È la foto del bacio più nota di sempre

Robert Doisneau, Le Baiser de L’Hotel de Ville, 1950

LA VERA STORIA DI QUEL BACIO “RUBATO” A PARIGI FIRMATO DA

ROBERT DOISNEAU, ORA IN MOSTRA A MILANO

Erano davvero amanti i protagonisti di quella foto? Come mai denunciarono il fotografo? Vi raccontiamo tutto di quel celebre e romantico scatto (in mostra ora al Museo Diocesano)


La foto del bacio di Robert Doisneau ha una storia in bilico tra realtà e finzione

È la foto del bacio più nota di sempre. Scattata dal fotografo francese Robert Doisneau il 9 marzo del 1950, a Parigi, non è solo una foto, è un’icona, un sogno, un simbolo. Vediamo una giovane coppia mentre passeggia per strada e, in mezzo alla folla, si scambia un romantico e appassionato bacio. Sembra un’effusione estemporanea, con lei che si volta verso di lui, che con un braccio la trattiene sulla spalla, mentre l’altra mano rimase sospesa, per incanto. Attorno, la gente va di fretta, distratta. C’è una donna con lo sguardo quasi corrucciato, dietro, di qualche passo, un uomo con gli occhiali che guarda davanti a sé. Scorgiamo altri passanti, e un paio di macchine scure. Tra noi e il bacio, un uomo di spalle è seduto a un caffè, da solo: sta aspettando qualcuno? Sta guardando la coppia innamorata? Pare l’istantanea di un attimo di non trascurabile felicità, ed è un’immagine ipnotica anche perché il fotografo mette a fuoco solo i due giovani amanti, tutto attorno appare sfumato e sfuggente.

Una mostra dedicata a Robert Doisneau a Milano(1)

Robert Doisneau (1912-1994) è così: la sua è una fotografia profondamente umana. Ha iniziato come fotografo industriale per la Renault, ha vissuto e immortalato Parigi durante l’occupazione e la resistenza e dopo la guerra si è dedicato alla fotografia del quartiere attorno al suo atelier, convinto che in un’unità di luogo sarebbe riuscito a trovare le infinite sfumature dell’umano. Accadde esattamente così, e ancora oggi i suoi scatti sono famosi in tutto il mondo. Volete vederne alcuni davvero belli? Andate al Museo Diocesano di Milano: fino al 15 ottobre ce ne sono in mostra 130, selezionati da Gabriel Bauret e provenienti dall’Archivio Doisneau, gestito dalle figlie dell’artista.

Sì, c’è anche il famoso bacio di Robert Doisneau. Lo vedrete in una doppia versione: nel formato originale degli anni Cinquanta e – al termine dell’esposizione – in una gigantografia che ne rileva tutti i dettagli.

Quel giorno in cui cercava uno scatto per Life

E se vi dicessimo che è un fake, o quasi? Le cose stanno così: Robert Doisneau quel giorno di marzo girovagava per Parigi alla ricerca di qualche scatto che la rivista Life (una di quelle più seguite all’epoca) gli avrebbe comprato di sicuro. Serviva qualcosa di efficace, capace di toccare chiunque: non dimentichiamoci che Life, che ha resistito fino al 2007, è stata la rivista americana forse più importante del Novecento, quella più letta. In un caffè Doisneau adocchiò una coppia di ragazzi che si sbaciucchiavano, colpito dalla loro chimica e affinità. Cominciò a chiacchierare con loro e scoprì presto che erano due attori, si chiamavano Françoise Bornet e Jacques Carteaud e si frequentavano da poco. Ed è allora che a Robert Doisneau viene in mente lo scatto perfetto: chiese alla coppia di passeggiare davanti al caffè e di continuare a baciarsi. Lui lo avrebbe ritratti proprio così. I ragazzi acconsentirono e il loro bacio che vediamo oggi è una “posa naturale”: non è uno scatto rubato o casuale, però è uno scatto sincero, i due si amavano veramente. Bello, vero?

Tra denunce e verità svelate

E invece questo bacio si portò dietro vari strascichi. Life scrisse nella didascalia dell’immagine che era uno scatto rubato: una bugia, dunque. Nel frattempo però, non si poteva ritrattare: l’immagine era un’icona, oggi diremmo vitale. Era il simbolo di una generazione libera di esprimersi, piena di energia. Perfetta per il Dopoguerra. Intanto, gli anni passano e “il bacio” continua a piacere. Nessuno si fa troppe domande sull’identità della coppia fino al 1992 quando due signori, Denise e Jean-Louis Lavergne, si fecero intervistare dalla televisione francese dicendo di essere loro i soggetti immortalati. Di più: erano arrabbiati, e denunciarono Robert Doisneau per averli fotografati senza permesso. Solo allora l’artista rivelò che lo scatto era una messa in scena e raccontò com’era nata l’idea e come fu realizzata. A quarant’anni di distanza si fece viva Françoise Bornet: aveva in mano la copia autografata della stampa che Doisneau le aveva inviato a quel tempo, pochi giorni dopo averla sviluppata. Perché non lo contattò prima? Non è chiaro. Sappiamo solo che nel 2005, quando ormai Doisneau era morto da più di dieci anni, decise di mettere la stampa sul mercato e ne ricavò 155mila euro togliendo forse un po’ di magia a tutta questa vicenda. Per recuperare un po’ di romanticismo, vale la pena riportare le parole che lo stesso Doisneau disse dopo la pubblicazione del bacio che lo rese così famoso. «Quello che cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. La mia foto era come una prova che questo mondo può esistere».

Redazione Inchiostronero  FRANCESCA AMÉ

 

 

 

 

 

Approfondimenti del Blog

(1)

ROBERT DOISNEAU IN MOSTRA A MILANO

 

 

 

 

 

Fonte: https://www.vogue.it/article/vera-storia-bacio-parigi-robert-doisneau

 

 

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