La confessione di Macron: “Mia moglie Brigitte un uomo? Alla fine la gente ci crede e questo disturba la nostra intimità”

IL DUBBIO DI BRIGITTE


Visto che è domenica voglio parlare di un argomento che potrebbe sembrare frivolo, quello della reale natura della premier dame de France, ovvero l’attempata Brigitte Macron e i dubbi che come il vent du nord stanno attraversando le cronache: è una donna, è una trans o un travestito? La polemica infuria sottopelle nel Paese e per chi conosce il francese propongo questo video che mi sembra piuttosto persuasivo e che riassume bene i punti chiave della questione. Ora non voglio addentrarmi in questo affaire che normalmente mi interesserebbe pochissimo, visto che ognuno è libero di essere ciò che vuole, ma in questo caso è proprio la dinamica delle polemiche che è complessivamente interessante. La stampa mainstream nega assolutamente che vi sia qualcosa di oscuro nella coppia presidenziale, ma il fatto è che della signora Macron non ci sono foto a parte una di famiglia da bambina e quelle attuali. Inoltre, cosa ancora più grave e sospetta, l’informazione di regime ha tentato di spacciare foto false della vita precedente della première dame, compresa quella del suo primo matrimonio con un banchiere che si è scoperto essere invece lo sposalizio di due amici di Brigitte. Così tutti cominciano a chiedersi perché, se queste accuse sono false, la presidenza della Repubblica non diffonde le immagini della moglie di Macron alle varie età che sarebbe un modo semplice ed immediato per far tacere le polemiche, le indiscrezioni e ormai le vere e proprie inchieste sulla questione?

Tuttavia, la cosa che mi colpisce è che l’informazione mainstream parla di queste folate di dubbi come provenienti dall’estrema destra e di per sé scandalose oltre che transfobiche, come ha affermato lo stesso Macron. Ed è qui che viene fuori tutta la vacuità della pseudo cultura contemporanea che non è altro se non un’accozzaglia di cose eterogenee tra di loro tenute insieme solo dalla ripetizione ossessiva. Viviamo in tempi in cui il cambiamento di sesso nelle sue varie forme viene quasi angelicato come baluardo dell’inclusione al punto che si vorrebbe che persino i bambini delle elementari abbiano facoltà di crearsi una loro identità sessuale diversa da quella biologica, prendere bloccanti della pubertà in attesa di decidere cosa essere e  prepararsi alla chirurgia appropriata, (1) ma poi se si dice che una persona in vista è una trans o un travestito scoppia lo scandalo e solo per aver parlato della questione ci si espone all’accusa di essere transfobici. Il che è incoerente: a sentire le cose meravigliose che vengono dette sulle variazioni di sesso il fatto che la première dame de France sia in realtà un uomo in foggia femminile o una trans e non una banale donna che – orrore – ha le sue cosine dalla nascita e non create chirurgicamente, dovrebbe costituire un grande vantaggio evolutivo. Perché mai a dirlo si dovrebbe essere transfobici?

In realtà ci si rende conto che se tutto questo fosse vero la Francia sarebbe in mano a un mentitore assoluto e a una coppia di straordinaria ambiguità che ha completamente costruito una vita fasulla al solo scopo di ottenere il potere. Il che mette in questione anche la democrazia visto che tutto questo è stato nascosto. E non solo: in mano a un personaggio in grado di scatenare una guerra nucleare, come in effetti sembra sulla via di fare, ma che è facilmente ricattabile e burattinato da chi lo ha selezionato e lanciato nell’arena politica probabilmente anche in virtù della possibilità di teleguidarlo. Ma anche governata da un assoluto ipocrita, che mentre aderisce a tutte le anglostronzate sul sesso non binario (è del tutto evidente che qualsiasi variazione possibile non può prescindere dai due poli biologici per essere descritta) poi in realtà tiene ben nascosta la natura dei suoi rapporti e mente per la gola sugli stessi. Questa storia insomma, vera o meno che sia, sembra essere un apologo dei nostri tempi e un suggello del declino del nostro mondo.

Redazione

 

 

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