Quando un gruppo di terrapiattisti fa causa a una scuola pubblica per “discriminazione geometrica”, l’Italia scopre che l’inclusività ha finalmente superato il raggio terrestre.

LA CURVA DELL’IGNORANZA
La vera guerra non è tra scienza e fede, ma tra gravità e gravità della situazione
Redazione Inchiostronero
In un’Italia dove ogni minoranza ha il diritto di essere ascoltata – anche quando ha torto marcio – un gruppo di genitori e attivisti terrapiattisti decide di portare in tribunale una scuola media pubblica, colpevole di insegnare che la Terra è una sfera. La denuncia? “Indottrinamento globocentrico e lesione delle sensibilità planari”. Tra talk show infuocati, politici in cerca di voti facili e presidi con l’esaurimento nervoso, una giovane avvocatessa idealista e una professoressa di scienze stremata devono difendere la realtà… letteralmente. Mentre i confini tra opinione e delirio si assottigliano, la domanda diventa: fino a che punto possiamo includere l’esclusione della logica? Una commedia grottesca sull’istruzione, la disinformazione e la fine della gravità come la conoscevamo.
Capitolo 1 – Gravità a senso unico
La professoressa Lucia Bianchi si svegliò quella mattina con la sensazione fastidiosa che qualcosa, da qualche parte, stesse per cadere. Forse una tazza. Forse la sua pazienza.
Alle 9:05 in punto era già in piedi davanti alla lavagna della 2ªB, con il pennarello blu che le tremava appena nella mano. Sopra la sua testa, la mappa del sistema solare pendeva in obliquo, come se Saturno stesse cercando di fuggire dall’aula da mesi.
«Allora, ragazzi,» disse, cercando di ignorare il fatto che Gabriele stesse annodando il laccio della scarpa al banco di Sofia, «la gravità è la forza che tiene ancorati noi – e tutto il resto – alla superficie della Terra. Senza gravità, non potremmo camminare, stare seduti o addirittura esistere come—»
«Falso.»
La voce venne da metà classe, nitida come una contestazione parlamentare.
Lucia si voltò lentamente.
Andrea Zanardi, seconda fila al centro. Sguardo deciso, felpa con scritto Trust No One, espressione tipica di chi si prepara a dire una cosa tanto assurda da doverla rendere verità per sfinimento.
«Prego, Andrea?»
«Mio padre dice che la gravità è solo una teoria. In realtà, è la densità che ci tiene giù. E poi, se la Terra fosse davvero rotonda, gli australiani dovrebbero cadere verso il basso. Ma non cadono. Quindi… la Terra è piatta.»
Per un secondo, in aula calò un silenzio denso. Poi esplosero i mormorii.
«Oddio, ci risiamo…»
«La cupola! Dì anche della cupola, dai!»
«Ma almeno ha studiato?»
Lucia alzò una mano.
«Basta. Andrea, so che tuo padre ha le sue opinioni, ma in questa aula lavoriamo con…»
«…con la propaganda globocentrica?» tagliò corto lui, incrociando le braccia. «Sapevo che non avrei potuto parlare liberamente. Questa è discriminazione geometrica.»
Lucia sbatté le palpebre.
Discriminazione geometrica.
Ci mise un secondo a realizzare che non era uno scherzo. Andrea era serio. Serissimo. Con la passione rivoluzionaria dei dodicenni che scoprono un’idea più grande di loro — e la difendono come se fossero Galileo a rovescio.
«Andrea, io non voglio limitare le opinioni di nessuno. Ma qui insegniamo la scienza, non i video su YouTube.»
«Ah, e quindi gli “scienziati ufficiali” sì, mentre quelli indipendenti no? Anche mio padre può dimostrare che il sole è molto più vicino. Lo ha simulato con una lampadina e un pallone da calcio. Possiamo venire a scuola a fare la dimostrazione?»
Il silenzio calò di nuovo. Stavolta più lungo. Più pesante. Gravità pura.
Lucia inspirò a fondo, cercando nella memoria la motivazione che l’aveva spinta a diventare insegnante. Forse l’aveva lasciata nella sala professori, accanto alla macchinetta del caffè rotto.
Dal fondo della classe, qualcuno stava girando un video. Naturalmente.
Lucia uscì dall’aula dieci minuti dopo la campanella, lasciandosi alle spalle un coro di voci che discutevano animatamente se la Terra fosse un disco, una ciambella o un ologramma della NASA.
Mentre camminava verso la sala professori, un pensiero le si formò chiaro nella mente, più pesante di qualsiasi formula di Newton:
“Siamo in caduta libera. E nessuno vuole il paracadute.”
Capitolo 2 – Il raggio della tolleranza
La sala del preside era decorata come se un consulente aziendale avesse cercato di arredare un acquario: piante finte, poster motivazionali sbiaditi (“Educare è accendere una fiamma!”), e una scrivania che traboccava di fogli ma priva di qualsiasi cosa utile, tipo una spina dorsale.
Il preside Marotta aveva lo sguardo di chi aveva appena sentito parlare per la prima volta di “discriminazione geometrica” e stava valutando l’ipotesi di un pensionamento anticipato, un cambio nome e forse una nuova identità.
Lucia Bianchi era in piedi davanti a lui, con il registro ancora stretto sotto il braccio come se fosse un’arma difensiva.
MAROTTA
(sbuffando)
Mi stai dicendo che il ragazzo ha contestato l’intera legge di gravitazione universale… durante la lezione?
LUCIA
No, ha detto che la gravità è propaganda, che la Terra è piatta, e ha chiesto il diritto di replica in aula. Poi ha parlato di una cupola. Una vera, eh. Non metaforica.
MAROTTA
(con tono neutro, tipico di chi spera che l’assurdo si risolva da solo)
Una cupola…
LUCIA
Sì. Una cupola sopra la Terra. Come una di quelle per i panettoni, ma cosmica.
Marotta si tolse gli occhiali e li pulì con un fazzoletto già umido. Lo faceva sempre quando sperava che, offuscando la vista, potesse anche offuscare la realtà.
MAROTTA
(sommessamente)
Lo sapevo. Dovevamo fermarli alla petizione per cambiare nome alla scuola in “Scuola Media Flat Earthington”.
LUCIA
Aspetta… quella era vera?
MAROTTA
Certo che era vera. Hanno raccolto dodici firme. Tre erano dello stesso signore, con grafie diverse. Uno si firmava “Capitan Proporzione Sacra”.
LUCIA
(senza sorridere)
Bene. Allora siamo nelle mani di gente seria.
MAROTTA
Lucia, io capisco la tua frustrazione, ma dobbiamo gestire questa situazione con… tatto.
LUCIA
Tat…to?
MAROTTA
(misurando le parole)
Viviamo in tempi delicati. Tutti vogliono sentirsi rappresentati. Anche… i planaristi.
LUCIA
Terrapiattisti. Si chiamano terrapiattisti.
MAROTTA
Io cerco di evitare i termini tecnici.
Lucia lo fissò. Lentamente si sedette.
Per un attimo pensò che forse Andrea aveva ragione. Non sulla Terra, ma sull’essere incatenati a qualcosa che nessuno vede ma che ci tiene giù comunque: l’assurdità burocratica.
LUCIA
Quindi? Che facciamo? Mettiamo a confronto Newton e Capitan Proporzione in una tavola rotonda?
MAROTTA
(sorridendo forzatamente)
Dialogo è la chiave.
LUCIA
La chiave di cosa, di un portone verso il medioevo?
MAROTTA
(sospira)
Il padre del ragazzo vuole un incontro. Dice che l’ambiente scolastico è ostile e “discriminante verso le teorie alternative di natura epistemologica cosmica”.
LUCIA
Lo ha detto davvero?
MAROTTA
No, l’ha scritto. In stampatello, con un evidenziatore rosa.
Pausa. Lucia si alzò. Appoggiò il registro sulla scrivania con una delicatezza che sembrava minaccia.
LUCIA
Benissimo. Organizziamo pure l’incontro. Ma glielo dico subito, preside: se mi porta il modello del sole con la lampadina e il pallone da calcio, io chiamo l’INAF. O i carabinieri.
MAROTTA
(solleva le mani)
Vediamola così: sarà un’opportunità di crescita.
LUCIA
Perfetto. Crescerò. Verso la follia.
[FUORI CAMPO – NARRAZIONE SATIRICA]
In quel momento, Lucia capì che la vera forza che tiene unita la scuola italiana non è la gravità, ma la rassegnazione.
Capitolo 3 – Riunione a senso unico
Luogo: Un seminterrato umido a Cologno Monzese, con pareti ricoperte da poster con frasi come “La verità non ha curvatura” e “NASA = Nozioni Assurde Senza Appiglio”.
Al centro, un tavolo di plastica grigia attorno a cui siedono cinque persone e un termos pieno di caffè già freddo.
Sopra il tavolo, un portatile collegato a un proiettore che emette una luce tremolante.
Sullo schermo: una diapositiva PowerPoint con scritto in Comic Sans:
“Piano di Contro-Indottrinamento Scolastico™”
GIORGIO ZANARDI, 47 anni, fondatore di Orizzonte Libero, parla con il tono ispirato di chi è abituato ad avere ragione su tutto… tranne che sull’orientamento delle mappe.
GIORGIO
Compagni della linea retta, siamo a un punto di svolta. Stamattina, mio figlio Andrea ha finalmente sfidato l’ortodossia sferocentrica.
GIULIA, 29 anni, esperta di “ricerche indipendenti” (tradotto: TikTok e Telegram), annuisce furiosa.
GIULIA
Doveva succedere prima o poi. I libri di testo sono pieni di menzogne rotonde. Mio nipote ha portato a casa una scheda dove c’era scritto che la Terra ruota. ROT-A. Come si può ruotare su qualcosa che è piatto?
CARLO, pensionato ex geometra e autodidatta in “geometria etica”, alza una mano.
CARLO
Io l’ho sempre detto: tutto comincia con i mappamondi. Sono oggetti simbolici. Se a un bambino regali un globo, gli stai regalando una menzogna.
LIDIA, influencer con 843 follower su una piattaforma che nessuno conosce, aggiunge:
LIDIA
La mia ultima live si intitola “Gravità: bugia o metafora newtoniana?” Sta girando parecchio. Siamo a 36 visualizzazioni.
GIORGIO
Bene. L’importante è continuare a seminare il dubbio. Ora, passiamo al punto due dell’ordine del giorno: la causa legale contro la scuola. Ho preparato un dossier da mandare al Ministero dell’Istruzione, ai giornali indipendenti e a Red Ronnie.
Apre una cartellina plastificata. Dentro: 12 pagine stampate, tutte con evidenziature diverse, diagrammi sbilenchi e un disegno a mano della Terra “com’era prima del complotto copernicano”.
CARLO
(puntando il dito)
E quello cos’è? Un dinosauro?
GIORGIO
No, è il sole. Visto dalla Somalia. Secondo l’ora locale.
GIULIA
Dobbiamo fare rumore. Serve uno slogan.
LIDIA
Tipo “Giù le mani dalla Terra piatta”?
CARLO
“Piatti ma fieri”?
GIORGIO
“Diritto alla linea!”?
Si guardano. Silenzio.
Poi annuiscono.
GIORGIO
Perfetto. Domani manifestazione davanti alla scuola. Cartelli, megafoni e palloni da calcio. Lucia Bianchi ci ha dichiarato guerra: noi risponderemo… con geometria alternativa.
[FUORI CAMPO – NARRAZIONE SATIRICA]
E così, in un seminterrato con connessione lenta e idee ancora più statiche, un gruppo di ribelli planari preparava la più assurda battaglia legale della storia scolastica italiana.
Capitolo 4 – Teoria del Caos (parentale)
Luogo: Ufficio del preside. Tavolo lungo.
Presenti: Lucia Bianchi, preside Marotta, Giorgio Zanardi (padre di Andrea), e un raccoglitore blu pieno di “prove”.
Il preside aveva spostato il ficus di plastica in un angolo, come per fare spazio a una conversazione più luminosa. Ma l’aria nella stanza era pesante. Gravemente pesante.
Giorgio Zanardi si era presentato in perfetto stile “profeta suburbano”: camicia hawaiana, zaino militare, e un atteggiamento a metà tra il rivoluzionario e il cliente scontento del call center cosmico.
Lucia era seduta accanto al preside, con il sorriso cortese di chi ha appena firmato il consenso a una gastroscopia senza anestesia.
MAROTTA
Bene, signor Zanardi, grazie per essere venuto. Ci tenevamo a chiarire questo malinteso…
GIORGIO
(serissimo)
Non è un malinteso, è una violazione dei diritti epistemologici di mio figlio.
Lucia sgranò gli occhi.
GIORGIO
La professoressa Bianchi ha deriso le convinzioni di Andrea in aula. Gli ha impedito di esprimere la sua visione del mondo. Ha detto che la gravità è un fatto. Ma noi sappiamo che la gravità non esiste: è solo un dogma della fisica elitaria.
LUCIA
(scandendo le parole)
Io ho detto che la gravità è un fenomeno osservabile e verificabile. Non è un’opinione. È scienza.
GIORGIO
Appunto. Una scienza selettiva, arrogante, chiusa alla pluralità delle forme.
MAROTTA
(sorridendo con esaurita cortesia)
Siamo tutti per il pluralismo, ma nella scuola pubblica ci atteniamo ai programmi del Ministero.
GIORGIO
E chi scrive quei programmi? Gli stessi che hanno messo il Polo Sud… sotto! È tutto arbitrario! Ha mai visto davvero una curvatura all’orizzonte? Io no. E io ho la patente nautica.
Tirò fuori una cartellina blu e la spinse davanti a Lucia.
GIORGIO
Ecco. È un piano alternativo di studi. Lo chiamiamo “Scienza Plana™”. Include lezioni di densità, la vera legge della Natura, e una sezione su come la NASA manipola le immagini satellitari.
Lucia sfogliò distrattamente il materiale: c’erano disegni a mano libera, una mappa della “Terra reale” in forma di pizza margherita, e un diagramma che spiegava perché “le nuvole non scivolano via se la Terra è rotonda”.
LUCIA
(cercando di non urlare)
Signor Zanardi… secondo questo documento, la Luna è un riflesso del Sole su un’enorme parete di ghiaccio?
GIORGIO
Finalmente qualcuno legge.
MAROTTA
(intervenendo prima che Lucia potesse lanciargli il raccoglitore)
Senta, qui non stiamo parlando di censurare suo figlio. Ma non possiamo cambiare il curriculum scolastico in base a credenze personali.
GIORGIO
Allora vi trascineremo in tribunale. Ho già contattato un avvocato. E anche Striscia la Notizia.
Pausa.
GIORGIO
E guardi che Red Ronnie è con noi.
Lucia si alzò, lentamente, con il sorriso più gelido del Polo Nord (quello vero, in cima).
LUCIA
Perfetto. Non vedo l’ora di spiegare l’orbita terrestre in prima serata.
[FUORI CAMPO – NARRAZIONE SATIRICA]
E così, nel tentativo di difendere la scienza, Lucia Bianchi firmò inconsapevolmente l’inizio della guerra tra conoscenza e convinzioni.
Spoiler: non era la parte con le forze armate.
Capitolo 5 – Corteo Planare
Luogo: Davanti alla scuola media “Galileo Galilei”, ore 7:55 del mattino.
Elementi di scena: cartelloni fatti a mano, cori da stadio, giornalisti locali, curiosi con cappuccino e cornetto, e una pattuglia della polizia che finge interesse mentre scrolla Facebook.
Quando Lucia Bianchi arrivò a scuola, vide subito la prima bandiera: un lenzuolo bianco appeso tra due pali con scritto a caratteri cubitali rossi:
“LA TERRA È PIATTA E I PROGRAMMI SONO CURVI”
Sotto, una dozzina di persone si agitava tra striscioni, slogan e magliette. Alcuni indossavano caschi da motociclista con disegni del “firmamento impenetrabile”. Uno aveva uno zaino a forma di Terra piatta. Un altro distribuiva volantini titolati:
“La Gravità: il Gaslighting Globale”
Giorgio Zanardi, in megafono, arringava i presenti come un Savonarola con l’abbonamento a YouTube Premium.
GIORGIO
(compassionevole e furente)
Questa scuola indottrina i nostri figli! Li costringe a credere che vivano su una palla volante! Ma noi diciamo no! No alla sferizzazione forzata! No al lavaggio del cervello sferico!
CORO
(poco coordinato, ma entusiasta)
Tutto è piatto! Tutto è piatto!
Il mappamondo? È un reato!
Lucia cercò di passare silenziosamente attraverso la folla, ma fu riconosciuta.
GIULIA (l’influencer)
Eccola! La signora della scienza! La discepola della NASA! Ha mai visto lo spazio? No? Allora è falso!
Lucia fece per replicare, ma una giornalista con microfono rosa si infilò tra lei e la folla.
GIORNALISTA LOCALE
Professoressa! Una dichiarazione? È vero che ha detto agli studenti che credere nella Terra piatta è come credere a Babbo Natale?
LUCIA
(sorridendo con fatica)
No, ho detto che Babbo Natale ha più prove a favore.
Pessima idea.
GIORGIO
Vedete? Ecco l’arroganza accademica! La sua gravità è solo una questione di potere!
Un ragazzo in prima media, convinto dalla sorella maggiore, urlò:
“La NASA mente e la maestra spinge!”
Lucia entrò a scuola, con il cuore che le batteva come se stesse fuggendo da un’apocalisse… scolastica.
Capitolo 6 – La Curvatura del Palinsesto
Luogo: Studio TV del programma serale “Verità & Rivelazioni – Speciale Scienza Alternativa“
Conduttore: Sandro Bellomi, ex giornalista convertito all’infotainment complottista.
Ospiti:
– Prof.ssa Lucia Bianchi
– Giorgio Zanardi
– “Dott.ssa” Astra Morganti, esperta di “Fisica Quantistica Vibrazionale”
– Un plastico con la Terra piatta
SANDRO BELLOMI
Benvenuti a Verità & Rivelazioni. Stasera: i vostri figli sono davvero liberi di pensare… o la scuola li obbliga a sferificarsi?
Applauso tiepido da pubblico addestrato a reagire ogni sette secondi.
Lucia sedeva tra una pianta finta e un plastico inquietante della Terra come un disco da frisbee. Di fronte, Giorgio aveva già acceso la sua modalità profeta. Accanto a lui, la “Dott.ssa” Astra Morganti fissava l’obiettivo con l’intensità mistica di chi sente le onde vibrazionali del WiFi.
SANDRO
Professoressa Bianchi, è vero che lei ha detto in aula che la Terra è rotonda senza offrire il diritto di replica ai suoi studenti?
LUCIA
Io ho spiegato il programma ministeriale di scienze. Non è un talk show. Non c’è il televoto.
GIORGIO
Ecco! L’educazione dovrebbe essere democratica! La verità non può essere imposta col righello!
ASTRA MORGANTI
(intervenendo con voce ieratica)
L’universo è fatto di frequenze. Se uno crede che la Terra sia piatta, quella è la sua risonanza. Non si può correggere la vibrazione di un’anima con un libro di fisica.
Lucia la fissò.
Si voltò verso Sandro.
LUCIA
Mi scusi, ma… ha appena detto che l’anima ha una risonanza geometrica?
SANDRO
(annuendo serio)
Eh, professore’, oggi la scienza è una delle opinioni possibili.
LUCIA
(ferma, glaciale)
No. Non lo è. La scienza non è democratica. Non si vota se due più due fa quattro. E la Terra non cambia forma in base al numero di like.
Silenzio. Poi applausi registrati.
GIORGIO
Tipico. Derisione. Intolleranza verso chi non si curva alle regole.
ASTRA
Le onde sono infastidite. Lo sento nel chakra pelvico.
[FUORI CAMPO – NARRAZIONE SATIRICA]
E mentre il pubblico cercava di capire se era tutto vero o una puntata di Scherzi a Parte, Lucia Bianchi comprese finalmente cosa significava combattere per la verità:
non era una guerra di idee, ma di WiFi.
Capitolo 7 – Eppur si connette
Luogo: Aula di tribunale. Diretta streaming. Pubblico assiepato tra curiosi, influencer e opinionisti improvvisati. Un plastico della Terra piatta troneggia sul banco degli imputati.
Sotto il banco del giudice, una presa HDMI dorme da mesi.
GIORGIO ZANARDI
(al microfono, visibilmente sudato)
…e quindi, vostro onore, chiediamo che la scuola pubblica venga riformata per includere tutte le teorie cosmologiche alternative. La scienza non è proprietà privata. La Terra è piatta, l’Antartide è un muro di ghiaccio, e la gravità è un concetto emotivo.
GIUDICE
(togliendosi gli occhiali)
“Concetto emotivo”?
GIORGIO
La verità non può essere imposta con formule! È un sentire! È un’intuizione collettiva!
LUCIA BIANCHI
(alzandosi con calma)
E io dico che la scienza non è un’opinione. È il tentativo, umile ma continuo, di avvicinarsi alla realtà… anche quando non ci piace.
Mormorii. I due schieramenti si fronteggiano: da una parte la logica, dall’altra la logica alternativa.
GIORNALISTA
(posizionando il microfono)
Professoressa, come può “dimostrare” che la Terra è rotonda… ora, qui?
Lucia apre bocca per rispondere. Ma non ne ha più voglia. In quel momento, qualcosa cambia.
Una giovane assistente tecnica della corte – Serena, 24 anni, stagista non retribuita con uno sguardo sempre sul punto di abbandonare il pianeta – si avvicina timidamente al giudice.
SERENA
(scocciata ma educata)
Vostro onore, ci sarebbe un astronauta collegato in videochiamata dalla Stazione Spaziale Internazionale. Chiede se può intervenire.
Silenzio generale.
GIUDICE
Scusi… cosa?
SERENA
Ha visto la diretta del processo. Dice che può mostrare in tempo reale la curvatura terrestre, se colleghiamo il cavo HDMI.
Lucia sgrana gli occhi. Giorgio vacilla. Il giudice alza le spalle.
GIUDICE
Colleghiamolo.
In pochi secondi, lo schermo del tribunale – usato fino a quel momento per proiettare grafici storti e slide Comic Sans – si illumina.
Appare una finestra verso l’orbita terrestre.
Un uomo in tuta spaziale, sorridente. Sul fondo: la Terra. Blu. Tonda. In movimento.
ASTRONAUTA
(in tono calmo, professionale)
Salve a tutti. Mi chiamo Luca. Sono a 408 km sopra di voi. In questo momento sto orbitando attorno alla Terra a 28.000 km/h.
Come potete vedere, la curvatura è evidente. Nessun bordo. Nessuna cupola. Nessuna pizza cosmica.
Tra dodici minuti vi ripasso sopra. Se sventolate una bandiera, forse vi vedo.
Silenzio assoluto.
Giorgio cerca qualcosa da dire. Muove le labbra, ma il cervello è in buffering.
GIORGIO
(sussurrando)
Forse è un green screen.
LUCIA
(semplicemente)
È la scienza.
Pausa. Poi l’aula esplode: applausi, urla, reazioni. Alcuni terrapiattisti lasciano indignati, altri filmano tutto per “verifiche indipendenti”.
Il giudice batte il martelletto.
GIUDICE
La corte respinge la denuncia. E consiglia, a titolo personale, una visita all’osservatorio più vicino. Udienza tolta.
[FUORI CAMPO – NARRAZIONE SATIRICA]
La scienza era comparsa, letteralmente, per un attimo.
Non aveva insultato, non aveva urlato. Aveva solo mostrato ciò che era.
Come fa sempre.
Anche se nessuno ci clicca sopra.
Epilogo – Post-Verità
Tre mesi dopo il processo.
L’Italia aveva già dimenticato il caso.
Il pubblico si era spostato su nuovi argomenti: una giraffa vegana in fuga da uno zoo didattico, un presunto microchip trovato in un peperone, e il ritorno di un ex tronista diventato astrofisico (o forse l’inverso).
Ma per chi c’era stato, per chi aveva vissuto il processo della Terra contro la Terra, le onde si sentivano ancora.
Lucia Bianchi
Tornò in classe. Più tranquilla, forse.
I suoi studenti ascoltavano un po’ di più. Alcuni per rispetto. Altri per timore che anche lei potesse chiamare un astronauta in diretta.
Sul suo armadietto, una collega aveva appeso un biglietto:
“La gravità ha vinto. Per ora.”
Ogni tanto, ci sorrideva.
Andrea Zanardi
Aveva iniziato a fare domande diverse, meno sicure.
Non diceva più “è tutto falso”, ma “come si fa a saperlo?”.
Lucia lo considerava un progresso.
Aveva iniziato a interessarsi all’astronomia. E a un compagno che parlava solo in coordinate stellari.
Il suo nuovo progetto?
“Se la Terra è tonda… cosa c’è fuori dal sistema solare?”
Finalmente, una domanda sensata.
Giorgio Zanardi
Fondò un nuovo movimento:
“Terra 2.0 – Non è la forma, è la verità che ci schiaccia.”
Andava poco.
Nel suo canale Telegram, gli iscritti scesero a 87.
Poi a 12.
Poi sua sorella lo bloccò.
Fece una diretta indignata in cui disse:
“Comunque anche se la Terra fosse rotonda… non è detto che debba esserlo per forza.”
Dott.ssa Astra Morganti
Lanciò una linea di prodotti chiamata “Curva Vibrazionale”:
– creme anticurvatura
– tazze motivazionali con scritto “La tua realtà ha bisogno di te”
– un corso da 300 euro per “risintonizzarsi sul piano reale”
Divenne ospite fissa a Verità & Rivelazioni, dove spiegava il meteo in base al karma.
L’Italia
Non imparò molto.
Ma alcuni studenti sì.
E a volte, basta quello.
Ultima riga del registro di Lucia
“Oggi, nessuno ha contestato la forma della Terra. Solo il compito in classe.”
Era un inizio.
FINE

Post scriptum
🇮🇹 In Italia
Non esistono sondaggi ufficiali recenti e affidabili su questo tema, ma si può fare qualche stima:
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Secondo alcune indagini indirette (es. analisi di Google Trends, gruppi Facebook, articoli e interviste), si stima che i terrapiattisti in Italia siano qualche migliaio fino a poche decine di migliaia.
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Una cifra plausibile, puramente ipotetica, potrebbe essere tra 5.000 e 20.000 persone, su una popolazione di circa 60 milioni di abitanti.
Questo equivarrebbe a circa lo 0,01% – 0,03% della popolazione.
