Paul Dukas fu un buon musicista. Un compositore abbastanza prolifico

L’APPRENDISTA STREGONE


Paul Dukas fu un buon musicista. Un compositore abbastanza prolifico. Un esponente di punta dell’espressionismo. Ma certo non un gigante. Non un Bach, un Mozart, un Beethoven, per intenderci. Eppure, credo che ben pochi nel nostro mondo non abbiano sentito, almeno una volta, il suo, più famoso, poema, o meglio “scherzo” come volle chiamarlo, sinfonico. Perché anche quelli che di musica classica non ci capiscono una cippalicca, e nutrono lo stesso interesse per le sinfonie che per la vita sessuale dei coleotteri, almeno una volta hanno dovuto ascoltare il ritmo, forsennato de “L’apprendista stregone”. Che Dukas compose ispirandosi alla ballata di Goethe. E che poi, però, Walt Disney volle come colonna sonora dell’episodio più celebre del suo capolavoro: Fantasia, del 1940 (lo so, c’è anche il remaking del 2000. Carino. Ma, se permettete, ben altra cosa…).

L’apprendista stregone. Un Topolino giovane e pasticcione (insolito…nella versione 2000 si ricorse infatti a Paperino…) che combinava disastri usando, in modo improprio e improvvido, le formule del vecchio maestro mago.
Il personaggio, e la situazione, sono divenuti, poi, proverbiali. Tanto che “Gli apprendisti stregoni” (al plurale) è diventato il titolo di un, famoso, libro di Robert Jungk. Sugli scienziati che inventarono la bomba atomica. Giocando, nel vero senso del termine, con forze di cui neppure immaginavano la portata. E, soprattutto, le future implicazioni per l’umanità….

Ora è, ovviamente, abbastanza facile giocare con questa metafora. E parlare di come l’attuale epoca sia caratterizzata da apprendisti stregoni. Molto più pasticcioni dei due personaggi disneyani. Ma anche, e soprattutto, molto meno…simpatici.
Si va infatti da apprendisti stregoni megalomani, che giocano addirittura a scimmiottare Dio – un Dio in cui, ovviamente, non credono – con folli progetti per oscurare il Sole, ed evitare il riscaldamento globale…
Oppure inseguono ossessive utopie malthusiane, progettando riduzioni radicali della popolazione mondiale, in nome della sostenibilità ambientale…e, al contempo, diffondono allarmi sanitari, imponendo profilassi e “vaccini” sperimentali su scala globale (ci sarà una correlazione tra le due cose? mah…).

E ci sono apprendisti stregoni che giocano alla diffusione della “democrazia”. Scatenano guerre in nome della pace… D’altro canto anche il, ben più simpatico, Topolino all’inizio sembra intenzionato a fare ordine… E combina un disastro. Che, però, non diviene catastrofe irrimediabile. Perché il vecchio Mago torna all’improvviso. E con un gesto, dopo aver lanciato uno sguardo di fuoco all’apprendista pasticcione, rimette tutto al suo posto…

E proprio qui sta il problema. Dov’è il vecchio Mago? Perché non torna? E, soprattutto, chi è?
Molti nomi si affollano in questi giorni. Molti ripongono speranze in questo o quello…. C’è chi spera in Putin. Che, però, non mi sembra il Mago tanto atteso. Un buon politico, uno Statista, che molto ha fatto per la Russia, certo. Ma non l’uomo che può risolvere una crisi mondiale di queste proporzioni. Fa il suo gioco. Lo fa bene o male a seconda dei punti di vista. Ma non è il Salvatore…
Altri sognano il ritorno di Trump. Che è tutt’altro che impossibile. E, certo, con lui nello Studio Ovale, molte cose prenderebbero ben altra piega che con Sleepy Joe e la sua congrega.
Ma Donald è uomo d’affari. Abile. Estemporaneo nello stile. Non uno Statista con una visione globale. E, poi, chi ci garantisce che i soliti ignoti (ben noti) non replichino il gioco di bussolotti delle ultime Presidenziali?

Insomma, io di vecchi, e si spera saggi, Maghi all’orizzonte non ne vedo proprio.
Forse non ci resta che sperare nel risveglio di quello che dicono dorma da secoli in una grotta di cristallo. Lo chiamavano Merlino…
Come dite? È una favola, una leggenda…
Vero. Ma quando la, cosiddetta, realtà è dominata da codesti apprendisti stregoni, temo che non ci resti che sperare nelle leggende…

Andrea Marcigliano

 

 

 

 

 

 

 

 

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