Agatha Christie non andò mai a scuola, eppure è diventata la più grande scrittrice di gialli di tutti i tempi.

Agatha Christie.

Nata il 15 settembre 1891 a Torquay (Gran Bretagna), figlia minore del matrimonio di Fred Miller (Miller è il suo vero cognome) e Clara Boehmer. Da bambina aveva un carattere timido e ritirato, e rifiutava le sue bambole per giocare con amici immaginari. Suo padre, che viveva affittando appartamenti, passava la giornata a giocare a carte e morì quando lei aveva 11 anni, lasciando la moglie e i figli in bancarotta Agatha crebbe dunque in una famiglia borghese e non avendo frequentato alcuna scuola, viene istruita dalla madre, Clara Boehmer, donna della buona società e nonché dalla nonna e dalle governanti di casa. Tornata da Parigi dopo aver tentato gli studi per diventare una cantante lirica, conosce Archibald Christie, colonnello della Royal Flying Corps, con cui si fidanza.

Nel 1920 le venne l’idea, lavorando in un ospedale, come assistente nel dispensario, a contatto con i veleni, per il suo primo romanzo giallo che vedeva come protagonista l’investigatore belga Hercule Poirot, “Poirot a Styles Court”.

Attraverso le avventure di quest’ultimo e dell’arzilla vecchietta Miss Marple fece la storia del genere “giallo/poliziesco”, influenzando generazioni di scrittori. Si misurò anche con il “romanzo rosa” pubblicando sei opere sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott.

Ricordata per capolavori assoluti come Assassinio sull’Orient Express e “Dieci piccoli indiani”, è, dopo Shakespeare, la scrittrice inglese più tradotta di sempre e i suoi romanzi hanno ispirato numerose versioni cinematografiche.

 Ecco a voi Hercule Poirot.

Hercule Poirot.

Doveva essere un ispettore per avere una buona conoscenza del crimine. Doveva essere anche meticoloso e molto ordinato, decisi, mentre mi affaccendavo a raccogliere una serie di oggetti che avevo seminato nella mia stanza. Un omino preciso, con la mania dell’ordine, della simmetria, e una netta propensione per le forme quadrate piuttosto che per quelle tonde. E poi molto intelligente, con il cervello pieno di piccole cellule di materia grigia… ah, che bella frase, non dovevo dimenticarla. Bisognava anche che avesse un nome importante, un nome che non sarebbe sfigurato nella famiglia Holmes. Già, perché loro quanto a nomi… Come si chiamava il fratello di Sherlock? Mycroft, nientemeno.

   E se l’avessi chiamato Hercules? Hercules mi parve un ottimo nome per un omino così. Trovargli un cognome era più difficile. Non so assolutamente perché scelsi Poirot, se fu una folgorazione o se lo lessi su qualche giornale. Comunque mi parve buono, anche se non si legava bene con Hercules. E se fosse stato Hercule? Hercule Poirot… perfetto, grazie a Dio, era fatta.

Agatha Christie.

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L’espresso per Plymouth Titolo originale: The Plymouth Express. Pubblicato per la prima volta con il titolo The Mistery of the Plymouth Express su «The Sketch» il 4 aprile 1923. Traduzione di Lydia Lax. Verrà successivamente ripreso e rielaborato dalla scrittrice, che nel 1928 lo pubblicherà come romanzo col titolo de Il mistero del treno azzurro.

Sull’espresso per Plymouth viene trovato il cadavere della signora Flossie Carrington, figlia di un ricco magnate, che chiede a Poirot di occuparsi del caso. Prima del suo matrimonio la donna aveva una relazione con un avventuriero chiamato Conte de la Rochefour, ma in seguito aveva sposato Rupert Carrington, giocatore d’azzardo pieno di debiti. I due coniugi stavano per separarsi, ma vista la morte della donna, il marito avrebbe ereditato tutto. Flossie si stava recando a una festa nella West Country, portando con se gioielli di grande valore. Insieme a lei viaggiava la cameriera Mason. La donna di servizio rivela di aver ricevuto l’ordine di aspettare qualche ora alla stazione di Bristol, per poi tornare a Plymouth il giorno seguente. La signora Carrington era stata sedata e poi pugnalata e derubata dei gioielli. L’arma del delitto viene trovata nella prima fermata dopo Bristol sulla linea di Plymouth, e un venditore di giornali afferma di aver parlato con la signora Carrington dopo Bristol. I maggiori sospettati, Rupert Carrington e il Conte de la Rochefour, hanno alibi di ferro. Uno dei gioielli viene trovato in possesso del noto ladro Red Narky, compagno della ladra Gracie Kidd. Poirot e Hastings rovistando nel bagagliaio di Mason e trovano vestiti simili a quelli della signora Carrington, e capiscono che in realtà lei è Gracie Kidd. La cameriera e il suo complice avevano ucciso la signora Carrington prima di Bristol. La ladra si era poi travestita, e aveva attirato l’attenzione del ragazzo dei giornali per procurarsi un alibi. Un giovane ufficiale della marina di Plymouth Express trova il cadavere di una donna sotto un sedile nella sua carrozza. La donna è identificata come l’onorevole Rupert Carrington, nata Flossie Halliday, figlia di Ebenezer Halliday, un magnate dell’acciaio americano che chiede a Poirot di occuparsi del caso. Prima del suo matrimonio è stata raggiunta da un avventuriero chiamato Conte de la Rochefour, ma suo padre la riportò in America. In seguito sposò Rupert Carrington che si dimostrò un marito inadatto, essendo un giocatore molto indebitato. Stavano per annunciare una separazione legale . La sua volontà lascerà tutto al suo estraniato marito che era lontano dalla città al tempo della tragedia.

Trama.

Poirot e Hastings chiamano il signor Halliday a Park Lane . Sua figlia stava andando a una festa nella West Country . La signora Carrington portava i suoi gioielli da indossare alla festa, gioielli del valore di quasi centomila sterline. Ha viaggiato in treno da Paddington e cambiato a Bristolper il treno per Plymouth. La sua cameriera viaggiava con lei in una carrozza di terza classe. A Bristol la cameriera, Jane Mason, ha ricevuto una sorpresa: la signora Carrington le ha detto di aspettare alla stazione per qualche ora. Ritornerebbe per un treno successivo a Plymouth. Quando le avevano dato queste istruzioni, Mason poteva vedere la schiena di un uomo alto nello scompartimento della signora Carrington. Dopo aver aspettato a Bristol per gran parte della giornata, Mason si è registrato in un albergo per la notte e ha letto dell’omicidio sul giornale del giorno dopo. La signora Carrington era stata cloroformatae poi pugnalato e mancano i gioielli. Mason viene a confermare i fatti della sua parte della storia. Descrive cosa indossava la signora Carrington all’epoca. Poirot spinge Halliday a dirgli cosa sta trattenendo. Halliday produce un biglietto trovato nella tasca della figlia dal Conte de la Rochefour. Sembra che la loro storia d’amore sia stata riavviata.

L’ispettore Japp fa indagini sul luogo in cui si trova Rupert Carrington e il conte de la Rochefour al momento dell’omicidio, ma nulla di sostanziale viene alla luce. Quando Japp la prossima volta, Poirot suppone che il coltello usato per uccidere Mrs Carrington sia stato trovato al confine tra Weston (la prima fermata dopo Bristol sulla linea di Plymouth) e Taunton(la prossima fermata dopo) e che un ragazzo di carta che ha parlato con la signora Carrington è stato intervistato. Japp conferma che questo è esattamente quello che è successo. Japp dice a Poirot qualcosa che non sa – che uno dei gioielli è stato impegnato da un noto ladro chiamato Red Narky, un uomo basso che di solito lavora con una donna di nome Gracie Kidd. Poirot e Hastings tornano nella casa di Halliday, in una stanza all’ultimo piano. Rovistando nel bagagliaio di Mason, Poirot trova vestiti come quelli indossati dalla signora Carrington quando viene uccisa. Halliday si unisce a loro seguito dal Mason arrabbiato, che Poirot presenta come Gracie Kidd. Lei e Red Narky probabilmente hanno assassinato la signora Carrington prima di Bristol. La storia della signora Carrington che ordina alla sua cameriera di aspettare a Bristol è falsa. Il coltello fu gettato via dal treno prima di Taunton per sostenere quella storia. Gracie ha guidato il treno oltre Bristol vestita in abiti simili alla donna ormai morta e ha comprato due oggetti da un ragazzo di giornale, attirando l’attenzione su se stessa in molti modi. Gracie Kidd si è procurata un alibi facendo sembrare che l’omicidio di Red Narky sia avvenuto più tardi di quanto non fosse. Questo breve racconto è stato ampliato cinque anni dopo nel romanzo The Mystery of the Blue Train , con una trama molto simile, ma i nomi e i dettagli sono cambiati.

Fonte: Wikipedia.

L’espresso per Plymouth

 

  Alec Simpson, ufficiale della Royal Navy, passò dalla banchina di Newton Abbot in una carrozza di prima classe dell’espresso per Plymouth. Un facchino lo seguì con una pesante valigia. Stava per issarla sulla rete, ma il giovane marinaio lo fermò.

   «No… lasciatela sul sedile. Più tardi la sposterò io. Ecco, tenete.»

   II facchino se ne andò con una lauta mancia.

   Gli sportelli si chiusero con un tonfo e una voce stentorea rammentò:

   «Soltanto fino a Plymouth. Per Torquay si cambia. Plymouth è la prossima fermata.»

   Un sibilo, poi il treno si mosse lentamente uscendo dalla stazione.

   Il tenente Simpson aveva tutto lo scompartimento per sé. L’aria gelida di dicembre lo indusse ad alzare il vetro del finestrino. Annusò un po’ perplesso, corrugando la fronte. C’era un odore, lì dentro! Gli ricordava la degenza in ospedale el’operazione alla gamba. Sì, era proprio odore di cloroformio!

   Riabbassò il vetro e cambiò posto, dando le spalle alla locomotiva. Prese dalla tasca una pipa e la accese. Per un momento si accontentò di fumare guardando fuori, nella notte.

   Finalmente si riscosse, aprì la valigia, prese un fascio di giornali e riviste illustrate, poi la richiuse e tentò di spingerla sotto il sedile di fronte. Non ci riuscì. Sembrava che un invisibile ostacolo la bloccasse. Il giovane spinse più forte, cominciando a stizzirsi, ma la valigia continuò a sporgere per metà nello scompartimento.

   «Perché diavolo non va dentro?» borbottò Simpson, e dopo averla tirata nel passaggio con uno strattone si chinò a sbirciare sotto il sedile…

   Un istante dopo un urlo lacerò il silenzio, e il convoglio si arrestò come controvoglia, costretto dall’imperioso comando del segnale d’allarme.

   «Mon ami», disse Poirot «so che vi interessa molto il mistero dell’espresso per Plymouth. Leggete qui.»

   Presi il biglietto che mi gettò attraverso il tavolo. Il messaggio era breve e conciso.

      Egregio Signore,

      vi sarò grato se potrete venire da me al più presto.

   Con stima,

   Ebenezer Halliday

   Non cogliendo il nesso, interrogai Poirot con lo sguardo. Per tutta risposta, lui afferrò il giornale e lesse a voce alta:

   «“La scorsa notte è stata fatta una scoperta sensazionale. Un giovane ufficiale di marina, che rientrava a Plymouth, ha trovato sotto un sedile del suo scompartimento il cadavere di una donna pugnalata al cuore. L’ufficiale ha manovrato subito il segnale d’allarme provocando l’istantaneo arresto del treno. La donna, dell’apparente età di trent’anni, non è stata ancora identificata.”

   «E ancora: “La donna trovata morta sull’espresso per Plymouth è stata identificata come la consorte dell’onorevole Rupert Carrington”. Capite adesso, amico mio? Se no, vi do un altro particolare: prima di sposarsi, la signora Carrington si chiamava Flossie Halliday… figlia del vecchio Halliday, il re americano dell’acciaio.»

   «E lui si rivolge a voi? Magnifico!»

   «Gli ho reso un piccolo favore in passato… per una faccenda di titoli al portatore. E una volta che ero stato invitato in gran pompa a Parigi, ho avuto modo di conoscere mademoiselle Flossie e di ricvere un mucchio di informazioni sul suo conto. La jolie petite pensionnaire! Aveva anche une jolie dot! Le procurò dei dispiaceri. Lei stava per concludere un pessimo affare.»

   «Di che genere?»

   «Un certo conte de la Rochefour. Un bien mauvais sujet! Un tipaccio, direste voi. Il classico avventuriero che sa come abbindolare una fanciulla romantica. Per fortuna il padre se ne accorse in tempo. La riportò in America di gran carriera. Qualche anno dopo appresi che si era sposata, ma non so niente di suo marito.»

   «Uhm!» dissi. «Non c’è niente di buono da sapere. Ha sperperato i suoi quattrini negli ippodromi, e suppongo che i dollari del vecchio Halliday gli siano piovuti addosso come una manna. Per chi volesse un giovane mascalzone seducente e privo di scrupoli, difficilmente riuscirebbe a scovarne uno più perfetto di lui.»

   «Ah, povera piccina! Elle n’est pas bien tombée

   «Immagino che Carrington abbia dimostrato chiaramente fin dal principio che era stato il denaro ad attirarlo, non la ragazza. La loro unione è durata pochissimo. Di recente avevo sentito parlare di un’imminente separazione legale.»

   «II vecchio Halliday non è uno sciocco. Senza dubbio ha vincolato saldamente il denaro a sua figlia, cautelandosi contro ogni evenienza.»

   «Più che probabile. A ogni modo è voce generale che l’onorevole Carrington sia completamente al verde.»

   «Ah-ah! Mi domando se…»

   «Se… cosa?»

   «Amico mio, datemi almeno il tempo di respirare. Vedo che il caso vi appassiona. Verreste volentieri dal signor Halliday con me? Qui all’angolo c’è un posteggio di taxi.»

 

In pochi minuti arrivammo davanti alla fastosa dimora che il magnate americano aveva preso in affitto in Park Lane. Fummo fatti accomodare nella biblioteca, dove quasi subito ci raggiunse un omone corpulento e vigoroso, con lo sguardo penetrante e il mento aggressivo.

   «Caro monsieur Poirot,» disse il signor Halliday «credo che sia superfluo spiegarvi perché vi ho chiamato. Avrete letto i giornali, e io non sono il tipo che se ne sta con le mani in mano ad aspettare gli eventi. Ho saputo per caso che eravate a Londra, e mi è venuto in mente l’ottimo lavoro che svolgeste per quei miei titoli. Non c’è pericolo che io dimentichi un nome. II fior fiore di Scotland Yard si sta occupando del caso, ma io conto su di voi. Il denaro nonè un ostacolo. Avevo accumulato i dollari per la mia bambina… e adesso lei non c’è più. Li spenderò fino all’ultimo centesimo per acciuffare il maledetto che l’ha uccisa! È tutto chiaro? Tocca a voi onorare le aspettative.»

   Poirot abbozzò un inchino.

   «Accetto l’incarico, monsieur, tanto più volentieri in quanto a Parigi ebbi l’occasione di vedere diverse volte vostra figlia. Ora vi prego di espormi le circostanze del suo viaggio a Plymouth, e ogni altro particolare che a vostro avviso possa inserirsi nel quadro dell’accaduto.»

   «Per cominciare,» precisò Halliday «non era diretta a Plymouth. Andava a trascorrere alcuni giorni nella tenuta della duchessa di Swansea, ad Avonmead Court, dov’era invitata insieme a un gruppo di altre persone. Ha lasciato la stazione di Paddington alle dodici e un quarto ed è arrivata a Bristol, dove doveva cambiare, alle due e cinquanta. I principali espressi per Plymouth passano da Westbury e non si avvicinano in nessun modo a Bristol. Il treno delle dodici e quindici arriva direttamente a Bristol e poi si ferma a Weston, Taunton, Exeter e Newton Abbot. Mia figlia viaggiava sola nella sua carrozza prenotata fino a Bristol, ma nel vagone adiacente, di terza classe, c’era la sua cameriera.»

   Poirot annuì e il signor Halliday riprese:

   «Il soggiorno ad Avonmead Court si annunciava molto divertente, movimentato da balli e feste, perciò mia figlia aveva con sé quasi tutti i suoi gioielli… per un valore complessivo di forse centomila dollari.»

   «Un moment!»lo interruppe Poirot. «Chi aveva in custodia i gioielli? Vostra figlia o la cameriera?»

   «Se ne incaricava sempre mia figlia, che li teneva in una valigetta di marocchino blu.»

   «Continuate, monsieur

   «A Bristol la cameriera, Jane Mason, dopo aver radunato i bagagli, si preparava a seguire le istruzioni della sua padrona. Si è meravigliata enormemente quando mia figlia le ha comunicato che non intendeva scendere a Bristol, e che invece proseguiva. Le ha detto anche di scaricare i bagagli, di depositarli alla stazione e di sedersi nella saletta da tè, ma le ha raccomandato di aspettarla alla stazione perché sarebbe tornata indietro con un treno del pomeriggio. Pur essendo stupefatta, la cameriera ha obbedito. Ha depositato i bagagli e bevuto qualche tazza di tè. Ma i treni si sono susseguiti per tutto il pomeriggio e mia figlia non è comparsa. Quando anche l’ultimo treno è arrivato, la cameriera ha lasciato i bagagli al deposito e si è cercata un alberghetto nei pressi della stazione per trascorrervi lanotte. Stamattina ha letto la tragedia sui giornali ed è rientrata con il primo treno.»

   «Che cosa potrebbe giustificare l’improvviso cambiamento di programma di vostra figlia?»

   «Vi riferisco quello che so. Stando al resoconto di Jane Mason, a Bristol mia figlia non era più sola nello scompartimento. C’era anche un uomo affacciato al finestrino. La cameriera non ha potuto vederlo in faccia.»

   «Il treno era dotato di corridoio, immagino.»

   «Infatti.»

   «Da che parte era il corridoio?»

   «Dalla parte della banchina. Flossie aveva parlato con la Mason per l’appunto nel corridoio.»

   «E non vi è sorto il dubbio… scusate!» Si alzò e raddrizzò il calamaio, che era appoggiato un po’ di sghembo. «Je vous demande pardon» aggiunse nel risedersi. «Tutto quello che è storto mi dà ai nervi. Strano, non vi pare? Dicevo, monsieur, non vi è sorto il dubbio che sia forse stato l’incontro inatteso a modificare il programma di vostra figlia?»

   «Sembrerebbe l’ipotesi più attendibile.»

   «Avete un’idea di chi possa essere il gentiluomo in questione?»

   Il miliardario esitò un attimo, poi rispose:

   «No… non saprei proprio.»

   «Veniamo allora… alla scoperta del cadavere.»

   «È stato scoperto da un giovane ufficiale di Marina, che ha dato subito l’allarme. C’era un medico sul treno. Ha esaminato il corpo. Mia figlia era stata prima cloroformizzata, poi pugnalata. Secondo il medico doveva essere morta da circa quattro ore, perciò non molto tempo dopo aver lasciato Bristol… probabilmente tra Bristol e Weston, o al massimo tra Weston e Taunton.»

   «E la valigetta dei gioielli?»

   «La valigetta dei gioielli, monsieur Poirot, era sparita.»

   «Ancora una domanda, monsieur. I beni di vostra figlia… chi li eredita, con la sua morte?»

   «Appena sposata, Flossie fece un testamento in cui destinava tutto a suo marito.» Ebbe ancora un istante di esitazione, poi proseguì: «Tanto vale che ve lo dica, monsieur Poirot: considero mio genero un mascalzone, privo di ogni senso morale, e seguendo il mio consiglio, Flossie stava per separarsi legalmente da lui… una conclusione che non si presentava affatto complicata. Io avevo preso ogni precauzione, e finché lei fosse stata in vita, mio genero non avrebbe potuto accedere alle sue sostanze. Ma anche se erano separati di fatto già da qualche anno, lei esaudiva le frequenti richieste di denaro del marito, pur di evitare uno scandalo. La situazione stava diventando intollerabile e hodeciso di porvi fine. Flossie si è convinta a darmi retta, e i miei legali hanno ricevuto l’ordine di avviare la procedura.»

   «Dov’è monsieur Carrington?»

   «In città. Credo che ieri fosse in campagna, ma la scorsa notte è tornato.»

   Poirot rifletté un momento. Poi disse: «È tutto, monsieur».

   «Desiderate vedere la cameriera, Jane Mason?»

   «Ve ne sarei grato.»

   Halliday suonò il campanello e trasmise l’ordine al domestico. Di lì a pochi minuti entrò nella stanza Jane Mason, una donna dignitosa, dalla fisionomia dura, impassibile davanti alla tragedia come soltanto i servitori delle persone d’alto rango sanno essere.

   «Mi permettete qualche domanda? La vostra padrona era normale ieri mattina, prima di partire? Non sembrava eccitata o turbata?»

   «Oh no, signore!»«Invece a Bristol è cambiata?»

   «Sì, signore. Era sconvolta, nervosa… tanto che aveva l’aria di non sapere quello che diceva.»

   «Cosa disse esattamente?»

   «Ecco, signore, da quanto riesco a ricordare ha detto: “Jane, devo cambiare il mio programma. È successo qualcosa… insomma, contrariamente al previsto non scendo più qui. Devo proseguire. Porta giù i bagagli e lasciali al deposito. Poi prendi un tè e aspettami in stazione”.

   «“Qua fuori, signora?” ho chiesto.

   «“Sì, sì. Non allontanarti da qui. Io tornerò indietro con un altro treno. Non so a che ora. Molto tardi, può darsi.”

   «“Benissimo, signora.” Non spettava a me farle delle domande, ma mi sembrava tutto molto strano.»

   «Non era nello stile della vostra padrona, vero?»

   «Proprio così, signore.»«Che cosa avete pensato?»

   «Ecco, vedete, ho pensato che c’entrasse in qualche modo il signore che era nella stessa carrozza. La signora non parlava con lui, ma si è girata un paio di volte come per chiedergli se si stava comportando nel modo giusto.»

   «Però voi non lo avete visto in faccia?»

   «No, signore. È stato tutto il tempo con la schiena girata.»

   «Siete in grado di descriverlo?»

   «Portava un soprabito marrone rossiccio e un berretto da viaggio. Era alto e piuttosto slanciato, e i capelli sulla nuca erano scuri.»

   «Non lo conoscevate?»

   «Oh, direi proprio di no, signore.»

   «Non era per caso il vostro padrone, il signor Carrington?»

   Jane Mason apparve attonita.

   «Oh! Direi proprio di no, signore!»

   «Ma non ne siete sicura

   «Era più o meno della sua taglia, signore… ma non mi è neanche passato per la mente che potesse essere lui. Lo vediamo così di rado… Però non potrei nemmeno dire che non era lui!»

   Poirot raccolse uno spillo dal tappeto e lo esaminò accigliato. Poi riprese: «L’uomo sarebbe potuto salire sul treno a Bristol, prima che voi arrivaste alla carrozza?».

   La cameriera si concentrò.

   «Sì, signore, credo di sì. Il mio scompartimento era molto affollato e ho impiegato parecchi minuti a uscire… e anche sulla banchina c’era un mucchio di gente, così non potevo camminare in fretta. Ma, in questo caso, lui avrebbe parlato con la mia padrona soltanto per un paio di minuti. Allora mi è sembrato probabile che fosse arrivato lungo il corridoio.»

   «Senz’altro più probabile…»

   Poirot fece una pausa, ancora accigliato.

   «Volete sapere com’era vestita la mia padrona, signore?»

   «I giornali hanno fornito qualche particolare, ma non mi dispiace sentirlo confermare da voi.»

   «Portava un cappellino di volpe bianca, signore, con una veletta bianca a pallini. E indossava un tailleur di panno blu… il blu che chiamano elettrico.»

   «Un insieme molto vistoso, mi pare!»

   «Sì» intervenne il signor Halliday. «L’ispettore Japp spera che questo aiuti a stabilire il luogo dove è avvenuto il delitto. Chi l’ha vista non può non ricordarla.»

   «Précisement! Grazie, mademoiselle

   La cameriera uscì dalla stanza.

   «Bene!» Poirot balzò in piedi. «Qui non ho più niente da fare… ma vi prego, monsieur, di dirmi tutto. Ma proprio tutto

   «L’ho già detto.»

   «Ne è certo?»

   «Certissimo.»

   «Allora non abbiamo altro da aggiungere. Sono costretto a rifiutare l’incarico.»

   «Perché?»

   «Perché non siete stato sincero con me.»

   «Vi assicuro…»

   «No, voi mi nascondete qualcosa.»

   Seguì un intervallo di silenzio, poi Halliday prese dalla tasca un foglio e lo porse al mio amico.

   «Immagino che sia questo che volete, monsieur Poirot… ma è pazzesco… mi chiedo come facciate a conoscerne l’esistenza!»

   Poirot sorrise e spiegò il foglio. Si trattava di una lettera scritta a mano, in corsivo. Poirot lesse ad alta voce.

   Chère madame,

      è con infinito piacere che aspetto di rivedervi. Dopo la vostra amabile risposta alla mia lettera, mi sforzo invano di dominare l’impazienza. Non ho mai dimenticato i giorni trascorsi a Parigi. È semplicemente crudele che domani voi dobbiate lasciare Londra. A ogni modo tra non molto, forse prima di quanto possiate pensare, avrò la gioia di poter contemplare ancora una volta la bella dama… la cui immagine ha sempre regnato suprema nel mio cuore. Rinnovo qui, chère madame, l’assicurazione dei miei sentimenti devoti e inalterati.

Armand de la Rochefour

   Con un inchino, Poirot restituì la lettera a Halliday.

   «Se non sbaglio, monsieur,ignoravate che vostra figlia intendeva riprendere a frequentare il conte de la Rochefour?»

   «La notizia è stata come un fulmine a ciel sereno! Ho trovato la lettera nella borsetta di mia figlia. Come probabilmente sapete, monsieur Poirot, il seducente conte è un avventuriero della peggior specie.»

   Poirot annuì.

   «Ma dovete dirmi come facevate a essere al corrente della lettera.»

   Il mio amico sorrise.

   «Monsieur, non ne ero affatto al corrente. Ma seguire delle orme o riconoscere la cenere di alcune sigarette non è sufficiente per fare di un uomo un agente investigativo: dev’essere anche un bravo psicologo! Sapevo che disprezzavate vostro genero e non vi fidavate di lui. Carrington trae beneficio dalla morte di vostra figlia, la descrizione dell’uomo misterioso fornita dalla cameriera gli calza abbastanza bene. Eppure voi non vi gettate sulle sue tracce! Come mai? Perché i vostri sospetti sono orientati in tutt’altra direzione. Quindi mi nascondevate qualcosa.»

   «Avete ragione, monsieur Poirot. Ero convinto che il colpevole fosse Rupert, prima di trovare questa lettera che, lo confesso, mi ha scombussolato in modo orribile.»

   «Capisco. Il conte dice: “Tra non molto, forse prima di quanto possiate pensare”. Evidentemente voleva evitare che la notizia della sua ricomparsa giungesse alle vostre orecchie. È stato lui a salire sul treno delle dodici e quindici a Londra, e poi a percorrere il corridoio fino allo scompartimento divostra figlia? Se la memoria non mi inganna, anche il conte de la Rochefour è alto e bruno!»

   Il miliardario annuì.

   «Bene, monsieur, ora vi saluto. Presumo che Scotland Yard abbia un elenco dei gioielli.»

   «Infatti. Dovrebbe esserci l’ispettore Japp, se desiderate vederlo.»

   Japp era un nostro vecchio amico, e accolse Poirot con una sorta di affettuoso disprezzo.

   «E voi come state, monsieur? Niente rancori tra noi, anche se le nostre vedute differiscono spesso. Come andiamo con le “piccole cellule grigie”? Sono in forma?»

   Poirot gli sorrise radioso.

   «Funzionano, mio buon Japp. Parola d’onore, funzionano!»

   «Allora siamo a cavallo. Secondo voi è stato l’onorevole Rupert o un malandrino? Naturalmente teniamo d’occhio i soliti covi della malavita. Così sapremo dove vanno a finire i pezzi di vetro, perché l’autore del colpo non li ha certo rubati per guardarli brillare. Ci scommetterei! Io sto cercando di scoprire dov’era ieri Rupert Carrington. C’è come un’ombra di mistero su questo particolare. Ho messo un uomo a sorvegliarlo.»

   «Eccellente precauzione, se non fosse in ritardo di un giorno» osservò cortesemente Poirot.

   «Avete sempre la battuta pronta, monsieur Poirot. Be’, vado a Paddington. Bristol, Weston, Taunton: ecco il mio itinerario. Arrivederci.»

   «Stasera verrete a comunicarmi l’esito del viaggio?»

   «Non mancherò, se sarò di ritorno.»

   «Il nostro ispettore crede nel moto» mormorò Poirot, appena il nostro amico ci ebbe lasciato. «Lui viaggia, misura le impronte, raccoglie fango e cenere di sigarette! È indaffaratissimo! E zelante in sommo grado! Se gli parlaste di psicologia, sapete come reagirebbe, amico mio? Scoppierebbe a ridere! Si direbbe: “Povero Poirot, sta invecchiando!”. Japp è la “nuova generazione che bussa alla porta”. E ma foi! Sono tanto occupati a bussare, i giovani, che non si accorgono quando la porta è aperta!»

   «E voi che progetti avete?»

   «Dal momento che abbiamo carte blanche, spenderò tre pence per telefonare al Ritz… dove, forse lo avrete notato, risiede il conte. Dopo di che, siccome ho i piedi un po’ umidi e ho starnutito due volte, tornerò nelle mie stanze e mi farò una tisana sul fornello ad alcol.»

   Non rividi Poirot fino al mattino seguente. Lo trovai che terminava placidamente di fare colazione.

   «Ebbene?» chiesi trepidante.

   «Che cos’è accaduto?»

   «Niente.»

   «Ma… Japp?»

   «Non si è fatto vedere.»

   «Il conte?»

   «Ha lasciato il Ritz l’altro ieri.»

   «Il giorno del delitto?»

   «Sì.»

   «Allora è tutto chiaro! Rupert Carrington è fuori causa.»

   «Soltanto perché il conte de la Rochefour ha lasciato il Ritz? Voi correte troppo, amico mio.»

   «A ogni modo bisogna seguirlo, arrestarlo! Ma quale sarebbe il suo movente?»

   «Centomila dollari di gioielli sarebbero un buon movente per chiunque. Ma, secondo me, la domanda giusta è un’altra: perché ucciderla? Perché non limitarsi a rubarle i gioielli? Lei non l’avrebbe denunciato.»

   «Come mai?»

   «Per il semplice fatto che è una donna, mon ami. Era stata innamorata di lui. Perciò avrebbe subito il furto in silenzio. E il conte, che di psicologia femminile se ne intende… e ciò spiega i suoi successi… lo sapeva benissimo. D’altra parte, se è stato Rupert Carrington a ucciderla… perché le avrebbe portato via i gioielli, esponendosi fatalmente al rischio di essere incriminato?»

   «Pura messinscena.»

   «Può darsi che abbiate ragione, amico mio. Ah, ecco Japp! Lo riconosco da come bussa.»

   L’ispettore appariva raggiante.

   «Salve, Poirot. Sono appena tornato. Ho eseguito un buon lavoretto! E voi?»

   «Io ho riordinato le idee» rispose seraficamente Poirot.

   Japp rise di gusto.

   «Il nostro amico accusa gli anni» mi alitò nell’orecchio. «Per noi giovani non è necessario» disse forte.

   «Quel dommage!» commentò Poirot.

   «Allora, vi interessa sapere che cos’ho combinato?»

   «Consentitemi di tirare a indovinare! Avete rinvenuto il coltello che è stato usato per il delitto, accanto ai binari tra Weston e Taunton, e avete intervistato il giornalaio che a Weston aveva parlato con la signora Carrington!»

   Il viso di Japp si afflosciò.

   «Come diavolo fate a saperlo? Non mi direte che il merito è delle vostre onnipotenti “piccole cellule grigie”!»

   «Mi fa piacere sentirvi ammettere una volta tanto che sono onnipotenti! Per caso aveva dato al giornalaio uno scellino di mancia?»

   «No, mezza corona!» Japp, che aveva un’indole fondamentalmente gioviale, ridacchiò. «Sono delle spendaccione, queste ricche americane!»

   «E ne consegue che il giornalaio si ricorda di lei.»

    «Si capisce. Mezza corona non gliela regalano tutti i giorni. La signora lo ha chiamato e si è fatta portare due riviste illustrate. Sulla copertina di una c’era una ragazza vestita di blu. “Si intona con i miei abiti”, pare abbia detto la signora. Oh, lui se la ricorda perfettamente. Quanto a me, ero più che soddisfatto. Stando al referto del medico, il delitto dev’essere stato commesso prima di Taunton. Ho dedotto che l’assassino si è liberato subito del coltello e l’ho cercato vicino ai binari. E finalmente… eccolo! A Taunton ho svolto una sommaria indagine a proposito del nostro uomo, ma la stazione è piuttosto grande ed era improbabile che qualcuno lo avesse notato. Immagino che sarà tornato a Londra con un treno successivo.»

   Poirot annuì.

   «Più che possibile.»

   «Ma al mio ritorno ho fatto un’altra scoperta clamorosa. I gioielli sono già in circolazione! Il grosso smeraldo è stato impegnato la notte scorsa… da un tale ben noto nell’ambiente della malavita. Chi credete che sia?»

   «Non saprei… ma è sicuramente basso di statura.»

   Japp sussultò.

   «Azzeccato! È proprio un tappo. Si tratta di Red Narky.»

   «Chi è Red Narky?» domandai.

   «Un abilissimo ladro di gioielli, signore. Ma rifugge dal delitto. Di solito lavora con una donna… Gracie Kidd. Questa volta però sembra che lei non ci fosse… a meno che non sia partita per l’Olanda con il resto del bottino.»

   «Avete arrestato Narky?»

   «Naturalmente. Ma l’uomo che vogliamo è l’altro… quello che è partito con il treno della signora Carrington. È stato lui a organizzare il colpo, potete esserne certo. Solo che Narky non canterà, essendo un suo amico.»

   Gli occhi di Poirot erano diventati verdissimi.

   «Credo» disse dolcemente «di potervi trovare l’amico di Narky, se vi fa piacere.»

   «Una piccola ispirazione, eh?» Japp scrutò intensamente Poirot. «È fantastico vedere come resistete bene sulla breccia alla vostra età e tutto quanto. Una fortuna del diavolo, niente da dire.»

   «Può darsi, può darsi» mormorò il mio amico. «Hastings, il mio cappello. E la spazzola. Ecco! Le soprascarpe, se piove ancora! Non bisogna cancellare gli effetti della tisana. Au revoir, Japp!»

   «Buona fortuna, Poirot.»

   Poirot fermò il primo taxi di passaggio e indirizzò l’autista verso Park Lane.

   Quando ci fermammo davanti all’abitazione di Halliday, balzò fuori, pagò l’autista e suonò il campanello. Parlò sottovoce al domestico che venne ad aprire, e l’uomo ci condusse immediatamente di sopra. Giunti all’ultimo piano, fummo introdotti in una linda cameretta.

   Poirot si guardò attorno per la stanza e puntò lo sguardo su un bauletto nero. Si inginocchiò davanti al bauletto, esaminò le etichette ed estrasse un pezzetto di filo di ferro dalla tasca.

   «Pregate il signor Halliday di voler cortesemente salire quassù» disse al domestico.

   L’uomo uscì, e Poirot forzò con mano esperta la serratura del baule. In capo a pochi secondi sollevò il coperchio, poi rovistò tra gli indumenti che conteneva, spargendoli via via sul pavimento.

   Passi pesanti risuonarono su per le scale e Halliday entrò nella stanza.

   «Che cosa diavolo state facendo?» domandò allibito.

   «Cercavo questo, monsieur

   Poirot tirò fuori dal baule una giacca e una gonna di panno di un colore blu brillante, e un cappellino di volpe bianca.

   «Perché frugate nel mio baule?»

   Mi girai e vidi che anche la cameriera, Jane Mason, era entrata nella stanza.

   «Se volete gentilmente chiudere la porta, Hastings… Grazie mille. Ecco, restate lì, addossato alla porta. E ora, signor Halliday, permettetemi di presentarvi Gracie Kidd, alias Jane Mason, che tra un momento andrà a raggiungere il suo complice, Red Narky, sotto l’amabile scorta dell’ispettore Japp.»

   Poirot scartò le lodi con un gesto.

   «È stato facile!»Si servì un’altra porzione di caviale.«È stata l’insistenza della donna sull’abbigliamento della sua padrona a colpirmi innanzitutto. Perché le premeva tanto attirare la nostra attenzione sui vestiti della signora? Mi balenò alla mente che per quanto riguardava la presenza di un misterioso uomo nella carrozza del treno, a Bristol, avevamo soltanto la parola della cameriera. Se consideravamo esclusivamente le dichiarazioni del medico, la signora Carrington poteva essere stata assassinata prima di arrivare a Bristol. Ma in tal casola cameriera doveva per forza essere una complice. E se era una complice, evidentemente le faceva comodo raccogliere qualche altra testimonianza a suffragio della sua. L’abbigliamento della signora Carrington dava nell’occhio? Spesso le cameriere hanno molta voce in capitolo nella scelta del vestiario delle loro padrone. Ebbene, se dopo Bristol qualcuno avesse visto una signora che indossava un tailleur di un blu smagliante e un cappellino di pelliccia, sarebbe stato pronto a giurare di aver visto la signora Carrington.

   «Mi sforzai di ricostruire i fatti. La cameriera si era procurata un duplicato delle vesti. Insieme al suo complice aveva cloroformizzato e pugnalato la signora Carrington tra Londra e Bristol, probabilmente approfittando di una galleria. Il cadavere viene fatto rotolare sotto il sedile e la cameriera prende il posto della signora. A Weston deve farsi notare. In che modo? È abbastanza logico servirsi di un giornalaio. E per essere più tranquilla, gli elargisce una lauta mancia. In più, attira la sua attenzione sul colore del proprio vestito, paragonandolo a quello stampato su una rivista. Subito dopo che il treno ha lasciato Weston, getta il coltello dal finestrino per creare un falso luogo del delitto, poi si cambia… o si infila sopra ai vestiti un lungo impermeabile, abbottonandolo ben bene. A Taunton scende dal treno, e appena possibile torna a Bristol dove il suo complice ha debitamente depositato i bagagli. Lui le consegna lo scontrino e riparte per Londra. Lei aspetta sulla banchina, recita la sua parte, pernotta in albergo, e il mattino dopo torna in città… esattamente come ci ha riferito.

   «Quando Japp è rientrato dalla sua spedizione, mi ha fornito la conferma delle mie deduzioni. Inoltre mi ha detto che un noto furfante aveva già messo in circolazione i gioielli. Chiunque fosse, fisicamente doveva essere giusto il contrario dell’uomo descritto da Jane Mason. Quando ho saputo che si trattava di Red Narky, che ha sempre lavorato con Gracie Kidd… be’, ho capito dove dovevo cercare la donna.»

   «E il conte?»

   «Quanto più ci pensavo, tantomeno ero tentato di sospettare di voi. Il nostro gentiluomo tiene troppo alla sua pelle per arrischiarsi a uccidere. Non potevo credere a un’azione tanto inconsulta.»

   «Ebbene, monsieur Poirot», disse Halliday «sono in debito con voi. Si tratta di un grosso debito. E l’assegno che vi firmerò dopo pranzo sarà ben lungi dal saldarlo.»

   Poirot sorrise modestamente, e mi sussurrò:

   «Japp mieterà gli allori ufficiali, benissimo. Lui ha avuto la sua Gracie Kidd, ma io credo di avergli dato parecchio fastidio!»

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