Ogni Vita di quasi tutti gli Esseri Viventi incomincia dall’unione di uno Spermatozoo e una Cellula Uovo

IL GRANDE MITO DEL PUER AETERNUS

– Parte prima –

Eros (1836), di Emil Wolff. Principio divino che spinge verso la bellezza e puer aeternus che simboleggia l’amore.

 

Introduzione

Ogni Vita di quasi tutti gli Esseri Viventi incomincia dall’unione di uno Spermatozoo e una Cellula Uovo. Il Sesso del Nascituro viene determinato dal Padre. Gli Spermatozoi sono divisi in due Categorie: i Gimnospermi, che contengono i Cromosomi X, e gli Androspermi, che portano i Cromosomi Y. Come penso tutti sanno, dai Cromosomi XY nascerà un Maschio mentre dai Cromosomi XX nascerà una Femmina.

È solo nel 1956, che si arrivò a scoprire che il Sesso del Nascituro era Determinato dagli Spermatozoi del Padre. Dopo l’incontro dello Spermatozoo con l’ovulo, si forma lo Zigote, che attraverso lo sviluppo dei Foglietti Embrionali come il Mesoderma l’Endoderma e l’Esoderma, i miliardi di Cellule che hanno costruito il nuovo Organismo, si differenziano e Specializzano, dando Origine nei successivi mesi, ad un Nuovo Essere Umano.  

Il Bambino è il Padre dell’uomo, ha affermato il Poeta inglese Wordsworth nella sua Poesia Il Mio Cuore Sobbalza Riferendosi al senso di Meraviglia che prova un Bambino quando scopre il Mondo per la prima volta. Lo Psicoanalista James Hillmann scrisse che per Forza il Puer è debole sulla Terra: egli non è destinato a Camminare, ma a Volare (James Hillmann, il Puer Aeternus, Adelphi). La frase di Hillman, mi riporta in mente la Poesia di Charles BaudelaireL’ Albatro, dove il Poeta francese afferma: Il Re dell’Azzurro maldestro e impacciato trascina le Ali Bianche come Remi.  Come è Sinistro e Fiacco il Viaggiatore Alato! (Da i Fiori del Male). 

Il Puer aeternus

Con l’introduzione, dove ho descritto brevemente fasi della Formazione di un Essere vivente, e Con queste Citazioni letterarie, si inizia a parlare della figura del Puer. Nella Tradizione della Mitologia di ogni Epoca, troviamo una costante universale rappresentata da un fanciullo: si tratta della figura del Puer Aeternus. Con tale definizione si intende una figura archetipica leggendaria, individuata e studiata da Carl Gustav Jung, che è stata ritrovata in ogni cultura mitologica, e che rappresenta il lato del bambino che alberga dentro ogni adulto, e che si spera si faccia ogni tanto sentire nelle vite ormai atrofizzate degli Adulti. Molti pensano al Fanciullino del Poeta Giovanni Pascoli, ma la figura del Puer è totalmente diversa; come è totalmente diverso il luogo comune dell’eterno bambino che vive sotto la protezione dei genitori.   

Il Puer aeternus nell’arte antica

Leggendo il bellissimo libro Illustrato di arte Romana di Ranuccio Bianchi Bandinelli, Roma, La Fine dell’arte Antica, ho scoperto che il primo esempio di Puer Aeternus, lo possiamo rintracciare in quella fase artistica che viene prodotta nell’impero Romano tra il Secondo e il Terzo Secolo D.C.

Insieme alle Rappresentazioni di angoscia morale come la Statua del Laocoonte, si va profilandosi la rappresentazione di Teste e Busti di Fanciulli adolescenti con uno sguardo Malinconico e Triste: è la prima apparizione dell’immagine di un Puer Aeternus. Infatti, nel periodo del Secondo Secolo D. C., la Raffigurazione del Puer Senex del Canities Animi, del Senex in Iuvene Prudentia, nelle Rappresentazioni Scultoree fa intendere che la Concezione del Bambino e del Fanciullo nell’epoca Romana era molto alta.

Ritratto di un giovane principe
Francesco Salviati, ritratto di ragazzo

Il Fanciullo era ritenuto un Saggio, un Mistico e un Sapiente, prima che la Società Adulta lo macchiasse di Stoltezza e Ambiguità. Gli Occhi di questi Busti di Fanciulli venivano rappresentati oltre la loro Misura Reale dell’Occhio Umano, anticipando le scoperte in campo della Neotenìa e la loro Applicazione al Mondo dei Prodotti per l’infanzia di quasi Duemila Anni. Sono significative a questo punto Due Busti: Il Ritratto di Ragazzo conservato al Museo di Firenze, e Il Ritratto di un Giovane Principe, conservato al Museo di Roma.

Il Puer aeternus nell’analisi di Jung

Jung ha delineato per la prima volta tale figura nel Libro La Libido, Simboli e Trasformazioni, uscito nel 1912. In quel Testo Jung individuava la figura del Puer, nei Personaggi delle Fiabe Nordiche, in particolare le Fiabe Scandinave, dove compaiono Folletti, Spiritelli e Nani. Il Cucullatus, cioè la figura del Nano o del Folletto Incappucciato, è per Jung, una versione del Puer Aeternus. Non a caso molto spesso i Nani e i Folletti delle tradizioni nordiche Scandinave sono degli Spiriti che aiutano gli eroi nel loro cammino. Sono degli Spiriti Divini che aiutano gli Eroi delle Fiabe e Favole, a trovare la loro Strada.

Ritratto di un folletto realizzato dal disegnatore professionista Godo.
La maledizione di Kullervo di Akseli Gallen-Kallela

Il Puer Aeternus è conosciuto anche con il termine di Fanciullo Divino, in quanto lo possiamo trovare nel Mito dell’Eroe Bambino nato da un Dio, quando addirittura è Lui, il Puer, il Dio stesso. Carl Gustav Jung e Karoly Kereny hanno scritto uno Studio molto esaustivo su questa figura Mitologico/Archetipica: Jung infatti si occupò della parte Archetipica del Puer, cioè la Mitologia e Archetipo del Fanciullo e della Kore, mentre Kereny di quella Mitologica.   

Il Titolo dello Saggio/Studio in questione è Prolegomeni allo Studio Scientifico della Mitologiaoggi pubblicato dalla Bollati Boringhieri. Karoly Kereny individua la Figura del Puer, iniziando l’analisi dell’infanzia di uno degli Eroi del più grande Poema Scandinavo: il Kalevala. L’Eroe in questione è Kullervo, un eroe che mostra fin dalla sua Infanzia, un Resistenza Fisica e una Forza Soprannaturale. I suoi Nemici cercano in ogni modo di sconfiggerlo, ma senza risultato: Kullervo riesce a superare ogni Prova. Tentano di attaccarlo su un albero per dargli bastonate, ma si libera subito, lo buttano nelle profondità marine, ma riesce a tornare in superficie più forte di prima. È quindi Invulnerabile e Invincibile.

La Caratteristica del Puer

È questa è una delle caratteristiche principali del Puer: Infinita Forza, una Capacità di Rigenerazione senza Limiti, un’eterna Gioia, un’eterna Primavera e un’eterna Apertura alla Bellezza della Vita. È la forza Primordiale per eccellenza. Scrive Jung: L’eterno Fanciullo nell’uomo è un’esperienza Indescrivibile, il Puer è divinamente Potente, esposto a tutto, con una Fine Trionfante.

Il Puer nella Mitologia Arcaica

Le Basi Mitiche e Archetipiche del Puer, le troviamo nelle Mitologie e nei Miti di molte Culture: Attis/Cibele, Dioniso/Zagreo, Osiride/ Iside. La Coppia di Attis/Cibele, e Osiride/Iside, è l’archetipo della Lotta del Puer con la Grande Madre, la Dea Cibele, La Divinità Femminile Ctonia che odia la Freschezza e l’energia del Puer. Lo stesso può dirsi per la coppia di opposti Osiride/Iside. Mentre per Dioniso/Zagreoil significato è diverso. Innanzitutto dobbiamo considerare che l’immagine di Attis deriva dal Dio Fanciullo Babilonese Tammuz. Sia Attis che Tammuz sono degli Dei Fanciulli che vengono sacrificati dalla Dea Madre. Tale Divinità rappresentava per i popoli Mesopotamici la Fertilità, la Rinascita e la Rigenerazione della Natura. Il Dio Tammuz, è quindi una Divinità Sumero/Babilonese, e il suo Mito sopravvive ancora oggi all’interno della Cultura Musulmana e Ebraica.    

Nel Mito Originale, il Dio Tammuz compie un vero e proprio Sacrificio Primaverile, in quanto congiunto e compagno della Dea Madre Inanna che trova la sua Equivalente in Astarte, Cibele, Ishtar, ogni volta che viene ucciso dalla Dea nel Sacrificio, rinasce sotto forma di un Fanciullo che protegge la Vegetazione, le Messi e i Pascoli: non a caso Tammuz è anche il portatore del Latte.  

 Il Mito di Dioniso fanciullo e la Simbologia Orfica

Dioniso Fanciullo è invece Zagreo, il quale Mito viene raccontato dal Poeta Egiziano Nonno di Panopoli nelle sue Dionisiache, nel Sesto Libro, dove racconta il Mito dello Smembramento del Fanciullo ad Opera dei Titani inviati da Era. Zagreo, lo ricordiamo è il Figlio di Zeus e Persefone, la versione Fanciullo di Dioniso, il quale ancora Neonato fu messo in Trono da Zeus, ma la Dea Era gelosa del Bambino, ordina ai Titani di eliminarlo;  racconta Nonno di Panopoli: E Persefone gravida gonfia nel Ventre, generò il Frutto di Zagreo, figlio di Zeus; Il Bimbo munito di Corna, che solo lui reggeva con i Fulmini nelle Mani il suo Trono; ma i Titani inviati da Era, cosparsi il volto con del Gesso ingannatore, spinti dalla rabbia spietata di Era, lo pugnalano mentre il bambino si stava specchiando negli Specchi dei Titani.    

È molto conosciuto il passo appena citato. Nelle Antologie Orfiche, come quelle curate da Diels/Khanz oppure da quelle di Kern, è spesso inclusa perché rappresenta uno dei Miti Orfici per eccellenza.    

Il passo viene tramandato da Clemente Alessandrino, il quale nel Protrettico ai Greci, riporta il seguente passo Orfico: Ma i Titani una volta insinuatasi con l’astuzia riuscirono a Sbranare Dioniso, sebbene fosse ancora un Bambino: Come dice Orfeo e il Tracio: La Trottola, il Giocattolo Rotante e Rombante, Le Bambole Pieghevoli e le Belle Mele D’oro delle Esperidi e lo Specchio.    

I Giocattoli di Dioniso sono la metafora degli inganni dei Fanciulli e dell’infanzia. Il Puer Aeternus, questa volta rappresentato da Dioniso Fanciullo, non ha fatto in tempo a schivare gli attacchi delle Dee Ctonie Infernali che lo Odiano. Ma il Puer Divino, non si lascia sconfiggere tanto facilmente. 

Dioniso rinasce da Zeus e inizia una nuova Esistenza. Quante volte l’infanzia oggi è ingannata dalla cattiveria del Mondo, ed è questo ciò che racconta il Mito Orfico. Il Mito del Fanciullo Divino perseguitato fin dalla Nascita è diffuso in molte Storie di molte Culture. La nostra cultura Cristiana, lo rappresenta nella Storia di Gesù Bambino, che ancora in Fasce, viene minacciato dalla furia di Erode, che non vuole che da questi bimbi, qualcuno diventi Re. Questo Archetipo Eterno, è sicuramente una variazione di quello appena visto di Dioniso Bambino. Ma nella nostra cultura Moderna, il Mito del Puer Salvatore continua.   

Il Bambino prescelto nella Mitologia e nella Cultura Pop

Basti pensare al Piccolo Superman, il famoso fumetto creato dal Fumettista Americano Jerry Siegel. La storia ci narra che prima di arrivare sulla Terra, Il neonato Superman rischia di esplodere con il suo Pianeta di origine.  Ma con l’aiuto di suo Padre Kar El, che lo spedisce sulla terra dentro una piccola navicella, egli si salva.  

La Vicenda della nascita di Superman è molto simile a quella di Mosè, che viene spedito in una Cesta di Canne ancora Infante, e trasportato nelle Acque del Nilo e salvato dal Faraone. Il nome di Mosè significa Salvato dalle Acque oppure Fanciullo. Il vero nome di Superman è l’ebraico Kal El, che significa Voce di Dio. 

La tavola K 3401 conservata al British Museum di Londra, contenente il principale dei quattro manoscritti inerenti alla cosiddetta “Leggenda della nascita di Sargon” (Šarru-kīnu).

Anche il Primo Re della Storia Euroasiatica, Sargon di Akkad, ha la stessa infanzia di Mosè, di Gesù o Superman. Il Sovrano Sargon di Akkad in particolare è legato all’elemento Acqueo, come Mosè, per una sorta di Simbologia Archetipica; infatti leggiamo in un Frammento pervenuto fino a noi, come l’infanzia di questo Sovrano sia collegata alle Acque: Mia Madre mi concepì e in Segreto mi partorì, mio Padre non lo Conobbi, poi mia Madre mi mise in un Cesto di Giunchi e sigillò il Cesto con il Bitume. Mi gettò nel Fiume che si rinchiuse sopra di me. Il Fiume mi prese e mi Trasportò fino a Akki, che mi prese come Figlio e mi allevò. Il Passo è un estratto dalla Leggenda Sumerica di Argon, di Epoca Babilonese.   

Da notare il Simbolo del Fiume che trasporta la Vita, rappresentata dal Piccolo Sovrano. Molto simile alla Storia di Mosè. È come se l’archetipo di ogni cultura narra la stessa storia e trasmette lo stesso messaggio.

Inoltre il Fanciullo Divino ha una Spiccata e Precoce Intelligenza, come dimostra Gesù Ragazzino nell’Episodio raccontato nel Vangelo di Luca: Il Bambino cresceva e si Fortificava […] I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. […] Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio seduto in mezzo ai Dottori mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Secondo gli Studi del Gesuita e Studioso Rudolph Bultmann e Raymond Brown, questo Episodio fa parte di Frammenti Antecedenti la Stesura del Vangelo, e inoltre è copiato quasi in maniera identica da un Racconto dell’infanzia del Faraone Setme Chamois, del quale venne tramandata un’infanzia a tratti simile a quella di Gesù. Nella Leggenda tramandata leggiamo che Il Bambino cresceva e si fortificava, e quando il Bambino raggiunse l’età di Dodici Anni, Egli era così istruito

Arpocrate, Dio egizio figlio di Iside e Osiride, nota personificazione dell’idea del Silenzio iniziatico

che nessuno Scriba o Saggio poteva eguagliarlo nella Lettura di Libri e di Magia. Gli Autori concordano che in tutte le Culture si trovano infanzie Straordinarie di Bambini Destinati a grandi Imprese.  

Il Puer nei miti Egizi

Inoltre nella Mitologia Egizia, il Fanciullo Divino è rappresentato da Horus, il Dio Fanciullo che è sovrano del Silenzio e della Riservatezza. In lingua Greca, viene chiamato Arpocrate, e viene raffigurato come un Fanciullo Alato con l’indice sulle Labbra, per rappresentare il Segreto e il Silenzio. L’animale abbinato è il Falco. Il Falco è Uccello Rapace velocissimo in Volo e nel catturare le Prede. Gli Antichi Egizi, fin dai Tempi del Paleolitico e del Neolitico veneravano il Dio Horus con l’immagine di un Falco.   

Il Puer divino: il vero volto del Superuomo

Zarathustra, nelle parole del Filosofo Friedrich Nietzsche, ci dice che Esistono Tre Stadi nell’Evoluzione dell’umanità: Il Cammello, il Leone e il Bambino. E Due sono le Fasi da superare per Evolversi: nella prima parte della Vita siamo come Cammelli, passivi e guidati dagli altri.  

Il Cammello si trasforma dopo in Leone, ed è aggressivo e proiettato verso il futuro. Ma ancora non è completo. Il Leone si trasforma ancora e diventa un Bambino. E questo Stadio è il passo Definitivo che deve raggiungere l’umanità se vuole veramente Evolversi. Il Bambino sa vivere la Vita perché sa ciò che Vuole e vibra di Energia pura. Questo è anche il Superuomo.

Il Superuomo è un Bambino, la forma Finale e Perfetta dell’essere Umano per vincere ogni sfida. La forma perfetta è quella del Fanciullo perché è da tale forma che noi Evolviamo successivamente, come afferma Anassimandro, in un passo conservato da Censorino: Dall’acqua e dalla Terra nacquero i Pesci e Animali simili, e all’interno di loro si formarono i Feti Umani che crebbero fino alla Pubertà; e dopo avere spezzato le loro Membrane uscirono Uomini e Donne perfettamente formati (Da Anassimandro: Cosmogonia e Origine Della Vita, Frammenti Raccolti da Hermann Diels e Walther Khanz nella loro raccolta I Presocratici).

Fabrizio Manco

 

 

 

Fonte: Idee&Azione del 12 agosto 2021

Copertina: Eros (1836), di Emil Wolff. Principio divino che spinge verso la bellezza e puer aeternus che simboleggia l’amore

PARTE SECONDA

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