Il potere delle bugie. Chi mente domina o si nasconde

LA SQUALLIDA REALTÀ ITALIANA DESCRITTA DA
“MENTIRE DI FRONTE ALLE SPUNTE BLU”
di Ala.de.granha
“Mentire di fronte alle spunte blu”(1). È il titolo di una rubrica che compare su Facebook, con messaggi di WhatsApp palesemente creati ad arte. Un po’ come il Forum di Canale 5 con improbabili cause giudiziarie. Ma il problema non è che le chat siano false, bensì che gli scambi di sciocchezze siano verosimili.
In pratica si offre una immagine della realtà italiana che si ritiene potenzialmente condivisa da milioni di persone. E, più che un problema, si è di fronte ad una tragedia. Perché quella che gli autori del sito fanno emergere è un’Italia di coppie che vanno in crisi esistenziale per la mancata depilazione di lei e per la protesta di lui; per le proteste di lei, che non fa nulla, a fronte della taccagneria di lui; per un nuovo compagno della madre o del padre; per un prestito di pochi euro non restituito; per chi deve pagare la cena in pizzeria; per i litigi tra genitori dei compagni si scuola delle elementari. Il tutto scritto in un italiano zeppo di errori di ortografia e di sintassi, per rendere il tutto più credibile ed in linea con il livello scolastico nazionale.

Insomma, una meravigliosa Italia concentrata su episodi marginali che diventano fondamentali. Può una giovane coppia andare a convivere e scoprire, solo dopo, che uno dei due è vegano e l’altro amante della carne? Può una coppia scoppiare per divergenze sul colore delle pareti nello sgabuzzino?

Ovviamente no, secondo logica. Ma allora qual è lo scopo di simili siti? Quello di far sentire i lettori migliori dei personaggi inventati? Un po’ come per le coppie di Temptation Island? Oppure davvero molti italiani si riconoscono in simili, squallide, realtà? Si spera che si tratti della prima ipotesi. Perché un Paese che vive davvero i problemi suggeriti dal sito, è un Paese che non ha futuro ma che non ha neanche un presente.

Approfondimenti del Blog

Laura
26 Marzo 2026 a 13:26
Evidentemente non sei informata bene. Le chat ahimè sono tutte vere, una redazione di 15 persone ogni giorno sceglie tra tantissime conversazioni reali mandate da ahimè tantissime persone che sono realmente piene di problemi perché la realtà italiana è davvero drammatica, a volte oltre i confini della relata visto i disagiati che ci stanno in giro. Bellino però questo paesino articolo basato sul nulla se non su una convinzione personale. Ti lascio l’intervista fatta al proprietario della pagina.
https://www.aboutumbriamagazine.it/2022/02/15/mentire-di-fronte-alle-spunte-blu-la-pagina-made-in-perugia-da-2-milioni-di-follower/
Riccardo Alberto Quattrini
26 Marzo 2026 a 16:39
Cara Laura,
grazie per il tuo intervento e per aver portato elementi che aiutano a chiarire la genesi del progetto editoriale a cui fai riferimento.
Il punto, però, non riguarda tanto l’autenticità materiale delle chat, quanto il significato culturale della loro esposizione e selezione. Anche ammesso — come scrivi — che esista una redazione e che i materiali provengano da conversazioni reali, resta aperta una questione più ampia: ogni raccolta, quando viene pubblicata e proposta come “specchio della realtà italiana”, diventa inevitabilmente una narrazione interpretata, non una fotografia neutra del Paese.
Il mio articolo non mette in discussione che esistano disagio, fragilità relazionali o derive comunicative nell’Italia contemporanea — sarebbe difficile negarlo. Piuttosto invita a chiedersi se un archivio selezionato di conversazioni private possa davvero rappresentare la complessità sociale di un intero contesto nazionale, oppure se rischi di amplificarne soltanto alcune manifestazioni più estreme o spettacolari.
È una distinzione importante.
Quando si trasformano frammenti di vita privata in racconto pubblico, il problema non è soltanto la veridicità delle fonti, ma la responsabilità dello sguardo che le organizza e le interpreta. Ed è proprio su questo piano che nasce la riflessione proposta nell’articolo.
Il confronto resta naturalmente aperto: portare materiali, interviste e punti di vista diversi è sempre utile 👍
Quello che ho cercato di fare non è negare l’esistenza di quei fenomeni, ma interrogarmi su come vengono narrati e con quale effetto sulla percezione della realtà collettiva.
E questo, credo, sia un terreno legittimo di discussione per tutti.