Europa a mano armata

«Le armi, la nuova ossessione europea»

Dalla sicurezza alla spesa militare: il riarmo sembra ormai diventato il nuovo imperativo politico del continente.

Il Simplicissimus

La crisi politica britannica offre, secondo l’autore, uno spaccato significativo delle nuove priorità europee. Al centro del dibattito non vi sono più soltanto economia, welfare o consenso popolare, ma la crescente richiesta di investimenti nel settore militare. Le dimissioni di esponenti chiave della Difesa, giudicando insufficiente l’aumento dei fondi destinati alle forze armate, vengono interpretate come il sintomo di una trasformazione più profonda: la sicurezza è diventata l’argomento dominante e il riarmo il parametro con cui misurare la credibilità dei governi. Un’analisi critica della crescente centralità dell’industria bellica e delle sue conseguenze sulla politica europea. (N.R.)


Keir Starmer è stato senza al dubbio uno dei maggiori guerrafondai europei, ma quello che lo ha fregato è stato di non esserlo abbastanza, di non dare alle nuove speculazioni belliche il posto che loro spetta. Così è stato costretto a dimettersi. Certo, la sua popolarità era scesa a livelli allarmanti, non aveva più il rispetto della gente e dei suoi stessi elettori, aveva aumentato le tasse ed era persino finito nello scandalo Epstein non direttamente, ma a causa di Peter Mandelson, nominato ambasciatore negli Stati Uniti, che non soltanto frequentava la famosa villa del pedofilo, ma gli aveva anche passato segreti di Stato. Tutto questo certo ha contato parecchio, ma la cosa decisiva è stato il fatto di aver aumentato di 13 miliardi di sterline il bilancio delle forze armate, mentre i responsabili della stessa ne chiedevano 23. Così l’11 giugno, scorso si è dimesso il Ministro della Difesa, John Healey, per protestare contro questo troppo timido aumento del budget che a suo parere non proteggeva la Gran Bretagna. Al ministro si è unito il sottosegretario alla Difesa, Al Carns, che ha accusato a sua volta Downing Street di mettere in pericolo la sicurezza nazionale della sempre più perfida Albione. Questa raffica di dimissioni hanno rappresentato indubbiamente il colpo di grazia per Starmer. E sono dimissioni che nascono dall’insufficiente aumento delle spese per le armi.

Non solo, ma entrambi questi due personaggi, assieme agli altri gradi delle forze armate, hanno anche indicato nella Russia che minaccia più importante alla sicurezza della Gran Bretagna, ripetendo, come del resto accade in altri europei, che ci si potrebbe trovare in guerra con Mosca nei prossimi anni e che quindi la spesa deve essere dirottata dal welfare alle armi. Non ha importanza il fatto che la Russia non abbia affatto questa intenzione, basta ripetere in continuazione questa sciocchezza perché diventi vera. Così la fantomatica volontà di Mosca di portare la guerra all’Europa si sta trasformando in un assurdo pretesto per la manipolazione della società e verso la sua militarizzazione.

Adesso come sostituto di Starmer, ovvero il settimo primo ministro nell’arco di 10 anni, si parla insistentemente di Andy Burnham, sindaco della Grande Manchester che dovrebbe tentare di rialzare le sorti del Labour dopo le batoste prese nelle elezioni amministrative, ma il suo programma è già bell’e pronto: ha dichiarato che non si farà scrupolo di tagliare i servizi pubblici e la sanità per finanziare il bilancio militare. Del resto la lobby della Difesa, di cui fanno parte i vertici delle forze armate, è intervenuta a gamba tesa in questa crisi di governo, facendo capire al nuovo probabile primo ministro e comunque ad ogni altro possibile successore, che la sua sopravvivenza è legata alla sua capacità di trovare i fondi necessari a raggiungere il 3% delle spese militari entro il 2029. Da notare che le forze britanniche sono messe davvero male e che anche gli aumenti in questione non le permetterebbero comunque di affrontare una vera guerra con la Russia, ma appunto la guerra con Mosca è solo un pretesto per sdoganare nuove ingegnerie sociali. Questa prospettiva più politica che bellica viene portata avanti con continue provocazioni che di certo non vedono protagonista l’Ucraina, ormai ridotta a un ectoplasma, in prima persona dalla Nato che è il vero cuore di tenebra del nostro continente. E questo in assoluta opposizione con la volontà dei popoli europei. Di fatto i giochi vengono condotti da ristrette oligarchie che grazie ai meccanismi istituzionali della Ue non hanno più bisogno di consenso: porteranno le loro provocazioni a un tale livello che la Russia sarà costretta a rispondere e alla fine dimostreranno la loro menzogna auto avverante.

Redazione

 

 

 

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