Il dopo voto in Umbria: Italiani “prigionieri”? Sembra proprio che il copione dei prossimi 2 anni il “Gatto e la Volpe” l’abbiano già scritto: creare una “situazione emergenziale” per imporre l’uomo della “Provvidenza”: Mario Draghi.

IL GATTO E LA VOLPE

 

Dobbiamo esprimere un grazie ammirato al popolo Umbro, ma ormai è chiaro che il loro coraggioso voto, sembra proprio non conti nulla: almeno per la banda del Macron italiano, “Giuseppi” Conte e la sua pletora di cortigiani, saldamente asseragliati nel palazzo. Non conta soprattutto per il grande assente delle elezioni di domenica 27 ottobre: “la volpe” Matteo Renzi, che ben si è guardato dal presentarsi e pesarsi numericamente con il suo neopartito di “Italia Viva”, anzi sbeffeggiando gli ex compagni per la mal parata nell’ex feudo rosso dell’Umbria.

Salvini vince, anzi stravince, lasciando indietro di ben 20 punti la “grande amucchiata” giallo-rossa, in un trionfo impensabile, per il centro-destra fino a pochi anni fa. Giorgia Meloni è raggiante, il pur doppiato Berlusconi, un po’ meno, ma sul carro dei vincitori anche il vetusto Cavaliere riassapora il gusto della vittoria.

 

Sembra proprio che il copione dei prossimi due anni “il gatto e la Volpe” l’abbiano già scritto: creare una “situazione emergenziale” per imporre l’uomo della provvidenza: Mario Draghi!

Il verdetto è netto ma, bastonati i zingarelli del Pd ed evaporati i grillini, il popolo Italiano si ritrova da capo, prigioniero di un governo esautorato, espressione di poteri stranieri e ricattato al suo interno da un furbo “volpone” senza scrupoli, la cui forza è forse da ricercare nell’elezione di un suo “personalissimo” Presidente della Repubblica, in barba a Costituzioni, sentenze di Corti supreme e svanite Sovranità popolari: l’aristogatto Sergio Mattarella, attuale inquilino del Quirinale.

Sembra proprio che il copione dei prossimi due anni il “Gatto e la Volpe” l’abbiano già scritto: creare una “situazione emergenziale” per imporre l’uomo della provvidenza Mario Draghi, ora disoccupato, allo scopo evidente, di arrivare alle prossime elezioni presidenziali.

 

La “grande amucchiata” giallo-rossa sonoramente sconfitta dal coraggioso popolo Umbro: dov’è quell’imboscato della “Volpe” Renzi?

Perché, per chi non l’avesse ancora capito, l’Italia non è più quella Repubblica parlamentare espressione dei padri costituenti, ma in questi decenni è stata “silenziosamente” trasformata in una Repubblica Presidenziale “Euro-diretta”, ovvero commissariata direttamente dall’Unione Europea, che ha proprio nel ruolo chiave del Presisente della Repubblica la sua forza e ragione strategica.

E infatti l’attento governatore del Veneto Luca Zaia punta il dito proprio sul Presidente Mattarella e tuona:”Questo è un Governo che ormai non rappresenta nessuno, crolla la sinistra ma anche il M5s che ormai è rarefatto sul territorio. Governo a casa, subito. Si vada a votare. Ed è un appello, il mio, anche al presidente Mattarella, perché guardi fino in fondo alle istanze degli elettori e alla direzione che sta invocando il Paese“. E Salvini rincara la dose riferendosi proprio all’ipotesi Mario Draghi tirata in ballo da Giorgetti.”E’ sciocco fare il totonomi, questo governo è in carica da un mese e mezzo, non rappresenta il voto degli italiani, mi rifiuto di pensare ad alternative che non sia il voto: l’unica via è votare, in democrazia. Poi è chiaro che se qualcuno, piuttosto che andare a votare, aspetta la Befana o mago Zurlì non è rispettoso per gli italiani’‘.

Il punto è proprio questo: l’aristogatto e la volpe che l’ha piazzato al Quirinale, sapranno rispettare gli Italiani? E la risposta è ovviamente negativa, essendo i due “statisti” già da tempo, votati ad interessi extra-nazionali.

 

Beppe Grillo ha gettato finalmente la maschera!

I tempi in cui i M5s chiedevano l’impeachment di Mattarella, con documento ben studiato e motivato dal prof. Paolo Becchi Becchi spiega l’impeachment sembrano lontani, ma in realtà sono passati meno di due anni; e questo soprattutto è un’altro M5s, non più Euroscettico e non più nemico giurato e alternativa del Pd, ma grazie all’uomo del Britannia: Beppe Grillo, che ha gettato finalmente la maschera, è diventato il suo fedele alleato, se non proprio (col senno di poi) “Costola” studiata a tavolino per ingannare gli elettori: insomma una “Sinistra truffa”.

E come non ricordare il tentativo manipolatorio “Costituzionale” da parte della volpe di Rignano sull’Arno, che ne decretò la “fine politica”, almeno in termini di consenso politico, dopo la sonora batosta al suo Referendum “Renzi-Boschi” del 4 dicembre 2016: doveva ritirarsi dalla vita politica, andare in Africa come Veltroni, e invece il Renzi “Senza voti” è sempre in sella, anzi tiene per gli atrofizzati attributi, gli Italiani, con la sua pomposa Leopolda e i suoi viaggi “Illuminati” negli Usa, dove secondo Licio Gelli va a prender ordini: seccondo il defunto capo della P2: “Renzi è un fenomeno parzialmente italiano, e mi risulta che fra i suoi mentori politici ci siano persone che vivono a Washington!”.

 

I fratelli Nicola e Luca Zingaretti: l’Italia non è una fiction televisiva!

Ora, tra stampa di regime, i soliti monologhi di salotti alla Lilli Gruber e sondaggi “tarocchi” l’attenzione verrà spostata in Emilia Romagna, altro feudo rosso che voterà il 26 Gennaio; Nicola Zigaretti dichiara, beato lui: “di essere sicuro di vincerle”!

Aspettando la disastrata Calabria (governata dal Pd), la Puglia dei fantasmi Emiliano e Niki Vendola e la Toscana della “Volpe” fiorentina, in una carellata, che potrebbe sancire la marcia trionfale di Salvini e della Meloni, in un cappotto regionale senza precedenti, cosa aspetta Sergio Mattarella a incaricare il “Fratello” intelligente, Luca Zingaretti, in arte il commissario Montalbano, nella disastrata “fiction italiana”: the show must go on!

Andrea Cometti

 

Per gentile concessione:  

Fonte. Accademia Nuova Italia

Immagine: Ciccio Ingrassia e Franco Franchi interpretano i due furfanti nello sceneggiato TV.

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