Antropologia contemporanea e politica

LA PREVALENZA DEL CRETINO

L’età dell’oro del cretino è finalmente giunta.

Andrea Marcigliano

Viviamo in tempi straordinari: il cretino, un tempo confinato ai margini della società, si gode oggi una meritata gloria. Lo troviamo ovunque, troneggiante nelle istituzioni, pontificante sui media e dominando le alte sfere politiche. Andrea Marcigliano ci conduce con leggerezza e ironia in un viaggio tragicomico fra dichiarazioni surreali e personaggi imbarazzanti che segnano inequivocabilmente la prevalenza indiscussa del cretino nella società contemporanea. (Nota Redazionale)


È, ormai, un dato di fatto. Indiscutibile. Potremmo dire un partito di maggioranza. Assoluta, almeno nei posti che contano. Dominante nelle, cosiddette, alte sfere.

Prevalente su tutti. E, soprattutto, protervo e invadente.

Il cretino. È, decisamente, il suo momento storico. Mai, in precedenza, aveva goduto di tante fortune. Mai si era trovato nei posti più delicati di governo. Mai aveva avuto occasione di pontificare su tutto e tutti.

Mai come ora.

Così capita, sfogliando il web o i giornali, di sentire dichiarazioni che lasciano, sinceramente, esterrefatti.

La Camera degli asini

Ad esempio, uno fra tanti, la deputatessa del centro destra, che ha cambiato diverse formazioni, sempre alla ricerca di una rielezione…e che annovera, come curriculum politico, l’essere stata una starlette televisiva, molto apprezzata, a quanto dicono, dal defunto (e rimpianto) Berlusconi. Ovviamente, non serve neppure dirlo, per meriti… non politici. Ma…fisici.

Bene, questa prende la parola, alza il ditino ormai rinsecchito e bacchetta…il generale Vannacci.

Ovvero un signore giunto al Parlamento Europeo dopo anni di comandi militari in diverse zone di guerra.

Uno che potrebbe appuntarsi sul petto un medagliere tale da lasciare senza fiato.

Uno, per inciso, che parla correntemente una decina di lingue…

Generale Roberto Vannacci

Ma lei, la grande politica cresciuta nei festini berlusconiani, lo bacchetta.

Perché Vannacci si è permesso di dire che tra Zelensky e Putin lui sceglie, senza dubbio alcuno, lo Zar. In quanto eletto e sostenuto dal popolo della federazione russa. Mentre Zelensky è solo un pupazzo, un comico di quart’ordine, imposto dall’estero a Kiev. E che (s)governa il paese, portandolo alla distruzione. E nascondendo all’estero capitali per la propria, prevedibile, fuga.

Prima che diventasse un idolo dell’Europa. “Zelensky è figlio di un’epoca in cui la realtà e la cronaca danno lezioni di sceneggiatura ai film e alle serie tv”

Quasi delle ovvietà, ad essere sinceri. Perché Vannacci ha, semplicemente, espresso con chiarezza ciò che qualsiasi persona di buon senso, in Italia e in Europa, pensa della guerra in Ucraina.

Ma lei, la ex starlette deputatessa, si arrabbia. Lo richiama all’ordine. La linea politica, dice, non la decide Vannacci. E neppure la Lega.

E questa linea schiera chiaramente l’Italia dalla parte dell’Ucraina. Contro Mosca. Punto.

Sarebbe, però, interessante portare l’ormai stagionata signorina davanti ad un planisfero. O a una carta geografica dell’Europa, per lo meno. E chiederle di indicare dove si trovi Kiev, dove l’Ucraina. Dove siano le Russie e Mosca.

Credo che avremmo delle, interessanti, sorprese …

Non c’è nulla da fare, però. Oggi la prevalenza del cretino è un dato di fatto. Governa, o crede di governare. Decide, o crede di decidere. Stigmatizza. Sanziona. Pontifica. Senza ritegno. Senza pudore. Senza senso della misura e delle proporzioni.

Perché, appunto, è un cretino. O una cretina.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

Un approfondimento maggiore sui cretini

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