Spesso si dice che i vari G7 non sono altro che inutili passerelle

LA FARSA DEL G7 CONTRO IL FUTURO


Spesso si dice che i vari G7 non sono altro che inutili passerelle  il cui unico scopo è quello di testimoniare l’esistenza in vita del potere occidentale. Che poi siano ridicole è ovvio visto la natura degradata di tale potere: girano centinaia di foto di scena che paiono tratte da numeri d’avanspettacolo. Tuttavia, da qualche tempo la futile kermesse è cambiata, si è trasformata in qualcosa d’altro, in una commedia dell’assurdo il cui scopo è quello di dichiarare guerra alla realtà stessa. Leader al tramonto che recitano un kabuki, tutti aggrappati a un leader con pannolone che fa dire e fare ai suoi burattini cose assurde per tentare di essere rieletto e comunque per asserire la legge del più forte e del più assetato di sangue.

Una maschera Kabuki

Queste immagini del padrone incontinente con cagnolini faranno ridere le prossime generazioni, ma fanno piangere quelle ancora in vita perché nel disperato tentativo di negare la sconfitta subita, aumentano sempre la posta pur avendo in mano una scala fallita: così incredibilmente tutti hanno abbaiato (qualcuno che conosciamo persino miagolato) alla trovata di Biden di dire che la guerra in Ucraina può ancora essere vinta. È del tutto evidente dai numeri stessi che gli Stati Uniti e tanto meno l’Europa sono in grado di fornire i sistemi d’arma di difesa aerea, artiglieria e corazzati di cui l’Ucraina sostiene di aver bisogno per fermare i russi. Ma se anche si potessero fornire realmente quelle armi, l’Ucraina non ha più gli uomini necessari, né la capacità di addestrare un esercito in grado di fermare le truppe di Mosca. Le notizie dal campo di battaglia diventano ogni giorno più terribili: la Russia sta metodicamente distruggendo le forze di Kiev, la residua capacità industriale e le reti elettriche, impedendo di fare qualcosa di significativo, a parte dedicarsi al terrorismo sui civili, per alimentare la narrazione. Un esempio rilevante di tutto questo è che sono stati promessi a Kiev una sessantina di F16, mentre solo 12 piloti ucraini sono stati addestrati al loro uso. E sono stati formati negli Usa dove nessun pilota ha mai avuto esperienza di combattimento se non negli studi di Hollywood: non ci sono Maverick al di fuori della pellicola.

E tuttavia questo sinedrio di idioti va avanti con il suo degradante teatrino, poi in separata sede agisce diversamente. Proprio ieri Germania e Polonia hanno dichiarato che non daranno all’Ucraina nessuno dei loro sistemi di difesa aerea Patriot. E gli Stati Uniti non hanno scorte in magazzino da poter spedire a Kiev. L’unica cosa che possono inviare all’Ucraina sono più soldi, il che immagino vada bene per Zelensky e la sua banda di truffatori. Ruberanno quello che possono prima che tutta questa farsa chiuda i battenti. Ma l’unica via per poter “salvare” un’Ucraina dissanguata è la guerra nucleare.

Ma a proposito di denari è stata messa in atto una serie di nuove sanzioni da parte di un G7 che ha una forza economica inferiore a quella dei Brics. Questa volta si tenta di agire in tre direzioni, una è il blocco delle negoziazioni in dollari ed euro alla borsa di Mosca, l’altra la minaccia di punizioni per le banche che potrebbero aiutare lo sforzo bellico russo, leggi banche cinesi mentre la terza è la decisione di usare gli interessi dei soldi russi bloccati in Occidente, ma soprattutto in Europa, per sostenere l’Ucraina e i suoi ras mangiatutto. È chiaro che si tratta di una manifestazione terminale della stupidità occidentale: intanto perché comunque le transazioni in dollari continueranno comunque sul mercato Otc, ovvero su quello non soggetto ad alcuna precisa regolamentazione, cosa che fa respirare i clienti esteri delle banche russe e che ha risparmi in biglietti verdi, poi perché questo accelererà il declino del dollaro in favore degli scambi in yuan-rublo che già oggi definisce il 54% della transazioni di Mosca (più ovviamente quelle in altre valute non G7) e darà una spinta alla creazione di Unit la nuova moneta universale che i Brics stanno studiando. Russia e Cina inoltre saranno spinte ad un’alleanza ancora più stretta e l’Europa sarà abbandonata dagli investimenti visto che non è prudente lasciare soldi nelle mani dei ladri. Evidentemente come accade in certi suicidi si vuole proprio che non ci sia possibilità di sopravvivenza.

Volete una conferma? È arrivata il giorno stesso in cui è stata resa nota questa bella pensata quando è giunta voce che l’Arabia Saudita avrebbe rifiutato di rinnovare il suo presunto “accordo cinquantennale sul petrodollaro”, firmato il 9 giugno 1974. D fatto quell’accordo era già nullo da diversi anni, ma che non si pensi più a un rinnovo pro forma è l’epitaffio sul petrodollaro, anche perché Riad sta pensando seriamente di vendere petrolio in cambio di yuan. Per decenni l’idea di abbandonare il dollaro è sembrata ridicola, in particolare per le nazioni più piccole che non possiedono le stesse risorse di una superpotenza come la Russia. Ma ora che essa sta mostrando loro la strada, dimostrando che non c’è nulla di spaventoso nel superare quella barriera mentale di schiavitù coloniale imposta e di egemonia finanziaria, ci si può legittimamente aspettare che il resto del mondo segua rapidamente l’esempio della Russia. La domanda non è la direzione delle cose, ma quanto velocemente esse procederanno: la loro traiettoria è quasi certa, resta solo da vedere quanto rapidamente i Paesi che gravitano attorno ai Brics riusciranno a concordare meccanismi per metterli in pratica. La compagnia teatrale G7 sta per chiudere i battenti e le prossime recite saranno sempre peggiori.

Redazione

 

 

 

 

 

 

 

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