Capisco che l’Italia, occupata militarmente da 20.000 soldati USA…

Palazzo delle civiltà italiana 1985

ITALIA SOVRANA?


Ieri sono andato in un ospedale romano, come accompagnatore, e, quasi subito, un solerte infermiere mi ha chiesto: “E’ passato al check point?” e allibito ho chiesto “Che cosa è?”.  La risposta è stata ancora più sconvolgente: “Per presentare il green pass” ed io di rimando “Che cosa è?”.

Era ubriaca la soldatessa Usa che ha investito e ucciso il 15enne di Pordenone

Capisco che l’Italia, occupata militarmente da 20.000 soldati USA, dotati di immunità, contro cui la magistratura italiana non ha potere di giurisdizione anche se i reati gravi avvengono in territori dove l’Italia dovrebbe essere sovrana, come accaduto con la strage del Cermis e come sta accedendo con la deficiente militare americana che ha investito e ucciso a Pordenone un giovane ventenne, è obbligata da una GUERRA PERSA. Cosa di cui prima o poi i nostri solerti politici dovranno rendersi conto e proclamare la fine dei festeggiamenti del 25 aprile data dell’occupazione definitiva da parte delle truppe anglosassoni, con al seguito marocchini ed affini, di tutta l’Italia.

Capisco anche che l’esercito italiano, allo stato attuale, risulta quasi in disarmo, potendo contare solo su poche migliaia di uomini operativi, addestrati, con qualche armamento e al servizio esclusivo dei comandi NATO, quasi sempre anglosassoni, essendo la gran parte di questo esercito “volontario” destinato al servizio di guardiani delle ambasciate o alla “grande” operazione, di notevole spessore strategico, “strade sicure”.

Capisco anche che tutto questo accade perché di fatto siamo messi in condizione di non nuocere e di non avere alcuna sovranità: siamo di fatto una colonia ed un terreno di spoliazione cosa che hanno consentito in modo massiccio in questi ultimi 20 anni governi imposti ad un parlamento imbelle e senza attributi da personaggi che hanno tradito l’Italia con la complicità di tutta la classe dirigente e il silenzio omertoso e connivente di tutti i “media” o quasi.

Quello che non capisco è che le persone, gli italiani, quelli che dovrebbero essere orgogliosi della propria storia, della propria cultura, della propria lingua, la più bella, più ricca, più studiata del mondo, si prestino ad usare il linguaggio barbaro, privo di struttura, incapace di esprimere idee e sentimenti, degli anglosassoni.

In Italia si parla e si deve parlare prima in italiano, possibilmente corretto.

Mi rendo conto, così, che piano, piano gradualmente anche gli italiani si stanno abituando ad essere colonizzati, a rinunciare alla propria forza e soprattutto alla propria identità.

È grave, gravissimo soprattutto perché nessuno protesta neanche quelli che si dicono sovranisti o addirittura patrioti. Mi piacerebbe veramente sapere cosa significano per loro queste parole, oltre l’occasione di occupare uno spazio elettorale che potrebbe consentire, ad alcuni, di occupare uno scranno di istituzioni ormai decotte e fallimentari, per poter usufruire di un cospicuo “reddito di disoccupazione”, ad altri per poter sedere addirittura sulle lussuose e decorate poltrone del governo, e poter eseguire servilmente quanto gli verrà imposto da chi ha deciso il saccheggio e la distruzione dell’Italia.

L’agenda Draghi, ultimo burattino del sistema, è là pronta per tutti, destra, sinistra, sovranisti, patrioti, ex comunisti con il tricolore, comunisti senza tricolore ma con i massoni, italiani venduti ed anti italiani da sempre. Tutti belli, buoni, preparati, tanto non devono pensare devono solo eseguire.

Nessuno che in questa campagna elettorale senza stimoli e senza idee che abbia parlato di ricostruire l’Italia partendo dai nostri studi classici, nessuno che parli della difesa dell’italianità e della lingua italiana, nessuno che attacchi frontalmente l’agenda Draghi, partendo dal criminale PNRR, nessuno che proponga accuse di alto tradimento per la criminale gestione della pandemia e per le scelte geopolitiche anti italiane fatte in questi mesi di guerra, nessuno che anteponga l’interesse nazionale a quello personale derivante dall’essere fedele esecutore degli ordini di chi ci occupa da 77 anni.

Per questo il 25 settembre andrò a votare per sputarvi in faccia e per dire che nessuno è degno di rappresentarmi e sulla mia scheda scriverò VIVA L’ITALIA.

Adriano Tilgher

 

 

 

 

 

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