Nel corso del giorno e della notte, nel nostro linguaggio, nei gesti o nei sogni, che ce ne accorgiamo o no, ognuno di noi usa i simboli. Essi danno volto ai desideri, stimolano  certe imprese, modellano un comportamento, avviano successi o fallimenti.

 

 

La chiocciola

 

 

  • «È un tempio la Natura, dove a volte parole
  • escono confuse da viventi pilastri
  • e che l’uomo attraversa tra foreste di simboli
  • che gli lanciano occhiate familiari»

(Charles Baudelaire, da «Corrispondenze», Les Fleurs du Mal)

 

La mente umana fa sempre progressi, ma si tratta di un avanzamento a spirali.
Madame de Stael

 

La Chiocciola si muove lentamente, restando sempre aderente alla Terra. Per questo motivo essa rappresenta il procedere con gradualità ma sicurezza verso un obiettivo. La Chiocciola ci ricorda che a volte è meglio avere cautela e non dare nell’occhio se si vuole arrivare a destinazione.

Universalmente nota come simbolo lunare, indica la rigenerazione periodica: la chiocciola mostra e nasconde le sue corna così come la luna appare e scompare; morte e rinascita, tema dell’eterno ritorno.

L’elemento a cui essa è legata è l’elemento Terra, l’elemento della stabilità, della sicurezza e delle ricchezze nascoste nei visceri delle montagne. La Chiocciola è dunque anche un simbolo di prosperità, ricchezza e sicurezza materiale.

Questo significato è rafforzato dal fatto che essa porta sempre con sé il suo guscio, cioè la sua casa, per cui tutto ciò che le serve lo ha in sé. È anche ermafrodita per cui possiede sia gli organi genitali maschile che femminili.

Rappresenta quindi la fertilità: la spirale legate alle fasi della luna e lo sviluppo del corno. Come tale, la chiocciola diviene il luogo della teofania lunare, come nell’antica religione messicana in cui il dio della luna, Tecsiztecatl(1) è rappresentato rinchiuso in un guscio di chiocciola.

Simbolizza anche il movimento nella permanenza, con il suo procedere è il suo stare ferma. La Chiocciola può ritirarsi nel suo guscio, anche per lunghi periodi, ad esempio in inverno, per poi riemergere in primavera. Questo ci insegna che a volte la migliore strategia è non fare nulla per un certo periodo. Ritirarci può servire a raccogliere nuove energie nell’attesa di un momento migliore per agire. Le “antenne” della Chiocciola, con in cima gli occhi, simboleggiano la consapevolezza, attenzione ai dettagli, circospezione, atteggiamento vigile.

La Chiocciola evoca anche il lento percorso spirituale

Presso gli Aztechi, la chiocciola simbolizzava correntemente il concepimento, la gravidanza, il parto.

Nei geroglifici egiziani la spirale era rappresentata da una chiocciola che potrebbe rappresentare, come questa figura geometrica molto diffusa in natura, l’evoluzione della vita.

La spirale simboleggia il mistero profondo della vita e l’unità di tutto ciò che esiste. La Chiocciola appare nel Nove di Denari, rafforzando l’idea di ricchezza della carta. In questa carta il simbolo della Chiocciola significa che per ottenere benessere materiale è necessario tempo. La ricchezza ottenuta in fretta viene spesso persa altrettanto in fretta. Al contrario, la ricchezza che si costruisce nel tempo è in armonia con le leggi universali e ha radici più profonde.

Nell’Africa del Nord si fabbricano rosari con gusci di chiocciola. La chiocciola ricorda le corna degli arieti… Inoltre partecipa dell’umidità ed esce dalla terra, come dicono i contadini, solo dopo la pioggia. Si trova collegata al ciclo dei campi, simbolo della fecondità data dai morti, aspetto spesso assunto dall’avo ritornato sulla terra degli uomini per fecondarla, portatore di tutti i simboli celesti e dei temporali benefici.

La Chiocciola appare nel Nove di Denari, rafforzando l’idea di ricchezza della carta, questo significa che per ottenere benessere materiale è necessario tempo. Così come per avere un raccolto bisogna rispettare i tempi della semina e della maturazione, così nel processo di manifestazione della ricchezza bisogna aspettare che i tempi facciano maturare le azioni che abbiamo intrapreso (i semi) e che il raccolto maturi al momento giusto.

La spirale in natura

La spirale è senza ombra di dubbio il simbolo più usato nella tradizione Celtica, nella quale troviamo spirali che ornano una miriade di artefatti antichi: nell’arte celtica simbolica, si possono intuire alcuni dei significati simbolici della forza emanata da questa forma geometrica a spirale. In termini di spiritualità, il simbolo della spirale rappresenta il percorso che conduce alla conoscenza del mondo e dell’esistenza (materialismo, la consapevolezza esterna, l’Ego, la percezione verso l’esterno di noi), il percorso che compie l’anima nella sua infinita evoluzione (illuminazione, essenza invisibile, il nirvana, la consapevolezza cosmica). I movimenti tra il mondo spirituale e quello materiale (immateriale e materiale, spirito e corpo, fisicità e impermanenza, la transitorierà dei fenomeni: tutto è passeggero, tutto muta, niente è eterno) vengono mappati dalla spirale tramite gli anelli concentrici connessi a spirale, che segnano l’evoluzione del genere umano sia su scala individuale che collettiva. Inoltre, in termini di rinascita o di crescita, il simbolo della spirale può rappresentare la coscienza della natura a partire dal nucleo o centro che aumenta espandendosi verso il suo esterno.

 Simbologia della Spirale

L’evoluzione e la crescita olistica.

Lasciar andare, la resa, il rilascio.

Consapevolezza all’interno del contesto dell’intero.

La connessione e l’unione con le energie cosmiche e la Divinità.

Le rivoluzioni del tempo, le stelle, i pianeti e la via del progresso naturale.

Penso proprio che gli antichi Celti volessero soprattutto indicare questa connessione con la parte divina del cosmo e l’animo umano, anche perché, a livello sottile, la spirale è un simbolo “femminile” così come la sfera, il cerchio e tutte quelle figure geometriche e non che possiedono linee rotondeggianti, poiché ribadiscono la presenza dell’Utero Divino che, come tale, genera ogni cosa.

Provate a dipingere una spirale o più di una e vi accorgerete del suo immenso potere, mentre lo fate usate anche la volontà attiva chiedendo al potere della spirale di “parlare” alla vostra interiorità; sentitevi muovere al vostro interno, nella vostra parte spirituale, come foste una spirale, lasciatevi andare facendovi trasportare da quel movimento spiraliforme. Esattamente come nell’uso dei mandala da colorare, anche se questi hanno un potere nettamente minore rispetto alla parte meditativa attiva interiore, l’idea è quella di perdersi nella grandezza della creazione. Se camminate in un labirinto potete far partecipare tutto il vostro corpo al potere della spirale, così come fanno i Dervisci Rotanti la cui danza rappresenta il cosmo e la connessione con la divinità, che tramite la rotazione a spirale ed ego-centrica, riesce a far raggiungere l’estasi al danzatore che si unisce alla sua parte più interiore. Astrologicamente parlando la spirale descrive il continuo movimento del cosmo, come la scienza ha attestato, così come il movimento a spirale delle galassie.

Curiosità

 

Leone V che insegue Krum in una miniatura del XIV secolo della Cronaca di Costantino Manasse. Una pagina della cronaca di Costantino Manasse in cui appare il simbolo @

Il simbolo @ è arrivato lemme lemme fino a noi da secoli che qualcuno ancora si ostina a ricordare come “oscuri”. La chiocciolina che usiamo ogni giorno nella posta elettronica, appare in un codice miniato del Trecento scritto in bulgaro che è conservato nella Biblioteca Vaticana insieme a un altro milione e mezzo di rari e preziosissimi libri.

Nell’antico testo la @ è la prima lettera della parola amen. Spunta in una pagina della “Σύνοψις ἰστορική”, una cronaca universale in 6733 versi politici scritta da Costantino Manasse, nella quale l’intellettuale bizantino volle raccontare la storia del mondo, dagli inizi fino alla morte dell’imperatore d’oriente Niceforo III Botaniate (1002 -1081).

 

NOTE

(1) Teksistékat ; il nome deriva da «tecciz[tli]-tēcatl», ovvero «Abitante della conchiglia»; anche chiamato Tecuciztecal o Tecuciztecatl), secondo la mitologia azteca, era una divinità lunare che rappresentava il vecchio “uomo-sulla-luna”. Poteva essere il dio del sole, ma ebbe paura del suo fuoco, così fu Nanauatzin a diventare il dio del sole mentre Tecciztecatl (sotto forma di coniglio) fu immediatamente lanciato sulla luna. In alcune raffigurazioni porta una grande conchiglia sulla schiena, a rappresentare la luna stessa; in altre, ha ali di farfalla. Era figlio di Tlaloc e Chalchiuhtlicue.

Fonte: Wikipedia

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