“Abbiamo vinto molte battaglie: non ho ancora capito se abbiamo vinto anche la guerra…”Gianfranco de Turris

LA POLIFONIA DELLA CULTURA “NON CONFORME”

IGNORATA DALLA DESTRA FLUIDA DI GOVERNO


Una polifonia di voci che converge su un unico fuoco: l’attività di qualcuno che ha saputo introdurre nella cultura italiana autori, correnti e pensieri ben prima che il mainstream li riscoprisse, facendolo con una serietà e un rigore editoriale quasi unici in un Paese dove la produzione culturale è venduta un tanto al chilo”. Andrea Scarabelli e Giovanni Sessa, nell’introduzione al libro dedicato a Gianfranco de Turris, hanno scritto le linee guida di quella che dovrebbe essere la cultura alternativa all’egemonia della gauche intello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se, solo, la destra fluida di governo avesse un minimo di interesse per la cultura. Che non ha nulla a che fare con i nomi di coloro che hanno accettato di baciare la sacra pantofola per ottenere un incarico retribuito da qualche parte.

Scarabelli e Sessa hanno riunito poco meno di 80 autori accomunati dal rapporto con De Turris “il quale – proseguono i curatori – tra le altre cose, ha sempre evitato quelle passerelle mediatiche che finiscono per stregare, e spesso fregare, molti altri”. All’apparenza poco sembra collegare De Benoist e Zecchi, Bortoluzzi e Malgieri, Parlato e Lazzeri, Segatori e Bernardi Guardi, Mollicone e Mastrangelo, Cimmino e Marcigliano.

Eppure, sostengono Scarabelli e Sessa, tutti insieme compongono un Ambiente che, agli inizi del nuovo millennio, ha ancora molto da dire. “Anzi, di più: è forse tra i pochi a disporre delle giuste coordinate per decifrare il futuro”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse è per questo che la destra fluida di governo ignora questa parte della cosiddetta Area. Perché possiede strumenti e conoscenze che mancano totalmente agli intellettuali ufficiali. A partire da quelli sopravvissuti esclusivamente grazie a favori politici.

Mentre, scorrendo le note biografiche di chi ha partecipato alla realizzazione di “Gianfranco de Turris, uomo di espressioni varie e tradizione una” (Oaks editrice), si scopre che la “cultura non conformista e dei saperi di frontiera” è stata rappresentata, per decenni, da intellettuali che hanno avuto carriere professionali più che soddisfacenti nei rispettivi campi di attività. Senza bisogno di inventarsi alibi di discriminazione per le proprie idee politiche mai celate.

Ala.de.granha
Augusto Grandi

 

 

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