Confini, ricatti e guerre della diplomazia

«La farsa dell’invasione: Spagna punita da Netanyahu»
L’apertura improvvisa del confine marocchino rivela pressioni geopolitiche, ritorsioni diplomatiche e interessi strategici convergenti.
Il Simplicissimus
L’improvviso afflusso di migliaia di giovani marocchini verso Ceuta difficilmente può essere letto come un semplice episodio migratorio. Dietro la crisi emergono interrogativi sulla regia politica dell’evento, sul ruolo delle autorità marocchine e sulle tensioni diplomatiche che hanno coinvolto la Spagna dopo le sue prese di posizione nei confronti di Israele. L’articolo analizza come i flussi migratori possano trasformarsi in strumenti di pressione geopolitica, mettendo in luce il sottile intreccio tra immigrazione, interessi strategici e rapporti di forza nel Mediterraneo. (N.R.)

Perché all’improvviso 60 mila giovani marocchini in età di leva si accalcano attorno a Ceuta in cerca della solita “vita migliore”? Da alcuni decenni questa enclave spagnola in Africa, assieme a Melilla è interessata a uno stillicidio di immigrazione clandestina, tanto che la stessa Ue ha collaborato con Madrid a sigillare il confine, operazione che tuttavia ha dato scarsi risultati. Ma è ovvio che è proprio l’invasione massiccia è il metodo migliore per avere la certezza di essere respinti e riportati a casa: le ragioni sono ovvie e vanno dalle considerazioni di ordine pubblico a quelle politiche. E questo tutti lo sanno ormai piuttosto bene: l’invasione massiccia va proprio contro l’interesse dei migranti stessi. Ora guardate questo video che mostra come i giovani invasori siano stati accompagnati al confine dalla stessa polizia marocchina:
Si tratta di uno delle decine e decine di video che riprendono vari momenti di questa invasione che in realtà è un’operazione orchestrata volta a erodere il sostegno al governo spagnolo di sinistra e al suo presidente apertamente antisionista Pedro Sánchez. I burattinai che hanno agito con la complicità del governo di Rabat, sono i soliti noti: Bibi Netanyahu e il “piccolo” Marco Rubio per fabbricare una finta crisi che avrebbe “dato una lezione alla Spagna”. Le ragioni sono ovvie: la Spagna è l’unico Paese che ha dichiarato pubblicamente e ufficialmente la propria indisponibilità ad aiutare Stati Uniti e Israele a commettere il genocidio a Gaza, che ha riconosciuto la Palestina nel 2024, che ha imposto un embargo totale sulle armi a Israele, che imitato il suo spazio aereo durante la guerra con l’Iran…». Quindi, nell’ultimo anno, Israele ha minacciato apertamente la Spagna, affermando che dovrà affrontare delle conseguenze se non sosterrà Israele. E degli idioti americani (perdonatemi quella che è diventata ormai una tautologia) come Marco Rubio hanno detto negli ultimi mesi che il Marocco dovrebbe mandare migranti in Spagna, e invaderla. Lo stesso New York Times conferma che sono state proprio le autorità marocchine ad organizzare l’Invasione.
Del resto lo stesso Ynet News, sito online del quotidiano filo governativo Yedioth Ahronoth, il più diffuso in Israele, conferma in maniera inequivocabile la natura di questa “invasione”:

Il quadro generale è dunque più vasto rispetto a quello di una semplice punizione per Sanchez, ma si tratta di una estensione del progetto della Grande Israele che si propone anche di “sistemare” il Mediterraneo e questo grazie a un personaggio del tutto succube di suggestioni pseudo millenariste e parareligiose.

