L’ignoranza digitale pretende sempre di insegnare

«Il minus habens da social insulta chi dà informazioni che l’idiota non conosce»

Chi ignora i fatti preferisce insultare invece di verificare notizie scomode e documentate con attenzione.

di Redazione Electo

Nei social network esiste una figura ormai inconfondibile: quella di chi, incapace di verificare una notizia, reagisce con sarcasmo e insulti contro chi porta informazioni che non conosce. Non cerca fonti, non controlla i documenti, non mette in dubbio le proprie convinzioni: liquida tutto come falso perché contraddice il suo orizzonte mentale. Eppure basterebbe una ricerca di pochi secondi per scoprire che certe campagne, per quanto sorprendenti, sono realmente esistite. Il problema non è l’errore, ma il rifiuto di conoscere. Quando l’ignoranza si trasforma in arroganza, il confronto scompare e rimangono soltanto slogan, pregiudizi e aggressioni verbali. In rete, troppo spesso, l’insulto diventa il rifugio di chi non possiede argomenti. (N.R.)


Sui social c’è sempre spazio per qualche minus habens che, non essendo in grado di trovare una notizia, e tantomeno di verificarla, si precipita a contestare qualsiasi notizia esuli dal suo ristretto campo mentale. Ed essendo stupido, infarcisce i commenti di insulti.

Il minus habens politicamente corretto, ad esempio, non crede che possono essere stati affissi manifesti, in Germania, contro la natalità accusata di essere responsabile del cambiamento climatico. E che, nei manifesti, i bambini killer del pianeta siano esclusivamente bianchi.

“Zukunft oder Klimakiller?”
“Futuro o assassino del clima?”

Basterebbe una rapida ricerca in rete, ma è troppo difficile. Ed è ancora più difficile ammettere che il politicamente corretto si muove a senso unico contro gli indigeni europei.

Che si tratti di un attacco contro i bianchi poveri che ottengono ancora case popolari che andrebbero riservate ai migranti; che si tratti di un attacco ai genitori dei bambini bianchi che vengono spostati in scuole dove si impara di più perché non si perde tempo per insegnare l’italiano a chi non lo sa; che si tratti di lamentarsi dei bianchi anziani, e poveri, che occupano letti in ospedale invece di lasciarli ai migranti.

Ed ora l’attacco ai bambini killer del clima. Bambini bianchi nei manifesti affissi in Germania. Perché i bambini, nelle pubblicità, devono essere multicolori ma, se sono sotto attacco, allora sono bambini bianchi.

Ma il minus habens da social non lo accetta. In caso contrario non sarebbe un minus habens.

Redazione Electo
Redazione Electo
«I minus habens, non cercano mai una fonte. Trovano sempre un insulto.»

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4 Commenti

  1. todomodo

    19 Luglio 2026 a 13:20

    Era solo per dire che le migrazioni sono una costante nella storia dell’umanità. Comunque bisognerebbe sempre ricordare, quando si discute delle migrazioni attuali, come la “civiltà occidentale” (gli indigeni europei li chiama lei, i cristiani possiamo anche tranquillamente dire) ha trattato e continua trattando gli indigeni africani e del continente americano.

    rispondere

    • Riccardo Alberto Quattrini

      19 Luglio 2026 a 16:17

      Grazie per il suo contributo.

      È certamente vero che le migrazioni accompagnano la storia dell’umanità e che il colonialismo europeo ha prodotto pagine molto dolorose, sulle quali la ricerca storica continua a riflettere senza rimozioni.

      Il tema dell’articolo, però, era un altro. Non riguardava un giudizio sulle migrazioni né una ricostruzione della storia del colonialismo, ma un fenomeno sempre più frequente nel dibattito pubblico: la tendenza a sostituire la verifica dei fatti con l’insulto verso chi porta informazioni documentate ma poco conosciute.

      Su questo credo che, indipendentemente dalle nostre opinioni politiche o storiche, possiamo convenire: il confronto migliora quando si discutono i fatti e gli argomenti, non quando si delegittima l’interlocutore.

      rispondere

  2. todomodo

    18 Luglio 2026 a 12:09

    Quelli che lei chiama «indigeni europei» sono comunque africani che migrarono 15-20 mila anni fa.

    rispondere

    • Riccardo Alberto Quattrini

      18 Luglio 2026 a 12:34

      Tomodo, credo che tu abbia letto troppo in fretta l’articolo.

      È ovvio che, risalendo abbastanza indietro nel tempo, tutte le popolazioni umane condividano un’origine africana. Non è questo il punto.

      Con l’espressione «indigeni europei» si indicano le popolazioni autoctone dell’Europa in senso storico e antropologico, cioè quelle presenti sul continente da migliaia di anni, non certo l’origine dell’Homo sapiens.

      Seguendo il tuo ragionamento, allora non esisterebbero nemmeno gli indigeni americani, australiani o asiatici, perché tutti discenderebbero, in ultima analisi, dalle stesse migrazioni preistoriche. È una conclusione che nessun antropologo adotterebbe quando parla di popolazioni indigene.

      L’articolo discute il diverso trattamento mediatico e culturale riservato agli indigeni europei rispetto ad altri gruppi. Su questo tema sarebbe interessante confrontarsi, senza spostare il dibattito su una questione che nessuno ha mai negato.

      rispondere

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