dopo quasi un decennio di Blake lives matter…

IL NEGRO CATTIVO


E così, dopo quasi un decennio di Blake lives matter, Cancel Culture, propaganda antirazzista e, anzi, totalmente anti-bianca ed anti-europea, i nostri Media hanno scoperto che esiste il… Negro cattivo.

Chiariamo subito. Non si parla di un immigrato africano che si dà al crimine, fa a pezzi la fidanzata, prende a picconate i passanti per strada… quello continua ad essere una vittima di un sistema che li emargina, da giustificare e assolvere.

Il Negro cattivo, invece, è quello che se ne resta a casa sua. In Africa. Non ha nessuna intenzione di immigrare per fornire manodopera a basso costo alle nostre industrie e, soprattutto, a casa sua vuole essere padrone.

Padrone di quelle risorse che, se adeguatamente utilizzate, renderebbero molto meno problematica la questione dei migranti. E, in particolare, toglierebbero milioni di persone dall’indigenza e dalla fame.

Ma lui, proprio per questo, è cattivo. Perché quelle risorse, spesso immense ricchezze, servono al sistema produttivo occidentale. Nel caso in questione, il Niger (e non solo), principalmente alla Francia. Che si prende l’oro e, soprattutto, l’uranio nigerino. Che serve ad alimentare circa il 40% delle centrali nucleari transalpine. Mentre, in Niger, oltre l’80% della popolazione non gode del lusso dell’energia elettrica.

Perché dopo il recente, e incruento, colpo di Stato, in Niger governa una giunta militare che, come prima decisione, ha bloccato le esportazioni di oro ed uranio.

Apriti cielo! Il mondo occidentale, e i vassalli francesi dell’Africa del nord ovest si sono stracciati le vesti. “Ridateci subito il legittimo presidente, democraticamente eletto!”. Che, tradotto, suona “Ridateci il nostro Negro buono e servizievole!”. Ovvero il nostro “Zio Tom”, come le Pantere Nere chiamavano spregiativamente gli afro-americani collaborazionisti…

Che poi questo sembra solo il primo atto. Perché la giunta nigerina sembra proprio intenzionata a farla finita con il, famigerato, CFA, ovvero il franco coloniale, da sempre strumento delle politiche francesi in Africa.

Ohibò! Ma questi negri cattivi credono di poterlo fare impunemente? Già la Comunità Economica dell’Africa del Nord Ovest minaccia interventi militari per ristabilire la legittimità democratica. E, poi, Parigi mantiene nel paese un notevole contingente di truppe. Senza dimenticare la grande base americana di Agadez. Ad appena cinquecento chilometri da Nyamey… tutto presto tornerà al suo posto. Torneranno i negri buoni e sottomessi.

Però le cose non stanno proprio così. L’Algeria, che ha un patto di alleanza con la nuova giunta nigerina, ha preannunciato il suo sostegno militare in caso di “interventi esterni”. Ciad, Burkina Faso, e Mauritania sembrano sulla linea di Nyamey.

Senza dimenticare la Russia. Putin, al vertice Russia-Africa ha detto chiaro e tondo che Mosca è pronta ad appoggiare le legittime aspirazioni degli stati sub-sahariani. Contro il neo-colonialismo occidentale.

E già in Africa di muovono, perfettamente a loro agio, numerose “compagnie private” di militari russi. Della quale la, famigerata, “Wagner” è solo la punta di diamante.

Insomma, il Niger potrebbe diventare il fattore scatenante di una guerra pan-africana. E, soprattutto, il nuovo teatro di una terza guerra mondiale già in corso.

Ma di questo, qui, sui nostri Media, non vi è la minima coscienza.

Come non vi è coscienza, né la volontà di prenderla, del fatto che i Paesi Africani sono da decenni oggetto di una predazione di risorse che li costringe in una condizione di sempre maggiore miseria. Complici naturalmente i “negri buoni”. Ovvero le oligarchie inette e corrotte, eterodirette da alcuni paesi occidentali. E qui non credo serva nominarli…

No. Qui da noi ci si indigna per il colpo di Stato in Niger. E per la protervia di questi “negri cattivi”.

Adele Piazza
Andrea Marcigliano

 

 

 

 

 

 

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