”C’erano una volta i mercati rionali…

LA GUERRA CONTRO I MERCATI RIONALI
C’erano una volta i mercati rionali. E ci sono ancora. Ma il lieto fine pare che sia da escludere. Non perché mancano i giovani interessati a fare i mercatali. Non perché le direttive europee sulla concorrenza sono destinate a far arrivare nelle piazze le multinazionali del broccolo e del calamaro. No, i banchi del mercato saranno uccisi dalla burocrazia tutta italiana. Una miriade di controlli inutili, di vessazioni continue che, in particolar modo, colpiscono il settore alimentare.

Ah già, la sicurezza d’abord. Eppure non si ricordano stragi di massaie italiane, di mariti e figli, quando i banchi del pesce erano di legno. In compenso si ricordano perfettamente le minacce ed i sequestri di formaggi ed insaccati, da parte dei solerti esecutori di ordini, per adeguarsi alle normative di Bruxelles.
Ma si ricorda anche la risposta di un noto produttore di formaggi di qualità di fronte ad un funzionario italiano che, nel nome sacro dell’Unione europea, provava ad impedire la produzione di un formaggio avvolto in una foglia di vite: “Dove è scritto che non si può?”. Ovviamente non era scritto, ed il formaggio continua ad essere prodotto.
E lo stesso era successo con gli insaccati, il burro ed il formaggio d’alpeggio in Valle d’Aosta. Tutto vietato da Bruxelles. Poi, in un convegno a S. Vincent, l’allora commissaria europea in collegamento video in diretta, aveva chiesto le ragioni della rabbia e della protesta dei produttori: “Noi non abbiamo mai messo questi divieti – aveva assicurato – sono i vostri funzionari che vietano tutto, ma senza alcun appiglio europeo”.

Ora la guerra ai mercatali è ripresa. Ed il numero dei banchi si riduce. Si nota soprattutto in città come Torino dove i mercati rionali sono quotidiani in quasi tutti i quartieri. Anche se alcune zone hanno visto la scomparsa del mercato. Mentre il comune, non l’Unione europea, ha permesso l’apertura di supermercati proprio a ridosso dei mercati rionali. Così, tanto per aiutare la categoria. E poi controlli su eventuali centimetri di sforamento delle dimensioni dei banchi, la distanza tra loro.
La burocrazia fine a se stessa.
