La nostra è una società schizofrenica. Così vediamo sedicenti femministe dichiararsi favorevoli all’utero in affitto, cioè alla più estrema forma di mercificazione del corpo femminile che si possa immaginare

 

La nostra è una società schizofrenica. Così vediamo sedicenti femministe dichiararsi favorevoli all’utero in affitto, cioè alla più estrema forma di mercificazione del corpo (T.P.I.)

Utero in affitto

femminile che si possa immaginare, con la donna ridotta a macchina incubatrice per soddisfare i capricci di qualche coppia facoltosa, sia essa etero o gay; antifascisti fuori tempo massimo che ricorrono a metodi squadristi  – dalla censura alla delazione, fino ad arrivare all’aggressione fisica − per silenziare chiunque metta in discussione i dogmi del pensiero unico: vegani che giudicano criminale mangiare carne, e poi esortano le donne a non procreare per il bene dell’ambiente, in nome di un ecologismo che cela una feroce antropofobia.

Antropofobia terrore della gente

 Ma il marchio caratteristico di questi esponenti dell’ideologia progressista, da un lato è la loro avversione verso la religione, la morale tradizionale e il senso comune, e dall’altro un moralismo ipertrofico, una melassa di buoni sentimenti e pensieri edificanti che solo apparentemente sembra contraddire il loro sbandierato immoralismo.

In realtà quello a cui stiamo assistendo ai nostri giorni è l’emergere di un’inedita forma di moralismo, un neopuritanesimo(1) perfettamente funzionale ad un sistema che si basa essenzialmente su comportamenti e pratiche immorali. Il puritano odierno – che rappresenta l’esatto opposto dell’uomo etico − non nega la virtù, il bene, la verità, ma ne fa una

Una giovane Puritana, litografia di E. Percy Moran (1897)

mostruosa parodia; egli non nega, ma rovescia, inverte. L’opera di rovesciamento ed inversione si attua soprattutto attraverso il linguaggio, poiché le parole giocano un ruolo fondamentale nella manipolazione a cui vengono sottoposte le masse. Il sistema che detiene tutte le leve del potere materiale ed immateriale attribuisce alle figure e ai processi che origina dei nomi immancabilmente positivi. Ecco che il giovane africano sbarcato sulle nostre coste per essere sfruttato, nel migliore dei casi, come bracciante nei campi, nella narrazione edificante veicolata dai media diviene il migrante che abbandona la sua terra

Il maestro della Nouvelle Droite Alain de Benoist.

natale per cercare fortuna in Occidente; la donna indiana costretta dalla povertà ad affittare il suo corpo, o a vendere i suoi ovuli, si trasforma magicamente in un’eroina pronta a sacrificarsi per alleviare le sofferenze di chi non ha la possibilità di procreare; ed ecco, ancora, che la precarizzazione  del lavoro si trasforma in flessibilità, la distruzione del welfare in competitività, la logica predatoria del capitalismo in crescita e sviluppo. Ma il neopuritano è anche colui che trasforma le opinioni e i sentimenti in malattie, oltre che in reati: omofobia, xenofobia, transfobia sono termini che ricorrono spesso nelle prediche di quelli che Alain de Benoist(2) ha giustamente definito i demoni del bene.

Come stupirsi, a questo punto, se l’odierno bigotto riveste ai nostri giorni il ruolo di apostolo della mascherina, sempre pronto a denunciare i “negazionisti” del Covid, ovvero tutti coloro che osano criticare – sia pur blandamente − la liceità delle misure adottate dal governo per contrastare la diffusione del virus? Assai significativo, del resto, è l’utilizzo del termine negazionista(1), quasi a stabilire un nesso tra coloro che negano la Shoah e quanti continuano a ritenere ingiustificate le misure imposte alla popolazione. Il neopuritano è in fondo l’ultima incarnazione

Bassetti-Clementi-Zangrillo- «Noi negazionisti? No, medici sinceri»

dell’immoralista, ed è passato dal culto della trasgressione alla patofobia (paura di contrarre malattie N.d.R.), dal sesso droga & rock’n’ roll all’integralismo igienista-sanitario. E mentre invoca la libertà di blasfemia – come ha dichiarato di recente Macron – al contempo taccia di omofobia chiunque si azzardi ad affermare che solo le donne partoriscono. Si può bestemmiare Dio ed irridere i simboli religiosi, ma non si può affermare un’evidenza empirica. Si può negare la realtà, ma non il prodotto di un’ideologia che nega le differenze genetiche ed anatomiche tra uomini e donne. Ed è così che diventa sacro ciò che tutte le civiltà hanno giudicato empio e contrario alla natura umana; la normalità diviene anormale, la natura innaturale, in una sistematica deformazione della realtà. Così il vizio prende il posto della virtù, la menzogna della verità, il male del bene. Oggi più che mai bisogna diffidare di coloro che parlano di fratellanza e umanità, giacché il male estremo non è quello che compie genocidi o scatena guerre, ma è quello che appare sotto le spoglie dell’umanitarismo e della filantropia.

Il vero malvagio non predica l’odio, ma l’amore. È per tale motivo che l’Anticristo ingannerà la maggioranza degli uomini, poiché apparirà come il Salvatore giunto a sconfiggere le forze del caos: sembrerà simile ad un raggio di luce che squarcia le tenebre, quando invece le porterà al parossismo. Questa è la grande tentazione del nostro tempo, e oggi più che mai è necessario riconoscere i lupi travestiti da agnelli: poiché l’Impero del bene con una mano porge lo zucchero filato, e con l’altra prepara l’avvento del Nemico. “Quando i grandi di questo mondo si mettono ad amarvi, è che vogliono ridurvi in salsicce da battaglia… È il segnale… È infallibile. È con l’amore che comincia” (Céline, Viaggio al termine della notte).(L.C.)

Flavio Ferrero

 

  Fonte: Il Pensiero Forte del 9 settembre 2020

 

 

Note:

  • (1) I puritani sono i seguaci del puritanesimo, un movimento sorto nell’ambito del protestantesimo calvinista inglese durante il XVI secolo. Lo scopo di questo movimento era, appunto, quello di purificare la Chiesa d’Inghilterra da tutte le forme non previste dalle Sacre Scritture. Si intendeva in tal modo
    Il puritano Oliver Cromwell. Protettore dell’Inghilterra, in un dipinto di Robert Walker (1649 c.)

    annullare i compromessi con il cattolicesimo promossi dalla Riforma sotto Enrico VIII ed Elisabetta I d’Inghilterra. Il puritanesimo è stato fondato da alcuni protestanti di orientamento calvinista dopo l’incoronazione di Elisabetta I d’Inghilterra nel 1558. In particolare il termine “puritano” riceve spesso un uso improprio, basato sul presupposto che l’edonismo e il puritanesimo siano contrari. Storicamente, la parola è stata utilizzata dagli anglicani con un significato dispregiativo, per caratterizzare i gruppi protestanti estremisti, simili a quello catarista di Francia, e secondo Thomas Fuller nella sua Church History (1564), l’arcivescovo Matthew Parker di quel tempo usava i termini “puritano” e “precisino” con il senso moderno di “pignolo”. I puritani credevano che, in virtù di tale patto, se il fedele avesse avuto fede in Cristo e nella sua opera, si sarebbe salvato e che ogni individuo deve vivere in modo coerente la propria fede per poter ricoprire il ruolo a lui assegnato nella società secondo le proprie capacità

  •  

    (2) Alain de Benoist (Saint-Symphorien, 11 dicembre 1943) è uno scrittore, filosofo e giornalista francese, fondatore del movimento culturale denominato Nouvelle Droite (Nuova Destra), del quale è stato animatore insieme a Guillaume Faye, Pierre Vial, Giorgio Locchi. Durante i primi anni sessanta Alain de Benoist è stato legato a svariate entità della destra francese. Il suo processo di maturazione politica lo portò ben presto ad estraniarsi dalle accuse di neofascismo che lo investivano e già con i suoi scritti, durante gli anni settanta, cominciò a costruire il suo percorso originale fatto di critica verso la globalizzazione, il liberalismo in favore delle piccole patrie e delle identità culturali. Negli ultimi anni ha sviluppato una forte critica ad ampio raggio nei confronti della politica imperialistica degli Stati Uniti d’America.

  • (3) Il negazionismo (di un evento storico come un genocidio o una pulizia etnica o un crimine contro l’umanità) è una corrente pseudostorica e pseudoscientifica del revisionismo che consiste in un atteggiamento storico politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso. Spesso i negazionisti non accettano tale etichetta e in taluni casi accusano la storiografia che essi stessi negano: così ad esempio chi nega l’Olocausto cerca di essere accreditato come revisionista. «Gli storici e i professionisti di tutto rispetto non omettono mai le affermazioni riportate su dei documenti su cui loro non sono d’accordo, ma le accettano e, talvolta, cambiano di conseguenza il loro modo di pensare. Non considerano autentici dei documenti che non lo sono solo perché sono in disaccordo con ciò che questi riportano, e non fanno magheggi o dicono bugie del tutto infondate solo perché diffidano di documenti riconosciuti come validi ma, anzi, come ho scritto più sopra, non li trascurano completamente e cambiano le loro opinioni in merito. Non attribuiscono consapevolmente le proprie conclusioni a libri e altre fonti, che, a ben vedere, dicono in realtà il contrario della verità. Non cercano avidamente le statistiche che fanno affidamento su grandi numeri, indipendentemente dalla loro affidabilità, solo perché vogliono avvalorare tali dati, ma, piuttosto, raccolgono il maggior numero di statistiche in circolazione nel modo più imparziale possibile al fine di arrivare ad un numero che resisterà all’esame critico di altri. Non traducono consapevolmente le fonti in lingue straniera in base alle proprie idee. Non inventano intenzionalmente parole, frasi, citazioni, incidenti ed eventi, per i quali non esistono prove storiche solo per rendere le loro argomentazioni più plausibili.»

Fonte

 

 

 

LIBRI CITATI

 

  • Viaggio al termine della notte
  • Louis-Ferdinand Céline
  • Traduttore: Ernesto Ferrero
  • Editore: Corbaccio
  • Formato: EPUB con DRM
  • Testo in italiano
  • Cloud: Sì Scopri di più
  • Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
  • Dimensioni: 832,28 KB
  • Pagine della versione a stampa: 575 p.
  • EAN: 9788863802757  Acquista € 3,99

 

Descrizione

A ottant’anni dalla sua pubblicazione e a cinquanta dalla morte del suo autore, Viaggio al termine della notte si impone come il romanzo che ha saputo meglio capire e rappresentare il Novecento, illuminandone con provocatoria originalità espressiva gli aspetti fondamentali.

«Céline è stato creato da Dio per dare scandalo», scrisse Bernanos quando nel 1932 il romanzo diventò un successo mondiale, suscitando entusiasmi e contrasti feroci.

Lo «scandalo Céline», che dura tuttora, è la profetica lucidità del suo delirio, uno sguardo che nulla perdona a sé e agli altri, che ha il coraggio di affrontare la notte dell’uomo così com’è.

L’anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l’ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell’Africa coloniale, la New York della «folla solitaria», le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale.

Totalmente nuovo, nel panorama francese ed europeo, è stato poi il modo insieme realistico e visionario, sofisticato e plebeo con cui Céline ha saputo trasfigurare questa materia incandescente. Per lui, in principio, è l’emozione, il sentimento della vita: di qui l’invenzione di un linguaggio che ha tutta l’immediatezza del «parlato» quotidiano, capace di dar voce, tra sarcasmi e pietà, alla tragicommedia di un secolo.

Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del Novecento: è in realtà un’opera potentemente comica, esilarante, in cui lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo.

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