Nonostante questo enorme vantaggio competitivo, sia pure estraneo ai veri fattori di mercato, molti giganti hanno dimostrato di avere i piedi di argilla

IL MITO AMERICANO E IL SACRIFICIO EUROPEO


Avrei voluto riprodurre il lunghissimo discorso di Putin tenuto al Valdai Club nel quale il presidente russo disegna un mondo di Paesi sovrani che collaborano tra di loro al posto di un globalismo che crea enormi ingiustizie sociali, ma purtroppo non ho ancora una traduzione affidabile e così mi concentrerò sul suo contrario ovvero sul mito americano, su cui si è costruito il mondo attuale e che ha potentemente contribuito a far sopportare agli europei l’occupazione  militare e adesso ad immolarci agli interessi egemonici degli Usa. Come scrisse Thomas Friedman  “La mano nascosta del mercato non funzionerà mai senza il pugno nascosto. McDonald’s non può prosperare senza McDonnell Douglas ”. Ovvero la potenza militare. In effetti se si va a vedere attraverso la filigrana di un mito diffuso dalla comunicazione che in occidente è sempre stata a prevalenza Usa, gli Stati Uniti sarebbero la vetrina del capitalismo con una competitività senza pari e una capacità tecnologica inarrivabile. Come dimostrano anche i casi di Alexander Graham Bell che non ha inventato il telefono, di Thomas Edison che, per sua stessa ammissione, non ha mai inventato nulla – compresa la lampadina che era già stata commercializzata prima in Germania e poi in Gran Bretagna, dei fratelli Wright che non furono mai i primi ad avere il volo a motore. Si tratta solo di leggenda: se si vanno ad esaminare i dati le principali società statunitensi hanno avuto successo non grazie a un vantaggio competitivo, ma grazie alle pressioni e alle minacce provenienti dal Dipartimento di Stato e dalla forza.

Nonostante questo enorme vantaggio competitivo, sia pure estraneo ai veri fattori di mercato, molti giganti hanno dimostrato di avere i piedi di argilla: Xerox una volta era quasi l’unico produttore di fotocopiatrici al mondo. Kodak una volta era quasi l’unico produttore al mondo di fotocamere non professionali e pellicole fotografiche; Dove sono oggi Xerox e Kodak? Più recentemente, Motorola è stato il principale produttore di telefoni cellulari; Dov’è Motorola oggi? La RCA Victor è stata uno dei maggiori produttori di televisori al mondo. Dove puoi acquistare un televisore RCA oggi? Dove sono le grandi compagnie aeree Pan Am World Airways. Twa e Continental Airlines? Dove sono EF Hutton , General Foods, RCA, DEC, Compaq ? Dove sono American Motors, Bethlehem Steel, Polaroid e tante altre? Finite perché non potevano affrontare una concorrenza effettiva. E tuttavia noi ogni giorno sentiamo sermoni tecnologici e futuristici da parte del signor Elon Musk, il quale in pratica sostiene di aver inventato l’auto elettrica con la Tesla: ma molti brevetti sono stati acquisiti da quelli della Peugeot Citroen degli anni ’80 e ’90, mentre le batterie erano fino a poco tempo costituite da pacchi di comuni pile al litio 18650 rigorosamente costruite in Cina? Per non parlare dei satelliti inviati in orbita grazie a vecchi motori a razzo dell’era sovietica. Ma se una cosa è americana non può che essere eccezionale. Boeing sarebbe sparita se non fosse stato per gli ingenti sussidi che riceve dal governo degli Stati Uniti. È vero che anche l’Airbus riceve sussidi, ma Boeing è sostenuta da miliardi di borse di ricerca militari statunitensi a fronte delle quali può applicare gran parte delle sue spese correnti. General Electric un tempo era il più grande produttore di elettrodomestici, luci e apparecchi di illuminazione. Dov’è oggi? Trasformata in una società finanziaria, espulsa da tutti i mercati di consumo perché non poteva competere. Lo stesso accade per le tre principali case automobilistiche statunitensi si trovano nella stessa posizione. Chrysler è già fallita tre volte ed è stata infine salvata immolando la Fiat e con essa la maggiore industria italiana. General Motors è fallita ed è stata risparmiata solo da 60 miliardi di iniezioni di contanti dai governi statunitense e canadese, denaro che non sarà mai recuperato. E, nonostante ciò, GM sarebbe comunque scomparsa dalla terra se non fosse stato per le sue vendite in Cina – che ora sono tre volte le vendite di GM nel proprio paese – .

Ogni volta che per qualche motivo gli Usa e le sue corporation sono state esposte alla concorrenza reale sono scomparse o sopravvivono grazie ai sussidi o al protezionismo che non viene tuttavia tollerato altrove. Quando le automobili giapponesi e tedesche furono finalmente ammesse nel mercato statunitense a parità di condizioni, le case automobilistiche americane per lo più entrarono in una lunga scivolata verso il fallimento, perché non potevano competere. Quasi tutti i computer e i dispositivi elettronici venduti oggi negli Stati Uniti sono un marchio straniero perché gli americani non potevano competere quando il campo di gioco era livellato. I telefoni scadenti di Motorola hanno avuto un grande successo fino a quando Nokia e altri non sono entrati nel mercato statunitense. Harley-Davidson esiste solo a causa di una tassa di importazione del 50% sulle motociclette concorrenti per buona pace di quegli idioti che se vanno in giro orgogliosi di avere la moto di Nando Mericoni, praticamente un motore da utilitaria di fascia bassa montato su due ruote; Ford sarebbe anche in bancarotta se non fosse per la pesante tassa protezionistica sugli autocarri leggeri. Le compagnie di telefonia mobile e gli ISP americani scomparirebbero nei tribunali fallimentari entro un anno se le società straniere fossero autorizzate a entrare nel mercato. E Cisco, il grande campione americano di infrastrutture Internet, entro tre mesi sarebbe ridotto ad assemblare Playstation se Sony e Huawei avessero libero accesso al mercato statunitense. Tanto per capire in che mondo siamo fino a poco tempo fa le sim card non potevano essere tolte dai cellulari e sostituite con quelle di un’altra compagnia: pena 500 mila dollari di multa e dieci anni di carcere. che sarebbero stati volentieri inflitti da uno dei tanti giudici corrotti che mandano la gente nelle galere private che sono diventate tra le aziende più redditizie del Paese. Questo per non parlare poi della vera e propria rapina dei brevetti che è stata esercitata tramite sistemi spionistici, attraverso ricatti e alle volte con l’inganno: se si presentava all’ufficio brevetti americano (passo indispensabile per ottenere una reale protezione) qualcosa di particolarmente interessante salta fuori dopo qualche tempo che qualcosa di simile era già stato brevettato.

È pur vero che esistono aziende americane che sembrano avere un successo planetario e che sono diventate una specie di monopolista: parliamo di Google, Facebook, Microsoft, ma andando a scavare si tratta di giganti che hanno avuto un eccezionale aiuto dal governo, dal dipartimento di stato e dalla Cia. Google, per esempio, è di fatto un ramo dell’agenzia spionistica.

Nonostante tutta la propaganda mitica, gli americani non hanno mai dato molto valore a una forza lavoro qualificata e la qualità delle merci americane lo riflette da 200 anni. L’apparenza spesso vince sulla qualità, mentre le applicazioni tecnologiche sono spesso usate solo per diminuire i costi. Ma questo accade anche nel campo delle idee dove si confonde la democrazia con i cosiddetti diritti umani il cui tipo e la cui natura viene detta dall’alto attraverso i mass media e la comunicazione e dove si scambiano addirittura per marxismo le distopie dei super ricchi, cosa che purtroppo avviene anche in Europa ormai intellettualmente corrotta dove pure qualche rara persona si è data la pena di leggere Marx e di non avere appreso la sua dottrina al bar sotto casa. Che l’idea di uguaglianza possa essere appaiata alla più radicale visione di disuguaglianza è davvero un’offesa all’intelligenza. Ma questo deriva anche dalla catastrofica situazione dell’istruzione che purtroppo – a causa della mitologia americana – è stata seguita anche in Europa, abbassando quasi immediatamente il livello di sapere e soprattutto di sapere critico. Il ritardo nell’adottare un modello perdente giustifica però il desiderio americano di rubare gli ultimi cervelli europei perché con quelli autoctoni sono ormai fuori gara.

Solo in una cosa gli americani eccellono nella propaganda e al tempo stesso nella capacità di introiettarla e di farla funzionare con i Paesi sottomessi e già iniziati al mito. Valga per tutte la storia dei super computer che la stampa americana pubblicizzava, creando anche degli elenchi e delle classifiche dei più veloci. Poi un giorno i cinesi hanno prodotto un supercomputer due volte più veloce degli analoghi americani e improvvisamente ciò che adesso contava non era più la velocità, bensì il fatto che i supercomputer cinesi utilizzavano anche componenti americani: dunque gli Usa erano sempre e comunque in testa. Così gli ingegneri cinesi hanno progettato i propri microprocessori e prodotto un supercomputer cinque volte più veloce del meglio che gli americani potevano gestire e improvvisamente il tema supercomputer è scomparso dai radar dei media, anche se poi l’Nsa ha lanciato migliaia di attacchi hacking. Ecco ciò per cui ci stiamo  suicidando. È una favola.

Redazione

 

 

 

 

 

 

 

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