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LA LEVA OBBLIGATORIA: UN SUICIDIO CERTO PER L’UE


Essere dentro una strada senza uscita significa che qualunque cosa tu faccia si rivolgerà contro di te. Ed è per questo che il dramma farsesco del milieu politico europeo non ha soluzione: fare vincere palesemente la Russia in Ucraina significherebbe la sua fine, specie dopo aver imposto enormi sacrifici ai cittadini promettendo un’immancabile vittoria. Ma anche fare la guerra alla Russia avrebbe il medesimo effetto. Qui ovviamente non si tiene conto del fatto che un conflitto del genere diventerebbe ben presto nucleare, ma per amore di esperimento mentale escludiamo per un attimo tale possibilità: egualmente non c’è speranza per i poteri europei che da almeno 15 anni lavorano alla trasformazione della democrazia in totalitarismo diffuso che è poi la visione del neoliberismo globalista.

Chi ha un numero sufficiente di anni da ricordare la guerra del Vietnam, sa qual è la dinamica di queste imprese: il sempre maggiore impegno in termini di uomini e mezzi a cui gli Usa furono costretti determinò una ribellione spontanea della media borghesia contro il conflitto che infatti venne disastrosamente e sanguinosamente perso, nonostante stragi di civili che ancora gridano vendetta. Non si trattava di pacifismo, di rifiuto della guerra o della violenza che in Usa sono concetti border line, del tutto estranei alla cultura locale, ma semplicemente di una sollevazione contro le troppe bare imbandierate che arrivavano da un lontano punto geografico che i più non sapevano nemmeno come trovare sul mappamondo. A quel tempo esisteva ancora la coscrizione obbligatoria, sebbene di fatto il grosso delle truppe venisse raccolto nei piccoli centri, quelli dove c’è la bandierina a stelle e strisce anche nelle toilette e i reclutatori avevano i loro casotti agli angoli delle strade, mentre per tutte quelle attività che richiedevano un certo grado di istruzione, si pescava nelle università. Così le bare che arrivavano da migliaia di chilometri di distanza non passarono inosservate, come sarebbe accaduto nelle grandi città. E questo fu il comburente della ribellione.

La marcia contro la guerra in Vietnam più grande della storia

Ora se l’Europa volesse proprio fare la guerra alla Russia dovrebbe per forza ritornare alla leva obbligatoria perché gli eserciti cosiddetti professionali sono troppo piccoli per l’impresa e i volontari sarebbero troppo pochi. Senza tenere conto del fatto che chi proprio vuole fare la guerra a fianco dei nazisti è già in Ucraina o c’era. Ma questo richiamo generale costituirebbe in breve tempo una catastrofe politica e potrebbe anzi essere la scintilla che dà fuoco alle polveri: di certo ci sarebbero fortissime resistenze comprese nelle stesse forze armate di molti Paesi in cui la vita militare è più che altro una soluzione alla disoccupazione che finora ha comportato rischi molto relativi, di certo inferiori alla probabilità di morire in un incidente stradale. In questo caso invece le bare comincerebbero ad arrivare in massa e non ci sarebbe modo di nasconderle. Non si può dire a gente allevata per disprezzare ogni cosa che sappia di nazionale, spinta a considerare come supremo valore comprare giocattoli, immersa in una generale futilità, di andare a morire per Kiev. Sarebbe come spalancare il velo di Maia sul vero senso di tutto ciò, facendo in modo che la vita e la realtà precipitino sulle case di bambola incredibilmente costruite sulle macerie dei diritti del lavoro e sullo sfruttamento selvaggio.

Dunque, non solo l’Europa non avrebbe le armi per combattere la Russia, ma nemmeno gli uomini: se le oligarchie che hanno investito in molti sensi sull’Ucraina dovessero insistere per continuare nel bagno di sangue, finirebbero col perdere tutta la posta dopo aver accumulato guadagni economici e politici enormi. Oltretutto la guerra sarebbe comunque persa: come potrebbe vincere una Nato secondo cui ci vorranno ancora vent’anni per produrre un missile ipersonico? Ecco perché le affannose parole di Macron e di altri leaderini sono solo l’altra faccia della disperazione: vogliono ciò che non possono e potrebbero solo ciò che non vogliono: quantomeno usare la ragione.

Redazione

 

 

 

 

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