A norma di legge e in linea di principio, in Germania è stata ufficialmente abolita la famiglia

LA FAMIGLIA È FINITA I PARENTI ME LI SCELGO IO

Marco Bauschmann

A norma di legge e in linea di principio, in Germania è stata ufficialmente abolita la famiglia. Nel paese guida dell’Europa è passata una legge che mina alle radici il diritto di famiglia e l’istituzione stessa della famiglia, fondata sul principio naturale della consanguineità e dell’ereditarietà. Il ministro della giustizia liberale, e sottolineo liberale, Marco Bauschmann membro del nuovo governo – peraltro in caduta libera nei consensi – ha partorito una legge frutto dell’intesa laica e progressista tra socialdemocratici, liberali e sorci verdi, nel senso di ecologisti, in cui si riconosce legalmente “la parentela elettiva”. Ossia i legami affettivi, mutualistici e patrimoniali non sono più ereditati dai legami famigliari, ma sono liberamente scelti dalle singole persone, a proprio gusto. Naturalmente gli esempi addotti sono sempre al limite, del tutto minoritari e tutto sommato niente di traumatico: due persone anziane che convivono e che decidono di privilegiare la loro relazione rispetto a quelle con i loro parenti, anche sul profilo legale. E il primo sottinteso è che la legge serve in realtà a dare un’ulteriore spinta nelle unioni omosessuali.

Ma l’aspetto devastante e contronatura della legge è proprio nel principio che viene legittimato in sostituzione del diritto famigliare come lo abbiamo finora conosciuto; un diritto che non è nemmeno tradizionale o solamente cristiano, perché era già attivo negli usi e nei costumi delle epoche precristiane e nelle civiltà che cristiane non sono. Io mi scelgo i famigliari, non li eredito dal destino, dai legami naturali, dalla famiglia. Non solo i cugini, i pronipoti, le zie; una volta stabilito che i legami parentali sono elettivi, posso mettere in discussione anche i legami con i genitori, con i fratelli, con i figli e sostituirli a mio piacere. Detto in altri termini, viene estesa la possibilità di divorziare non solo dal proprio coniuge, con cui peraltro il rapporto fu già in origine volontario, elettivo; ma anche dai propri padri, le proprie madri, i propri fratelli, le proprie sorelle, i propri figli, cioè dai legami che non si scelgono ma sono sanciti dalla biologia. Divorzio anche da chi per natura e destino ci appartiene, con cui abbiamo legami di dna, di sangue e genetica. Ci sarà un giorno una Laica Rota che annullerà perfino i legami genitoriali o filiali certificando che quei rapporti sono annullati, cancellati? “Io sono ciò che voglio essere” è il principio che muove ormai da tempo la cultura d’oggi nelle sue applicazioni politiche e giuridiche, civili e sociali.

Colta la sostanza, vediamo come viene confezionato e venduto nella forma: viene chiamata “comunità di responsabilità” – ma che bel nome – reso ancora più rimbombante nella lingua tedesca: Verantwortungsgemeinschaft e già capisci dalla solennità del parolone con coda a strascico, che sarà una specie di tempesta, anzi di Sturm und Drang che si abbatte sulle famiglie.

Per rassicurare i conservatori e i cristiani, che in Germania sono ancora tanti e figliano in modo più attivo rispetto a noi italiani, l’argomento principe è sempre lo stesso: ma tu che sei per la famiglia “naturale” o “tradizionale” cosa ti cambia? Tu continuerai a privilegiare i rapporti parentali ereditati, ma lascia che chi non la pensa come te decida diversamente.

Ora, non ci vuole molto per capire, che se tu sostituisci per legge la natura con la volontà, il destino con il desiderio, i legami con la libertà assoluta di autodeterminarsi, non stai facendo una scelta individuale che non incide sugli altri, ma stai ridisegnando l’assetto della società e stai relegando la famiglia da struttura portante della società a residuo antico di legami in via di estinzione, da sostituire con i rapporti elettivi. In realtà nella vita concreta, noi già frequentiamo chi vogliamo, gli amici, le fidanzate e le mogli ce le scegliamo, come ci scegliamo le persone e i movimenti con cui vogliamo condividere tratti importanti della nostra vita. E perfino sul piano patrimoniale e sociale, possiamo donare i nostri beni a chi vogliamo – finché siamo in vita – o possiamo condividere la loro proprietà con altre persone nel momento in cui l’acquisiamo. C’è invece il diritto ereditario che tutela vedove, minori, famigliari più deboli, sul piano patrimoniale e pensionistico.

Ora invece c’è un attacco concentrico, o perlomeno bilaterale, al principio naturale di eredità e dunque di identità e di trasmissione, in cui ancora una volta emerge la solita alleanza tra progressisti e capitalismo finanziario, tra liberal-radical e mercato globale: colpire le eredità, tassare, punire, sciogliere i legami naturali spezzando ogni trasmissione diretta di beni, diritti e sostanze. La società globale ci vuole sradicati, apolidi, spiantati, soprattutto atomi; non famiglie, non persone con legami. Chiamiamola col bel nome di comunità di responsabilità ma va lette a rovescio, è un colpo e uno sfregio alle comunità naturali.

Queste leggi, ora a livello nazionale, ora a livello europeo, passano alla chetichella e sempre con nomi sgargianti e motivazioni nobili, più qualche placebo rassicurante, in cui ci sfugge la vera portata, lo scopo finale e la “ratio” che le ispira: non sono mattoni per costruire un altro modello di società ma sono mattoni sottratti uno dopo l’altro per sfasciare la casa che abbiamo ereditato dalla storia e dalla civiltà, dalla natura e dalla tradizione, dalla religione e dalla famiglia. Se passa a tutti i livelli, e anche a norma di legge, il principio che io sono ciò che voglio essere e decido tutto della mia vita, sesso e famigliari inclusi, e non ciò che la natura, la storia, la tradizione, i miei avi e i miei genitori, hanno generato – e che io naturalmente rielaboro attraverso la mia libertà e la mia sensibilità, le mie possibilità e la mia intelligenza – finisce l’idea stessa di comunità e perfino quella di società. Siamo solo monadi, nomadi, atomi nell’infinito presente globale e possiamo ricusare i nostri genitori come i nostri figli, se non ci stanno (più) bene. Buonanotte umanità.

 

 

Fonte: MV, La Verità (8 febbraio 2022)

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