I russi hanno finalmente compreso la natura dell’alleanza occidentale e del suo impero di bugie

LA RUSSIA NON FA PIÙ “SCONTI” SUL GRANO


I russi hanno finalmente compreso la natura dell’alleanza occidentale e del suo impero di bugie: qualsiasi cosa Mosca possa fare per cercare di essere ragionevole verrà sempre e comunque accusata del peggio che i servizi possano imbastire. Così adesso la tempesta di fuoco che si è abbattuta sulle attrezzature portuali ucraine, peraltro spesso usate come depositi di armi, non cambia di una virgola la narrazione di una Russia che affama il terzo mondo non permettendo che il grano ucraino lasci i porti: se non ci fosse stato alcuna azione militare la tesi sarebbe sempre la stessa e in più Mosca dovrebbe sopportare il trasporto di armi sotto il suo naso. Infatti, l’anno scorso è stata la stessa cosa: Mosca ha fatto un accordo sui corridoi marittimi attraverso cui però sono passati più armi che grano o mais e fu egualmente accusata di essere affamatrice dell’Africa. Ma le derrate alimentari – com’ è facilmente accertabile attraverso il  sito dell’ONU , che elenca meticolosamente quale nave ha lasciato i porti ucraini e con quale carico – arrivarono quasi esclusivamente in Europa dimostrando la natura menzognera del racconto:  di  438.331 tonnellate di prodotti agricoli la maggior parte, ovvero  360.000 tonnellate di mais di scarsa qualità andarono in Iran, Turchia, Corea del Sud, Irlanda e Gran Bretagna come mangime per animali. Quasi tutto il resto dei prodotti – costituito da olio di girasole o farina di girasole – arrivarono in Turchia, Cina e Italia.

BC VANESSA, una nave noleggiata dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite che trasporta 30.000 tonnellate di grano con destinazione finale Afghanistan, durante l’ispezione da parte del Centro di coordinamento congiunto, 28 settembre 2022, Istanbul. © ONU/Levent Kulu

Da notare che in ogni caso le quantità (comunque prodotte per intero da multinazionali americane) non sono tali da costituire un problema per la fame del mondo e sono facilmente sostituibili da creali provenienti da altre aree, Russia compresa, ma l’importante era creare un caso per poter permettere l’invio di eccezionali quantità di armi via mare senza rischiare lungo i corridoi alimentari. Quest’anno Mosca non vuole più giocare a questo gioco nel quale non può vincere perché che crei o meno i corridoi marittimi viene accusata della fame nel mondo, nonostante che, fra le altre cose, ci siano vie di trasporto terrestre perfettamente agibili. Così da oggi tutte le navi che si dirigono verso i porti ucraini nelle acque del Mar Nero, comprese quelle che Londra sta acquistando per riempirle di armi, saranno considerate potenziali vettori di carico militare e i paesi di bandiera di tali navi verranno giudicati considerati coinvolti nel conflitto ucraino dalla parte del regime di Kiev. ▫️

Dunque, la “campagna umanitaria” dell’occidente non si tradurrà in un vantaggio militare per il regime di Kiev che del resto del grano o dei mais se ne frega visto che l’elevatore dei cereali del porto di Odessa è in realtà stato adibito a funzioni contraeree. D’altro canto, l’offerta mondiale di grano è molto forte dopo le esportazioni eccezionalmente elevate dall’Australia e dalla Russia e un rimbalzo delle spedizioni canadesi dopo che la siccità aveva colpito il Paese nel 2022. Dopo anni di calo, le scorte globali potrebbero finalmente aumentare nel 2023. Per quanto riguarda il mais, il deficit dell’Ucraina potrebbe essere colmato dalle vendite record attese dal Brasile, almeno secondo i calcoli di Kpler, una società di dati agricoli. Però bisogna tenere conto della speculazione, la quale ha come sua sede quasi istituzionale la borsa di Chicago e come sua moneta il dollaro ed è dunque utilizzabile da Washington come arma attendo al reddito dei cittadini occidentali affinché odino meglio la Russia e diano ragione agli idioti che vogliono questa guerra.

In ogni caso ci saranno però conseguenze per l’Europa: Russia e Turchia stanno elaborando un nuovo accordo sui cereali nel quale si stabilisce che essi verranno spediti dai porti della Crimea e/o da Novorrosyisk, oppure grazie a corridoi temporanei e la Turchia continuerà a ricevere sconti significativi, però l’Ue non fa più parte del nuovo accordo sui cereali, non avrà privilegi speciali per scremare il 97% del grano per sé. E dire che l’Europa sta smantellando il proprio settore agricolo e anche contando sul grano a buon mercato dall’Ucraina (e prima del conflitto anche se non soprattutto dalla Russia).  Ma del resto si sa, gli stupidi cercano di danneggiare gli altri, ma danneggiano soprattutto se stessi.

Redazione

 

 

 

 

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