Le figure retoriche sono i gesti invisibili del linguaggio: piegano le parole, ne moltiplicano il senso, danno voce all’emozione e alla memoria. Capirle significa scoprire la trama segreta del pensare e del dire.

L’ARTE DELLA PAROLA

Viaggio tra le figure retoriche che hanno dato forma al pensiero e alla poesia

Redazione Inchiostronero


Richiamo alla premessa generale

Per l’introduzione alla rubrica e la spiegazione generale delle figure retoriche, vedi l’episodio 1: “La Metafora”.
Proseguiamo il nostro viaggio nel linguaggio con un’altra figura di significato: la Metonimia, sorella razionale della metafora.

La Metonimia

Definizione

La metonimia (dal greco metōnymía, “scambio di nome”) è la figura che sostituisce una parola con un’altra legata alla prima da un rapporto di contiguità logica o materiale, non di somiglianza come nella metafora.
Non si fonda sull’immaginazione, ma sulla relazione reale tra le cose: causa ed effetto, contenente e contenuto, autore e opera, luogo e attività.

È una figura “razionale” e quotidiana: la usiamo continuamente, spesso senza rendercene conto.

Tipi comuni di metonimia

  1. L’autore per l’opera: «Leggo Leopardi» → (invece di “le poesie di Leopardi”).
  2. Il contenente per il contenuto: «Ho bevuto un bicchiere» → (intendendo il vino).
  3. La causa per l’effetto: «Vivere del proprio sudore» → (il sudore come causa del guadagno).
  4. Il luogo per l’istituzione: «Roma ha deciso» → (per “il governo italiano”).
  5. Il simbolo per la realtà: «Impugnare la croce» → (per “abbracciare la fede”).

Esempi letterari

  • Virgilio, Eneide:
    «Enea lascia la patria e la casa.»
    Casa indica in realtà la famiglia e gli affetti: il contenente per il contenuto.
  • Dante Alighieri, Purgatorio, XXI, 97:
    «Beato te, che de le nostre note
    senti l’effetto!»
    Note sta per “canti”, “versi”: l’effetto per la causa.
  • Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio:
    «La donzelletta vien dalla campagna,
    in sul calar del sole.»
    Campagna vale anche per la vita rurale, semplice e genuina: il luogo per l’attività.
  • Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal:
    «Parigi cambia! ma nulla nella mia malinconia si è mosso.»
    Parigi è la metonimia del mondo moderno, della società intera.

Riflessione

Se la metafora crea somiglianze, la metonimia svela legami.
È la figura del pensiero analitico, della precisione mentale: trasforma la complessità in un segno, un oggetto, un nome.
Nella metonimia, l’immaginazione lascia il posto alla logica delle relazioni, ma l’effetto resta poetico.
Roman Jakobson, linguista russo, affermava:

«La metafora appartiene al dominio della poesia, la metonimia a quello della prosa e del realismo.»

Eppure, nella grande letteratura, le due si incontrano: là dove la realtà diventa simbolo, e il simbolo diventa verità.

Bibliografia e fonti

  • Aristotele, Retorica, libro III.
  • Roman Jakobson, Saggi di linguistica generale, Einaudi.
  • Paul Ricoeur, La metafora viva, Jaca Book.
  • G. Genette, Figure III, Einaudi.
  • Roland Barthes, Saggi critici, Einaudi.

 

La Redazione

 

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