Il velo si squarcia, e ciò che emerge è peggio di qualsiasi previsione.

LA CLOACA

La crisi ucraina non è più solo militare: è morale, politica, sistemica.

di Andrea Marcigliano

L’articolo esplora la deriva interna dell’Ucraina, alle prese con un’ondata di inchieste che stanno scoperchiando una corruzione diffusa e pervasiva. Ministri, generali, alti funzionari: nessuno sembra escluso da un sistema marcio fino al midollo, che ora lambisce anche la figura di Zelensky, sempre più esposta e traballante. Mentre il fronte militare arretra sotto i colpi russi, quello interno collassa sotto il peso di scandali che vanno dal traffico illecito di armi ai sospetti più oscuri legati alla tratta di organi. Una fogna che si apre all’improvviso — ma forse doveva accadere da tempo. (Nota Redazionale)

 

Si sta scoperchiando un’autentica fogna. Una fogna abissale, capace di travolgere tutto e tutti.

L’Ucraina non sta, ormai, crollando solo militarmente, sotto i colpi, sempre più profondi e intensi, dell’esercito russo.

È il suo, diciamo così, fronte interno che sta venendo inghiottito nella melma di una palude maleodorante.

Perché, ormai, le inchieste sulla corruzione della dirigenza di Kiev diventano sempre più pressanti. E pervasive.

Fino ad ora hanno colpito ministri, generali, alti funzionari. Scavando un solco profondo intorno allo stesso Zelensky, la cui posizione sì va facendo, di giorno in giorno, sempre più incerta. Preparando lo scenario drammatico di una vera e propria frana.

Quasi inutile ricordare tutti i capi di imputazione sollevati sia dalla magistratura ucraina, sia, soprattutto, da quella internazionale. Che ha dato il là alle inchieste e che sta, senza infingimenti, guidando un attacco in profondità al regime di Kiev.

Un attacco che è sul punto di travolgerlo.

Si va dalla corruzione diffusa al commercio clandestino di armi. Armi ricevute dall’Occidente e dirottate verso paesi del terzo mondo per interessi privati.

E si giunge sino al sospetto – per usare un eufemismo – dell’utilizzo di bambini come donatori forzati di organi da vendere all’estero.

Insomma, un autentico porcaio, una tenebra senza barlume di luce.

Questo potrebbe portare, a breve, al crollo dello stesso Zelensky. Sconfitto sul piano militare dai russi e, ancora più, su quello giudiziario dalle inchieste.

Viene, però, spontaneo chiedersi il perché ciò stia avvenendo ora. O meglio, solo ora.

Perché questi aspetti del regime di Kiev erano noti da tempo. Noti e tollerati, quando non sfruttati dai suoi padroni occidentali, che utilizzavano Zelensky ed i suoi, e l’Ucraina da loro dispoticamente controllata, come una sorta di terra di nessuno, dove poter fare e disfare a piacimento, come in un impero della filibusta.

Nulla di nuovo, dunque. Nulla che già non si sapesse. Ma che si fingeva di ignorare, mentre il, risibile, dittatore di Kiev veniva ricevuto con tutti gli onori nelle principali capitali europee. Anche, anzi soprattutto, a Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Però ora le cose stanno cambiando. Con rapidità vertiginosa.

La, pesantissima, sconfitta militare ormai palese, ha scoperchiato il verminaio.

E qualcuno, in Occidente, cerca di salvare il salvabile. Ovvero di eliminare Zelensky ed i suoi, per cercare di fare spazio ad un nuovo governo. Più presentabile.

Difficile dire come andranno le cose.

Certo è, però, che Kiev sta venendo soffocata.

È soffocata più dalle sentine scoperchiate che dalle armate russe ormai alle porte.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

 

Nota della Redazione

E, a ben vedere, sarebbe ingenuo pensare che simili cloache esistano solo a Kiev. Il marcio, quando affiora, non conosce confini: e ciò che oggi esplode in Ucraina rischia di diventare, domani, una fotografia impietosa di molte altre democrazie occidentali. Anche della nostra.

 

 

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