La distopia è stata servita su un piatto d’argento. Forse non ce ne accorgiamo ma siamo dentro quelle trame, immersi in un orizzonte appannato che ha il sapore acre di una catena globale che stringe la morsa…

Un futuro distopico

La distopia è stata servita su un piatto d’argento. Eppure lo sapevamo. In molti hanno avvertito, lanciando un appello accorato. Gli ultimi saggi del secolo scorso – come René Guénon(1) − hanno tentato di spiegare l’allarmante degenerazione dell’umanità mettendo in luce “i segni dei tempi”, per citare l’espressione evangelica. E sono in molti ad essersi cimentati nella scrittura di testi di genere distopico, i quali soprattutto alla fine dell’Ottocento e per tutto il Novecento hanno descritto un mondo a venire che ad oggi supera le loro profetiche visioni.

robot woman and hologram display

Forse non ce ne accorgiamo ma siamo dentro quelle trame, immersi in un orizzonte appannato che ha il sapore acre di una catena globale che stringe la morsa, azzerando la possibilità di fuga. Questo mondo non ha più ossigeno per sopravvivere. Non a caso questo virus attacca i polmoni. Una drammatica metafora dell’esistenza attuale. Si boccheggia in un vuoto fluttuante. Come siamo giunti a questo punto? Per una malattia spirituale. L’uomo si è ammalato di hybris(2). La ribellione a Dio ed alle sue leggi naturali ci ha traghettati nel nuovo mondo. Da soggetti con un’anima siamo divenuti oggetti con una tecnica. Da uomini di carne e ossa stiamo diventando cyborg. Il progetto viene da lontano ed è stato architettato da menti raffinatissime. A piccole dosi la rana-umanità, per riprendere la metafora di Noam Chomsky(ndr), sta per essere bollita. Soggetti e terra d’elezione di questo scempio, soprattutto i bambini, l’umanità del futuro. Aldous Huxley(3) lo descrisse bene in uno dei suoi testi più citati in questo momento storico:

“Il principio della rana bollita”

 The Brave New World(L.C.). Autore, Huxley, che viene menzionato come dotato di profezia. Non può sfuggire, a tal proposito, il fatto che lui e la sua famiglia erano parte di un’élite dinastica già a partire dal suo fondatore (nonché suo nonno) Thomas Henry Huxley. Quindi si può supporre che il fine romanziere avesse delle fresche informazioni. Illazioni, non v’è dubbio: ma come possiamo giustificare la parte iniziale di The Brave New World, in cui il Direttore del centro di Incubazione mostra agli studenti gli incubatori ed i file di provette numerate? Nonché le provviste settimanali di ovuli? Il tutto per produrre, modificandone il corso durante lo sviluppo embrionale, esseri umani atti a quel o quell’altro livello di esistenza.

A tal proposto il fratello di Huxley, Julian, fu biologo e genetista, e successivamente primo direttore dell’UNESCO. Fu proprio lui che approfondì il concetto di transumanesimo. Termine coniato dal gesuita e paleontologo francese Pierre Teilhard de Chardin(4). Strane coincidenze, poiché la direzione che l’umanità sta prendendo pare essere quella. A piccoli, dannati morsi, il mostro transumanista sta divorando le anime e i corpi. Ed ecco che il sembiante perde le sembianze. La maschera-mascherina che indossiamo tutti ci stravolge il volto; solo gli occhi sono visibili, specchio dei moti dell’anima, un’anima persa poiché senza guida divina e speranza. Ci stiamo trasformando in monadi e giriamo folli in un labirinto di regole dittatoriali come fossimo all’interno di un videogioco simil Pac-Man. L’uomo macchina è già tra noi. Virtualizzazione e digitalizzazione del reale stanno prendendo il posto di corpo e anima. Prosciugata quest’ultima dalla mancanza di Dio e della fiducia nella sua Misericordia. Il dividi et impera ci separa gli uni dagli altri. I corpi sono freddi, distanti, intoccabili. È il mondo virtuale di Second Life e noi siamo degli Avatar. Ciò che era caldo, inteso come umano, sta divenendo freddo e robotico. Appendici di comunicazione al corpo sono i vari dispositivi tecnologici che identificano e ci identificano regalandoci una finta e fredda socialità. La piattaforma virtuale è la nuova piazza. Siamo caduti in un vortice stracolmo di pece, velocemente. Eppure abbiamo avuto tempo per osservare questa realtà ed opporci. Ci è stata mostrata.

L’elite globalista di fronte alle nuove sfide all’ordine globale

Le indagini si concentrano sul neocapitalismo globalista, oltre che sulla mancanza di fede e la totale negazione della Tradizione. Emblematica in tal senso la scena di un film, carta d’identità di questa nuova umanità già monade prima del “distanziamento sociale” imposto. Paesaggio della scena, un centro commerciale: nuova linfa vitale di creature la cui esistenza è stata fagocitata da superflui e caduchi beni secondari. Il regista George A. Romero dallo schermo alla realtà ci getta addosso la verità sotto forma di finzione. Un pugno allo stomaco. Creature senza coscienza propria si aggirano robotiche dentro un centro commerciale: “Hanno poca intelligenza e nessuna capacità di ragionamento. Gli restano alcune capacità elementari”, spiega la voce narrante. Aggiungeremmo a quella voce: hanno perso l’anima, sono zombie. Nel celebre romanzo di Philip K. Dick, “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?(L.C.) trasposto nel celebre film Blade Runner, abbiamo i replicanti, simulacri perfetti di esseri umani. Nel corso della storia Rick, il cacciatore di taglie, preposto alla individuazione dei non-umani, inizia a sviluppare dubbi su cosa sia davvero un essere umano. Distopia che sfiora la realtà attuale, drammaticamente.

Prima dell’assoluto annichilimento dovremmo quindi chiederci: come ribellarci a questa ibridazione tra umano cosciente e non-umano virtuale? Come farlo, prima che sia troppo tardi?

Valentina Ferranti

 

 

 

Fonte: Il Pensiero Forte dell’11 Novembre 2020

 

Note:

  • (1) René-Jean-Marie-Joseph Guénon, conosciuto anche come Shaykh ‘Abd al-Wahid Yahya dopo la conversione all’Islam (Blois, 15 novembre 1886 – Il Cairo, 7 gennaio 1951), è stato uno scrittore, filosofo, esoterista, intellettuale francese. La sua opera, concepita a partire da una ridefinizione in senso tradizionale della nozione di metafisica, intesa come «conoscenza dei principî di ordine universale» da cui tutto procede, non si presenta, nelle intenzioni dell’autore, come un sistema filosofico basato sul sincretismo o come la formalizzazione di un pensiero neospiritualistico, ma è volta all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette «forme tradizionali» (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Buddhismo, Ermetismo, Libera Muratoria, Compagnonaggio, Paganesimo, Alchimia ecc.), intese come differenti espressioni del sacro, funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. «Tutto ciò che è, sotto qualsiasi modalità si trovi, avendo il suo principio nell’Intelletto divino, traduce o rappresenta questo principio secondo la sua maniera e secondo il suo ordine d’esistenza; e, così, da un ordine all’altro, tutte le cose si concatenano e si corrispondono per concorrere all’armonia universale e totale, che è come un riflesso dell’Unità divina stessa.» (René Guénon, Il Verbo e il Simbolo, gennaio 1926, ora in Simboli della Scienza sacra, Adelphi, Milano 1975, p. 22)
  • (2) Hybris è un topos (tema ricorrente) della tragedia greca e della letteratura greca, presente anche nella Poetica di Aristotele. Significa letteralmente “tracotanza”, “eccesso”, “superbia”, “orgoglio” o “prevaricazione”. Si riferisce in generale a un’azione ingiusta o empia avvenuta nel passato, che produce conseguenze negative su persone ed eventi del presente. È un antefatto che vale come causa a monte che condurrà alla “catastrofe” della tragedia. Il tema ricorre molto frequentemente nella Divina Commedia di Dante Alighieri in ottica cristiana; qualsiasi peccato può essere ricondotto all’hybris dell’uomo, che tenta di arrivare con la ragione a comprendere i misteri del divino, ponendosi egli stesso come Dio. Hybris è il nome di una figura correlata al mito greco, secondo il quale personificava violenza e dismisura, in contrapposizione con Diche («la Giustizia»). Esiodo, rivolgendosi al fratello Perse, lo incita ad ascoltare Diche e non a preferirle Hybris. Passava per essere la madre di Coros («la Sazietà») “che freme terribilmente, deciso ad attaccare dappertutto”, oppure Coros era ritenuto suo padre, secondo il gioco dei simboli. Non possiede alcuna leggenda in nessun mito. Una tradizione poco conosciuta narra che si unì a Zeus, e che da lui ebbe un figlio, il dio Pan, divinità dei boschi.
  • (3) Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963) è stato uno scrittore britannico. Famoso per i suoi romanzi, alcuni dei quali, come Il mondo nuovo e L’isola appartengono al genere della narrativa distopica, ha inoltre pubblicato saggi, racconti brevi, poesie e racconti di viaggio. Oltre alla laurea in Lettere, conseguì a Oxford, nel 1915, quella in Scienze Biologiche. Huxley era un umanista e pacifista, ma è stato anche interessato a temi spirituali come la parapsicologia e il misticismo filosofico. Era noto anche per sostenere e fare uso di allucinogeni. È uno dei più eminenti membri della famosa famiglia Huxley. A partire dalla fine della sua vita Huxley è stato considerato, in alcuni circoli accademici, un leader del pensiero moderno e un intellettuale del più alto rango.
  • (4) Pierre Teilhard de Chardin (Orcines, 1º maggio 1881 – New York, 10 aprile 1955) è stato un gesuita, filosofo e paleontologo francese. Se fu conosciuto in vita soprattutto come scienziato evoluzionista, ebbe notorietà come teologo soltanto dopo la pubblicazione postuma dei suoi principali scritti, tra i quali spiccano Il fenomeno umano (considerato il suo principale lavoro), L’energia umana, L’apparizione dell’uomo e L’avvenire dell’uomo che parimenti descrivono le sue convinzioni teologiche e scientifiche. In qualità di paleoantropologo fu anche presente alla scoperta dell’Uomo di Pechino. La scoperta del Teilhard teologo avvenne successivamente; Giancarlo Vigorelli in un suo libro del 1963 lo definisce già nel titolo “il gesuita proibito”.
Fonte

 

Libri Citati

  • Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo
  • Aldous Huxley
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar BIS 1+1
  • Anno edizione: 2020
  • In commercio dal: 23 luglio 2020
  • EAN: 9788804733836. Acquista. € 9,99

 

 

Descrizione

Scritto nel 1932, Il mondo nuovo è un romanzo dall’inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Al romanzo seguono la prefazione all’edizione 1946 del Mondo nuovo e la raccolta di saggi Ritorno al mondo nuovo (1958), nelle quali Huxley tornò a esaminare le proprie intuizioni alla luce degli avvenimenti dei decenni centrali del novecento.

 

  • Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
  • Philip K. Dick
  • Traduttore: Riccardo Duranti
  • Curatore: Carlo Pagetti
  • Editore: Fanucci
  • Collana: Narrativa tascabile
  • Anno edizione: 2017
  • Formato: Tascabile
  • In commercio dal: 24 luglio 2017
  • Pagine: 269 p., Brossura
  • EAN: 9788834733752.   Acquista. € 9,40

 

Descrizione

 Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all’estinzione intere specie, costringendo l’umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore. Anche l’uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono stati banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici. A San Francisco vive un uomo che ha l’incarico di “ritirare” gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano a volte il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano.

 

(ndr)

“Il principio della rana bollita”

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

  • NEOLIBERISMO, TOTALITARISMO POSTMODERNO.

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