Non sei “woke”, cioè non sostieni la cultura della cancellazione?

IL RICATTO LGBT DI SOROS E BLACK ROCK ALLE IMPRESE

Presentiamo ai lettori, tradotto e annotato da Roberto Pecchioli, un articolo dirompente apparso su http://euro-synergies.hautetfort.com,(1) la prova che l’intero sistema Occidente è orientato e manipolato ideologicamente dai più grandi attori economici e finanziari, diventati paladini della cultura della cancellazione


Non sei “woke”, cioè non sostieni la cultura della cancellazione? Ti stiamo eliminando. È il sistema di classificazione IEC, promosso da George Soros e dal fondo Black Rock per le aziende che ricattano. Quell’infinita parata di bandiere arcobaleno che ogni anno a giugno infesta i loghi aziendali in tutto il mondo occidentale, quelle improbabili testimonianze trans e non binarie che spuntano nelle campagne pubblicitarie delle più grandi multinazionali del mondo non sono messe lì per “sostenere la causa LGBT”, “l’ inclusione”, per “dare visibilità all’arcobaleno oppresso”: devono essere interpretati come una sorta di tassa ideologica da versare alle lobby politiche finanziate dai “soliti noti” per mantenere un punteggio di “credito sociale”, cruciale per mantenere o distruggere l’attività di un’azienda.

INDICE DI UGUAGLIANZA AZIENDALE 2022 

Il punteggio in questione è il CEI, Corporate Equality Index (Indice di Uguaglianza dell’Impresa) supervisionato dalla Human Rights Campaign (HRC) Campagna per i Diritti Umani, il più grande gruppo di pressione politica LGBT del mondo. L’HRC, che ha ricevuto milioni di dollari dalla Open Society Foundation di George Soros e da altri, pubblica le schede di valutazione delle “virtù sociali” delle più grandi aziende americane per mezzo de sistema CEI. Come? Assegnando o sottraendo punti in funzione al grado di adesione delle aziende ai criteri di valutazione definiti dall’HRC.

Le aziende che ottengono il punteggio massimo di cento guadagnano l’ambito titolo di “Miglior ambiente di lavoro per l’uguaglianza LGBT”. Quindici delle prime venti imprese americane presenti nell’elenco della rivista Fortune hanno ottenuto l’anno scorso il punteggio massimo, secondo i dati HRC. In base all’ ultimo rapporto, più di ottocento quaranta società statunitensi sono state valutate positivamente dall’HRC. Ciò significa che la stragrande maggioranza delle aziende americane vive sotto il ricatto di questa lobby. L’HRG, fondato nel 1980, ha lanciato la procedura CEI nel 2002; dal 2022 è guidata da Kelley Robinson, una delle organizzatrici della campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008.

I criteri di valutazione stabiliti dall’HRC sono cinque, ciascuno con i propri sottoinsiemi. Le categorie principali sono: protezione della forza lavoro, benefici “inclusivi”, sostegno a una cultura inclusiva, responsabilità sociale d’impresa e cittadinanza responsabile. Un’azienda può facilmente perdere punti CEI se non soddisfa il requisito HRC di “integrare l’intersezionalità 1 nello sviluppo professionale, la formazione basata sulle competenze o su altra formazione” o se non utilizza un “programma di diversità dei fornitori con uno sforzo dimostrato per includere “fornitori Lgbtq certificati”. Un vero e proprio ricatto con i colori dell’arcobaleno.

L’attività pervasiva e capillare dell’HRC si traduce ogni anno nell’invio di ispettori per definire il tipo di migliorie da implementare all’interno dell’azienda. Alle singole imprese viene fornito un elenco di richieste che, se non soddisfatte, comporteranno un abbassamento del punteggio CEI. Lo stesso schema CEI si iscrive all’interno del fiorente movimento degli “investitori etici”, ESG (Environmental, Social and corporate Governance- governo ambientale, sociale e d’impresa) portato avanti dai tre principali fondi d’investimento del paese, Black Rock, Vanguard e State Street Bank 2. I fondi legati all’ESG investono in aziende che si oppongono ai combustibili fossili e sostengono le quote razziali e di genere piuttosto che il merito anche nel reclutamento e nella selezione dei membri del consiglio d’amministrazione. Le conseguenze sono ovvie: la maggior parte degli amministratori delegati americani è più preoccupata di compiacere i propri azionisti che di irritare i conservatori.

Esemplare è il caso sconcertante di Dylan Mulvaney: questo giovane di ventisei anni è passato dall’essere un uomo a una “donna” nel marzo 2021, guadagnando più di un milione di dollari per sostenere marchi di moda e utilizzare prodotti di bellezza come Ulta Beauty, Haus Labs e CeraVe, così come Crest e InstaCart, e più recentemente pubblicizzare marchi come Bud Lite (birra) e Nike.

“I grandi gestori di fondi come Black Rock abbracciano questa ortodossia facendo pressione sui gruppi dirigenti delle imprese e sui consigli d’amministrazione, e determinano in molti casi le remunerazioni e i premi dei dirigenti, oltreché le persone che sono rielette o confermate nei consigli d’amministrazione, spiega l’imprenditore Vivek Ramaswamy, candidato repubblicano all’elezione presidenziale e autore del libro Woke Inc : Inside America’s Social Justice Scam (Woke Inc., Dentro la truffa della giustizia sociale americana) “Possono renderti la vita molto difficile se non ti pieghi al loro programma”.

Per capire meglio di che cosa parla Ramaswamy, bisogna risalire al 2018 e alla lettera del CEO di BlackRock Larry Fink 3. Descritto come il “volto dell’ESG”, ha scritto una lettera che, in tono ricattatorio, è passata agli annali della storia, diretta a tutti i CEO americani intitolata A Sense of Purpose (La sensazione di avere uno scopo) promuovendo un “nuovo modello di governance” in linea con i valori woke (“i risvegliati.”) “La società richiede che le imprese, pubbliche o private, abbiano uno scopo sociale”, ha scritto Fink. “Per prosperare nel tempo, ogni impresa non deve solo produrre risultati finanziari, ma anche dimostrare la propria capacità di contribuire positivamente alla società”, secondo la vulgata liberal progressista. Fink ha anche affermato che “se un’azienda non si impegna con la comunità e non ha uno scopo, finirà con il perdere la capacità di investire”.

Le aziende che osano ribellarsi vengono subito penalizzate dal punteggio IEC. A volte il contraccolpo è sulle piccole cose: se un’azienda non ottiene un punteggio IEC di cento, non sarà ammessa a una fiera del lavoro in un’università o vedrà limitata la sua possibilità di acquistare spazi pubblicitari. Le università tagliano i ponti con le aziende che non ottengono cento punti presentandole ai futuri laureati come luoghi in cui regna il settarismo. Se è giudicata non conforme, una società può essere ritirata dai portafogli dei fondi indicizzati e dei fondi pensione. L’intero sistema d’impresa americano è così intrappolato in una gigantesca rete di estorsione di fondi. Dalla mafia arcobaleno.

Note
Intersezionalità è un termine coniato dalla femminista Kimberle Crenshaw. Teorizza la sovrapposizione (intersezione) di diverse identità sociali associate a dominazioni o oppressioni. Afferma che varie forme di oppressione, vere o presunte – razzismo, sessismo, abilismo, omofobia, transfobia, xenofobia, eccetera – non agiscono in modo indipendente, bensì sono interconnesse e creano un sistema fondato sull’intersezione delle varie forme di discriminazione.

Black Rock amministra beni per un valore di diecimila miliardi di dollari, due volte e mezzo il PIL della Germania. Vanguard supera i settemila miliardi e State Street Bank sfiora i 3.500 miliardi di dollari.

Laurence Fink detto Larry, californiano di origine ebraica nato nel 1952, è uno degli uomini più potenti del mondo. Tra l’altro, la sua Black Rock controlla gli asset e le risorse economiche più importanti dell’Ucraina.

Cristina Gauri

 

 

 

 

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07 giugno 2023

 

 

 

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