Inizia la stagione dei saldi e, immancabili, scattano le lamentele dei commercianti

INIZIANO I SALDI, MA I SOLDI MANCANO

Inizia la stagione dei saldi e, immancabili, scattano le lamentele dei commercianti. “Non ci sono più i saldi di una volta”, “la gente spende meno”, “hanno paura del Covid”. Ora si possono avere tutte le paure del caso, ma non è chiaro perché i timori che assillano il consumatore al momento di varcare la soglia di un negozio, svaniscano come d’incanto quando lo stesso consumatore si affolla in un supermercato o in un centro commerciale.

Non sarà perché al supermercato si entra per acquistare l’indispensabile mentre i saldi in un negozio rappresentano spesso il superfluo? Le consuete previsioni dei commercianti indicano un particolare interesse degli italiani per le scarpe in saldo. Dunque, non sempre si tratta di acquisti rinviabili e, per questo, i saldi in questo comparto potrebbero non risentire dell’alibi del Covid. Anche perché i prezzi nei mesi normali hanno ormai raggiunto livelli intollerabili per molte famiglie, costrette ad aspettare i saldi ufficiali o le campagne prenatalizie tipo black friday.

È comunque sempre più evidente lo scollamento del mondo del commercio tradizionale da quella che è la realtà delle famiglie italiane in termini di reddito e capacità di spesa. Per anni si è fatto finta di nulla, puntando sui milioni di turisti stranieri che potevano sostituire gli acquisti degli italiani. Poi, con le misure sempre più idiote per fronteggiare la pandemia, si è stati costretti a fare i conti con i consumatori locali. Ed i conti non sono stati soddisfacenti. Con 11 milioni di italiani al di sotto della soglia di povertà o in serio rischio di precipitare tra i nuovi poveri, e con altri milioni che sopravvivono tagliando i consumi, diventa difficile garantire un futuro a tutti i negozi di calzature che vendono scarpe a prezzi regolarmente superiori ai 100 euro. Diventa difficile che restino aperti tutti i negozi che vendono abbigliamento sicuramente di qualità ma a prezzi insostenibili per un numero crescente di famiglie.

È comprensibile che tutti sognino di avere una clientela di alto livello, che non bada a spese, che sceglie il bello a prescindere dal cartellino del prezzo. Però la platea dei consumatori di questo tipo si restringe giorno dopo giorno senza che il mondo del commercio faccia qualcosa per fronteggiare la situazione. Indubbiamente è più comodo andare in tv a chiedere nuovi aiuti pubblici. Dunque, i consumatori che non possono più permettersi gli acquisti nei negozi dovrebbero pagare più tasse per sostenere gli stessi negozi in cui non possono più comprare. Geniale!

Enrico Toselli

Fonte: ElectoMagazine

 

 

 

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