Un premio letterario che conta ormai soltanto per la consueta compagnia di giro

IL PREMIO STREGA? FINALISTI MIRACOLATI E SENZA LETTORI

PERFETTI PER IL MINISTRO DELLE CERIMONIE


…E poi arriva Guia Soncini, su Linkiesta, a sputtanare il premio Strega. In realtà il colpo era già stato sferrato da chi aveva osato pubblicare i dati di vendita dei libri finalisti. Ma era passato quasi inosservato. Invece Soncini ci mette un carico da 11 e stronca non solo un premio letterario che conta ormai soltanto per la consueta compagnia di giro ma, soprattutto, un mondo falso e sostanzialmente inutile, autoreferenziale ed arrogante. Oltre che profondamente ignorante.

In pratica l’intervento di Soncini potrebbe persino rivalutare Gennarino Sangiuliano dopo la sua figura di palta alla premiazione dello Strega dello scorso anno. Se solo il ministro, tra una cerimonia napoletana e l’altra, avesse il tempo per leggere Linkiesta e capire l’oggetto della polemica.

Dunque i dati di vendita evidenziano come i libri finalisti al premio Strega siano totalmente ignorati, con rare eccezioni, dai lettori. Non che il numero delle copie vendute sia un indicatore di qualità. Ma se un libro, a distanza di alcuni mesi dall’uscita in libreria, ha trovato solo 3 o 400 potenziali lettori, forse ha qualche problema. Forse i problemi li hanno editore ed autore.

Eppure, a fronte di questi dati di realtà, arriva la compagnia di giro che stabilisce chi mandare in finale a prescindere. A prescindere dalla qualità, dall’interesse suscitato, dall’apprezzamento del pubblico. Così arriva in finale anche qualche opera ripescata dell’immondizia, ma sostenuta dal solito noto che, in realtà, è noto soprattutto per il proprio squallore ampiamente documentato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Probabilmente per Sangiuliano ed i suoi accoliti sarebbe stata più utile una comparsata alla Corte Benedettina di Correzzola, per Librincorte. Dove si sono ritrovati i piccoli editori di quell’area che dovrebbe essere la stessa del ministro ma che, invece, è sempre più lontana. Forse perché ha scelto la qualità, la coerenza, l’intelligenza. Ed allora meglio andare a fare qualche gaffe allo Strega. Con libri che hanno letto solo gli autori e gli editor.

Ala.de.granha
Augusto Grandi

 

 

 

 

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