Il nuovo governo non sarà un granché, ma la stizza che emerge sui social è comicità pura

LA SINISTRA CHE S’OFFRE È PIÙ NUMEROSA DI QUELLA

CHE SOFFRE PER LA VITTORIA DEL DESTRACENTRO


Il nuovo governo non sarà un granché, ma la stizza che emerge sui social da parte della sinistra tutta è uno dei momenti di massima comicità degli ultimi periodi. Insieme, ovviamente, alla clamorosa arrampicata sui vetri dei giornalisti di regime in cerca di riposizionamento. Con ospiti in studio improvvisamente cambiati: tutti quelli che, in precedenza, venivano immancabilmente ignorati.

Ma se i chierici rosicano in silenzio, ostentando anzi sorrisi e manifestazioni di stima nei confronti della presidenta, la fascia intermedia si scatena. Non tanto i semplici elettori, impegnati soprattutto a rivolgere accuse alla strategia perdente di Letta e compagni, quanto piuttosto tutti coloro che rischiano di perdere una poltrona, uno strapuntino, un posto di sottogoverno o anche solo la confidenza con personaggi di potere. Un esercito di insoddisfatti che andranno ad arricchire gli psicologi e gli psichiatri nei prossimi mesi.

Tutti loro hanno qualcosa per cui lamentarsi. Una valanga di proteste per il cambiamento della definizione di alcuni ministeri. Come si può accettare che si voglia addirittura premiare il “Merito”? Qualcuno associa il merito ai balilla: non c’è nessun rapporto, ma quando si soffre si scrivono sciocchezze. Ancora peggio aver un ministero che si occuperà di famiglia e natalità. La gauche quinoa(P.I.) tollera solo dicasteri alla sterilità ed alla famiglia arcobaleno.

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E si può tollerare un neo ministro che, in passato, ha collaborato a far aumentare le retribuzioni dei ricercatori universitari? Dimissioni subito. Insieme a Sangiuliano, ovviamente. Reo di non apprezzare Saviano e, di conseguenza, favoreggiatore della camorra. Perché non importa che Saviano, quando non copia, sia un mediocre scrittore: deve essere osannato ugualmente. Ed il sedicente grande scrittore ha subito sbroccato. Non si sa se dall’Italia o dall’estero, visto che aveva promesso di abbandonare il Paese in caso di vittoria del destracentro. Chissà quanto avrà sofferto Olla per la nomina di Sangiuliano, basterebbe questo per festeggiare il nuovo ministro della cultura.

A proposito di sofferenza, le dirette tv hanno mostrato due correnti di pensiero e di comportamento. Da un lato chi soffre, dal lato opposto chi s’offre. Ed i secondi sono più numerosi dei primi. Era sufficiente osservare l’improvvisa attenzione rivolta a Edoardo Sylos Labini che parlava di destra sociale e di attenzione del nuovo governo ai temi del lavoro dimenticati dalla gauche quinoa. Nessuno che osasse chiedere come si possa conciliare destra sociale e Crosetto.

Momenti impagabili. Certo non irripetibili. Nei prossimi giorni sarà entusiasmante assistere a cambiamenti di casacca, ad inversione a U, a genuflessioni imbarazzanti. Sì, in Italia chi s’offre è molto più numeroso di chi soffre.

Augusto Grandi

 

 

 

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