Al di là delle teorie complottiste, il cielo è davvero inquinato: non servono scie segrete quando i motori degli aerei rilasciano già abbastanza veleni da soli.

IL GRANDE CIELO SPORCO
Il Simplicissimus
Da anni le cosiddette “scie chimiche” dividono l’opinione pubblica tra negazionisti e complottisti. Ma cosa resta quando si spogliano le teorie delle loro esagerazioni e si guarda semplicemente al cielo? In questo pezzo l’autore analizza senza preconcetti l’inquinamento atmosferico causato dal traffico aereo, smontando le ipotesi più fantasiose ma anche le smentite frettolose e poco convincenti. Perché, alla fine, il cielo è davvero sporco – ma non nel modo che molti pensano. (Nota Redazionale)
Da molti anni ormai si parla di scie chimiche, ovvero della teoria ufficialmente inserita fra quelle complottiste, secondo la quale le scie di condensazione dei jet conterrebbero in aggiunta anche sostanze chimiche o biologiche atte a diversi scopi. Oddio, non è che gli scarichi dei reattori siano di per sé tutta salute, contenendo un sacco di robaccia come solfati, particolati, idrocarburi e compagnia cantante, che in alcune condizioni meteorologiche formano una vera e propria cappa nel cielo, ma non credo affatto ad un’operazione coordinata e segreta per far scaricare agli aerei anche altre sostanze oltre a quelle di scarico dei motori. Non lo credo, badate bene, nonostante le smentite di queste teorie siano abbastanza vaghe da essere ancor meno convincenti di alcune fantasie: si parla di entità astratte come la “comunità scientifica” che non esiste e che in ogni caso non potrebbe controllare tutte le migliaia di voli quotidiani o delle smentite governative che, come sappiamo, sono mera carta straccia. Non lo credo perché un’operazione di questo genere coinvolgerebbe troppe persone per rimanere segreta e poi perché non c’è alcun bisogno di scie chimiche per raggiungere qualsiasi scopo immaginato per esse con mezzi assai meno complicati.
Infatti, molte operazioni per alterare la dinamica del clima e avvelenare i cieli non sono affatto segrete, ma vengono anzi annunciate e rivendicate con orgoglio da chi le progetta e le attua. A parte l’inseminazione delle nuvole per provocare la pioggia, che è ormai abbastanza comune, e che se usata in maniera massiccia può provocare disastri – vedi le inondazioni del Marocco che probabilmente sono all’origine anche di quelle spagnole – ci sono piani deliranti per intervenire sul clima proposti sia da governi che da miliardari privati. I piani sarebbero quelli di contrastare il riscaldamento globale, che è in gran parte un ballon d’essai, attraverso vari sistemi, tra cui la diffusione di solfati in aerosol sia per intercettare direttamente parte della radiazione solare, sia per rendere le nubi più riflettenti o alterare la composizione atmosferica per facilitare la dissipazione di calore nello spazio. È superfluo dire che questi progetti non hanno effetti solo locali, ma possono alterare in maniera del tutto imponderabile il clima terrestre e provocare alterazioni profonde del ciclo biologico che nessuno è in grado di prevedere: siamo ben lontani dall’aver compreso la dinamica del clima, ma c’è qualcuno che vuole fare pasticci rischiando di manomettere non solo la meteorologia, ma anche la produzione agricola e l’approvvigionamento di acqua dolce. Del resto, sappiamo poco o nulla dei virus, ma abbiamo visto ciò che è accaduto.
Ad ogni modo ecco chi vuole aggredire il clima, secondo le notizie che girano, il che ovviamente non esclude che ci siano altri soggetti implicati in questi progetti.

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- Il governo britannico ha stanziato 50 milioni di sterline per “combattere il cambiamento climatico”, che comprende esperimenti per oscurare il sole, tra cui il rilascio di sostanze riflettenti e l’uso di spruzzi di acqua di mare per “schiarire le nuvole”, aumentandone così la riflettività. Di fronte alle critiche pubbliche, il ministro dell’Energia britannico Ed Miliband si è affrettato a denunciare gli oppositori del piano come “pazzi teorici della cospirazione”, rivelandosi un perfetto cretino visto che l’unica cospirazione è il suo piano.
- Bill Gatessta finanziando la ricerca sull’iniezione di polvere di CaCO3, ossia carbonato di calcio, nella stratosfera, progetto noto come ScoPEx.
- Jeff Bezossta mettendo soldi per studiare l’effetto dell’uso di grandi quantità di anidride solforosa da spargere in cielo.
- George Sorossponsorizza il “radiamento delle nuvole” che dovrebbe essere realizzato da navi apposite nell’Artico.
- Dustin Moskovitz, uno dei cofondatori di Facebook, finanzia una ricerca sulla geoingegneria solare che si avvale di diversi metodi tra quelli già elencati.
- Stardust Solutions, joint venture israelo – americana ha raccolto 15 milioni di dollari per esperimenti con particelle riflettenti.
- Anche i gestori patrimonialisi stanno affacciando in questo settore con progetti come quello del rilascio di anidride solforosa da palloni stratosferici.
Tutte queste tecniche e l’idea sinistra di usarle, hanno origine negli anni ’90 su spinta di Edward Teller, il padre della bomba all’idrogeno, il che già di per sé non è precisamente rassicurante. Ma adesso è difficile poter fermare governi e “filantropi” la cui influenza nel mondo occidentale è praticamente senza limiti. Casualmente si tratta dello stesso sinedrio che tifa per la guerra e per le stragi e che finanzia molte delle attività dell’Onu che non a caso non ha mai detto nemmeno una parola su questo problema che riguarda l’intero ecumene umano. Naturalmente in questo caso la “comunità scientifica” nel senso concreto delle persone che si occupano in modo specialistico della questione, è in gran parte contraria a tali operazioni, ma vedi caso non viene mai citata.

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