Sto cominciando a pensare che la Terra, la nostra Terra, sia… piatta

LA TERRA PIATTA


Devo essere sincero. Sto cominciando a pensare che la Terra, la nostra Terra, sia… piatta. E che i famosi, famigerati, terrappiattisti tanto irrisi e disprezzati, tutti i torti, forse, non li hanno.
Eccentrici, certo. Ma non proprio pazzi e scemi. Anzi, nella loro follia, più acuti di tanti saccenti che si fanno beffe di loro.

“Ma che ti piglia? Hai l’alzheimer in fase avanzata, o hai bevuto troppo? Cosa ti sogni… non ti ricordi che è esistito un certo Cristoforo Colombo?”
Certo che me lo ricordo… anche se, qualche volta penso che sarebbe stato meglio non fosse esistito. E, soprattutto, che non avesse sbagliato strada… oltre 100 milioni di, cosiddetti, indiani (che con l’India mai nulla avevano avuto a che fare) gliene sarebbero stati molto grati…

Ma il nocciolo della questione non è questo.

Il problema è che, più mi guardo intorno, più mi sembra che questa terra sia davvero piatta. E, soprattutto, che i suoi abitanti, noi uomini, lo si sia. Piatti. Solo a due dimensioni. Privi, dunque, di spessore. Di profondità.
Perché ci illudiamo di essere ben altro. Di avere, dentro di noi, abissi insondati di pensieri ed emozioni. Il subconscio. L’inconscio… termini di cui, per lo più, ci si riempie la bocca senza aver mai letto una riga di Freud. Per altro, anche chi lo ha letto e studiato, anche chi con l’analisi e la psiche si è costruito una professione, insomma ci campa, ben difficilmente prende coscienza di un fatto. Che Freud, vecchio (e bastardo) “Maestro del sospetto”, con le sue teorie, i suoi complessi, Edipo, Elettra… dimostra una cosa. Che siamo… piatti. Unidimensionali. E che, appunto, il nostro mondo non è una sfera a tre dimensioni. Ma una sorta di disco. Con solo due.

Siamo noi a renderlo tale. Perché tale lo percepiamo.  “Flatlandia”, come nel romanzo, filosofico e matematico, di Abbott. La Terra Piatta. I cui abitanti sono figure geometriche. Senza spessore. Dove la società è regolata da regole rigide. E, di fatto, immutabili. Il potere nelle mani sempre degli stessi. Quelli che, per nascita, hanno più… angoli.
Ed è la storia della rivolta di Quadrato. Che incontra Sfera. Che viene da un mondo parallelo. Dove le dimensioni sono tre. Poi comincia a concepire che vi siano ancora altri mondi, con altre dimensioni ancora. E per questi viene considerato pazzo. E sovversivo. Piacque ad Einstein. Che vi vide anticipati alcuni spunti della sua Teoria della Relatività.

M.C. Escher, Relatività (1953)

 

Ma io tutto potrei essere, tranne che un matematico. E di queste cose non ci capisco un beneamato tubo…
Però, questa delle diverse dimensioni, è questione che mi affascina. Forse per vecchie letture di Fantasy, grande passione un tempo… e forse, anche, perché oggi mi conferma nell’idea – o se volete impressione – che noi ci si illuda di essere così, eccezionalmente, complessi. Mentre siamo, per lo più, solo delle figure… piatte.
Dei vermi piatti, come definisce la maggioranza degli uomini Laferty. In quello strano, e geniale romanzo (ucronico? Di anticipazione? Apocalittico?) che è “Quarta fase”. Dietro al quale si proietta la lunga ombra del “Castello” di Teresa de Avila… non cosa da poco, direi.

Dunque, per cercare di tirare le fila di questa matassa troppo aggrovigliata… dunque, se noi siamo figure piatte – e lo dimostriamo ogni giorno di più, con la pandemia, la guerra, la passione per il festival di Sanremo… – perché il nostro mondo, la Terra, dovrebbe avere una terza dimensione? Profondità, volume…
Schopenhauer – altra vecchia carogna, usa strappare i sogni – ci direbbe che, Critiche di Kant alla mano, noi non siamo in grado di sapere se esiste un mondo oggettivo. Che ciò che vediamo è solo una nostra proiezione. Prodotto della nostra… volontà.
Perciò, se siamo esseri piatti (e lo siamo), perché dovremmo proiettare un mondo a più dimensioni?
Soprattutto, non saremmo in grado di concepirlo e comprenderlo. E infatti…

Chiara Ferragni a destra

Così, lambiccandomi il cervello, sono giunto alla conclusione che la Terra è piatta, in quanto noi siamo oggi, piatti. Ed è, probabilmente, per questo che Chiara Ferragni viene considerata una icona di bellezza ….

Andrea Marcigliano

 

 

 

 

 

 

 

 

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