il Regno Unito è leader mondiale nella riduzione delle emissioni di Co2

surrealismo di Tommy Ingberg

IL SUICIDIO GREEN DEI SUDDITI DI SUA MAESTÀ


Le orgogliose autorità britanniche da lungo tempo alla ricerca di qualcosa che possa giustificare la spocchia albionica hanno finalmente trovato l’argomento giusto: il Regno Unito è leader mondiale nella riduzione delle emissioni di Co2.(1) Naturalmente questo potrebbe voler dire che è alla testa della coglioneria mondiale anche se questa ipotesi non sembra sfiorare i talebani del clima che, come tutti i neofiti, sono i più integralisti. Essi stessi però forniscono la prova che è esattamente così: si vantano del fatto che dal 1990, le emissioni di anidride carbonica della Gran Bretagna si sono quasi dimezzate, passando da 604 milioni di tonnellate a poco meno di 350 milioni di tonnellate entro il 2022. Ciò equivale a un calo da 10 tonnellate pro capite nel 1990 a meno di cinque tonnellate pro capite l’anno scorso e può essere sintetizzata da questo grafico.

Fate caso alla diminuzione dagli anni ’90 in poi e confrontatela con il grafico qui sotto che rappresenta il calo del pil britannico in campo manifatturiero e vedrete che vanno l’uno dentro l’altro come un guanto.

Questo significa che ciò che veniva prodotto nelle isole britanniche ora viene prodotto altrove e la Co2 risparmiata viene semplicemente emessa altrove (per fortuna visto che è un gas essenziale alla vita). E non solo: significa anche che nello stesso periodo, il numero di persone impiegate nel settore manifatturiero del Regno Unito è sceso da 4.963.000 persone a sole 2.601.000. Un cinico potrebbe essere tentato di chiedersi cosa sia successo a tutte quelle centinaia di migliaia di posti di lavoro verdi altamente qualificati e ben retribuiti che la rivoluzione verde avrebbe creato? Svaniti come se fossero volati assieme all’aria fritta. In compenso però la Gran Bretagna ha goduto dei prezzi energetici più alti del mondo a causa della sostituzione dei combustibili fossili economici e affidabili con le presunte “rinnovabili” costose, inaffidabili e intermittenti.

Nel 2022, nel Regno Unito, che ottiene solo il 42% della propria elettricità da combustibili fossili, l’energia domestica è costata 0,41 dollari/kWh. In Francia, dove il 70% dell’elettricità proviene dal nucleare i costi dell’elettricità sono stati di soli 0,21 dollari/kWh – quasi la metà del prezzo del Regno Unito. Negli Stati Uniti, che generano circa il 60% della propria energia da combustibili fossili, il prezzo è stato di 0,18 dollari/kWh – meno della metà del costo del Regno Unito. In Cina, dove il 55% dell’elettricità proviene dal carbone e un totale dell’83% da combustibili fossili, i costi dell’elettricità domestica sono solo di 0,08 dollari/kWh – un quinto del costo del Regno Unito. Un quadro simile si riscontra in India, dove oltre il 75% della produzione di elettricità proviene da combustibili fossili.

Quindi, giusto per contestualizzare tutto questo, possiamo vedere quanta parte del PIL del Regno Unito proviene dal settore manifatturiero – ovvero dalla produzione di cose reali che le persone in Gran Bretagna e all’estero vogliono acquistare – rispetto ai principali concorrenti. Nel 2022, l’8% del PIL del Regno Unito proveniva dal settore manifatturiero, rispetto al 9% della Francia, al 12% degli Stati Uniti, al 13% dell’India, al 14% dell’Italia, al 18% della Germania e al massiccio 28% della Cina.

Sta in sostanza emergendo un quadro che suggerisce che più un paese fa affidamento sulle energie rinnovabili per la sua elettricità, più alti sono i suoi costi energetici e minore è la percentuale del suo PIL costituito dal settore manifatturiero. L’economista Richard Salsman ha scritto: “La scienza economica è chiara: la produzione di moneta e debito non è equivalente alla produzione di ricchezza reale. Affermare il contrario significa seguire la fantasia, non la realtà”. E tutto questo badate bene senza risparmiare nemmeno un metro cubo di Co2 perché comunque i beni reali devono essere prodotti, anzi se ne consuma di più visto che le merci devono poi essere trasportate su lunghe distanze. Questo sempre che non si vogliano assassinare gli 8/10 della popolazione mondiale che paradossalmente è l’unico incubo che abbia un senso in questo inferno di sciocchezze.

Redazione

 

 

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