. Uno di quei pensieri inattesi, che spuntano fuori chissà da dove. E che cominciano a frullare nella testa.

Oggi, i, cosiddetti, chierici non hanno più bisogno di scegliere fra fedeltà e tradimento. Tra la coerenza con se stessi e i propri principi (almeno i pochi che ancora ne hanno) e il tradimento al soldo del potere politico ed economico. Non hanno più necessità di fare scelte perché, semplicemente, di tali scelte non interessa più nulla. A nessuno.

Il chierico, ovvero l’intellettuale è ormai una figura obsoleta. Inutile. In disarmo.
E non parlo dei, rari, intellettuali autentici. Che forse sarebbe più giusto definire filosofi, letterati. Gente come Cacciari, Agamben, Fruttero rappresentano specie in via d’estinzione. E, di fatto, estinte con loro. Più simili agli ultimi smilodonti che ai panda. Che, al confronto, mi sembrano avere davanti un fulgido avvenire.

Penso alle brutte, mediocri caricature di intellettuali. Che sgomitano per una comparsata da Formigli. Si contendono il posto sui divani di Barbara D’Urso con sedicenni tiktoker (credo si scriva così, o almeno così mi dice mio figlio…).
Sbavano per una prebenda. Per pubblicare libercoli che non leggeranno neppure i parenti stretti. Cui, per altro, li hanno regalati… O inseguono il miraggio di un qualche incarico accademico, ad Abbiategrasso o Canicattì….

Non servono. Sono inutili. A tutto e a tutti. Si è visto durante la, cosiddetta, pandemia. Si vede ora per la guerra in Ucraina.
Siate sinceri… Vi ricordate un qualche intervento, frase, parola detta da uno di costoro?
No. Vi ricordate il virologo seminatore di panico e corbellerie. La starlette con la mascherina e/o commossa per i bimbi ucraini. I dati dei dicessi. Ossessivi, martellanti. Le immagini di bombe ed eccidi. Spesso taroccate…
Ma intellettuali? Una qualche capacità di analisi, una chiarificazione…niente. Vuoto assoluto.

Il potere, quello vero, che non mostra mai il suo volto, continua a gettare loro qualche offa. Avanzi, ossa da spolpare…ma solo per abitudine. Non per un qualche interesse concreto.
Costa poco, non produce nulla e non serve…ma tant’è…
Anche gli inutili chierici devono mangiare, dopotutto. E, in fondo, a governare questo mondo sono dei veri filantropi….

Andrea Marcigliano

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 24 maggio 2022

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