In principio non c’è l’atomo ma Platone. A dirlo non è un filosofo, idealista e metafisico

 

In principio non c’è l’atomo ma Platone. A dirlo non è un filosofo, idealista e metafisico. Ma un fisico, anzi il fisico che avviò la rivoluzione scientifica più radicale di ogni tempo: la fisica

Werner Karl Heisenberg

quantistica. È Werner Heisenberg(1), premio Nobel per la fisica, che prima di entrare nel magico e scientifico mondo della fisica, confutò la teoria degli atomi del filosofo Democrito con il Timeo di Platone. E scoprì con il filosofo delle idee celesti che all’inizio non c’era l’atomo ma la simmetria, oggi diremmo la relazione, l’armonia, la corrispondenza tra tutte le cose. Poi, dopo fervidi studi e accese dispute, a 23 anni, nell’Isola sacra del Mare del Nord, Helgoland – dove per Goethe poteva essere sperimentato “lo Spirito del mondo” – quella sua intuizione originaria assunse il rigore della fisica.

La cosmologia mistica del Timeo di Platone

“SULL’ISOLA DEL MARE DEL NORD, IN SOLITUDINE, HEISENBERG SI ERA RISOLTO A ESPLORARE IDEE RADICALI…”.

Helgoland è il titolo di un testo uscito da poco (Adelphi, pp.223)(L.C.) del fisico Carlo Rovelli e racconta in modo avvincente la nascita e lo sviluppo della teoria dei quanti. Rovelli non è un divulgatore ma un affabulatore scientifico, di professione fisico puro, scrive best seller e traduce scoperte e trattati scientifici in miti fashion, favolosi ma rigorosi. I fisici, e gli astrofisici in particolare, sono le nuove star – e mai definizione di stelle fu più pertinente – nel firmamento del sapere. Hanno preso il posto dei teologi, dei filosofi, degli ideologi. Ma se gratti sotto la fisica riappare Platone, la filosofia, il pensiero dell’origine.

A raccontarci dell’incontro di Heisenberg con Platone non è Rovelli ma un letterato esule romeno, Vintila Horia, autore di romanzi tra cui Dio è nato in esilio, morto nel ’92(L.C.). In un libro del 1971, Viaggio ai centri della Terra (ed. Mediterranee), Horia dialogò con Heisenberg. Una volta me ne parlò a cena e benché ormai anziano, si infervorava come un bambino, gli brillavano gli occhi a raccontare di Heisenberg e del suo principio d’Indeterminazione,(V.F.) perché vedeva le implicazioni meta-fisiche, nel pensiero, nelle visioni del mondo e nel sacro. E insieme la sconfitta del materialismo, del determinismo e delle loro derivazioni. Le prospettive che apre la fisica quantistica sono infinite, scriveva Horia sulla scia di Heisenberg. E leggendo ora il libro di Rovelli se ne ha suggestiva conferma.

Non proverò nemmeno a riassumervi il testo di Rovelli, brillante e allusivo, e se mi inoltrassi nei meandri della fisica, mi perderei sicuramente nei suoi abissi, vista l’enciclopedica ignoranza in materia. Ma proverò, assumendomi ogni colpa e sollevando l’autore, a tradurre il nocciolo di quelle osservazioni in spunti per una visione del mondo.

Ritratto la cui attribuizione a Plotino è plausibile ma non certa

Dunque, qual è l’essenza, il cuore, l’effetto principale della rivoluzione quantica sulla concezione della nostra vita? Che tutto è fatto di relazioni, compreso quel che chiamiamo io, e ogni attività spirituale, culturale, politica ma anche fisica e corporale. L’io si vanifica, non è una sostanza ma un processo mentale, una rete di sinapsi, anzi “un ricamo delicato e complesso della rete di relazioni, di cui è costituita la realtà”. Al centro di tutto c’è il vuoto, come direbbero i maestri d’oriente; ma in quel vuoto fluttuano energie e corrispondenze (la simmetria platonica); gli enti non hanno una loro autonoma entità ma sono effimeri nodi di questa rete. L’interconnessione di tutte le cose, riassume Rovelli traducendo l’espressione usata per i quanti, entanglement(2). E qui, dopo il viaggio nelle regioni ardite e straniere della fisica, mi sono sentito nuovamente a casa. A fare la stessa scoperta, arrivando da ben altri percorsi, fu infatti un filosofo platonico del terzo secolo, a me caro. “Tutto è cospirante”, scrive Plotino(3) nel terzo libro delle Enneadi, nell’individuo come nell’intero universo. È un pensiero magico, all’apparenza, come la famosa equazione di Paul Dirac(4): le cose che sono state una volta a contatto continuano a influenzarsi a distanza, anche di chilometri o anni luce, dopo che il contatto fisico è cessato. Magia delle telecomunicazioni. Prima di lui lo diceva Plotino. Per spiegarsi, Rovelli ricorre infine non alla fisica ma a La tempesta di Shakespeare e alla celebre frase di Prospero: “Siamo fatti della stessa stoffa dei sogni”. Siamo vaghi e ineffabili.

Rovelli non concede nulla alla filosofia, alla teologia, allo spirito, anche se l’ultima parola del suo scritto è Mistero, con la emme maiuscola. La stessa che chiude il primo capitolo. In principio è il Mistero, alla fine è il Mistero. Nel mezzo è la ricerca, la fisica, lo studio dei come, senza i perché. La stessa teoria dei quanti è da lui ritenuta “l’allucinazione meglio in armonia col mondo”.

Prima di Heisenberg e di Niels Bohr, c’è Einstein. Per anni, la sua teoria della relatività generale è stata collegata erroneamente al relativismo generale dell’epoca. In realtà la relatività è il contrario della variabilità, della soggettività e del soggettivismo a cui induce il relativismo: la teoria della relatività pone invece le invarianze, stabilisce rapporti tra spazio e tempo, di cui scorge la curvatura. La relatività non relativizza il tutto ma lo pone in relazione universale, lo intreccia in una rete fluida di nessi. Per Rovelli la scoperta dei quanti induce al “pensiero relazionale”. Cosa cambia per la nostra mente, per la nostra vita? Tutto, tanto, poco, niente, si potrà rispondere. Ma il cosmo si rivela consonante, simmetrico; è ordine e bellezza, direbbe Baudelaire, è magica armonia, meraviglia. Lo stupore di trovarci senza l’io dentro una favola universale chiamata realtà.

Fonte MV, Panorama, n.40 (2020)

 

Note:

(1) Werner Karl Heisenberg (Würzburg, 5 dicembre 1901 – Monaco di Baviera, 1º febbraio 1976) è stato un fisico tedesco. Premio Nobel per la fisica nel 1932, fu uno dei fondatori della meccanica quantistica, introducendo in particolare il celebre principio di indeterminazione. Durante la seconda guerra mondiale guidò il programma nucleare militare tedesco. La fissione nucleare venne scoperta in Germania nel 1939. Heisenberg rimase in Germania durante la seconda guerra mondiale, lavorando in favore del regime nazista e guidando il programma nucleare militare tedesco. Rivelò l’esistenza del programma a Bohr durante un colloquio a Copenaghen nel settembre 1941. Dopo l’incontro la loro lunga amicizia terminò bruscamente. Bohr si unì in seguito al progetto Manhattan. Si è speculato sul fatto che Heisenberg avesse degli scrupoli morali e che avesse cercato di rallentare il progetto. Heisenberg stesso tentò di sostenere questa tesi. Il libro Heisenberg’s War di Thomas Power adotta questa interpretazione.

(2) L‘entanglement quantistico, o correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, per cui in determinate condizioni due o più sistemi fisici rappresentano sottosistemi di un sistema più ampio, il cui stato quantico non è descrivibile singolarmente, ma solo come sovrapposizione di più stati. Da ciò consegue che la misura di un’osservabile di un sistema (sottosistema) determini simultaneamente il valore anche per gli altri. Poiché risulta possibile dal punto di vista sperimentale che tali sistemi (sottosistemi) si trovino spazialmente separati, l’entanglement implica in modo controintuitivo la presenza di correlazioni a distanza, teoricamente senza alcun limite, tra le loro quantità fisiche, determinando il carattere non locale della teoria. Il termine entanglement (letteralmente, in inglese, “groviglio”, “intreccio”) fu introdotto da Erwin Schrödinger in una recensione del famoso articolo sul paradosso EPR, che nel 1935 rivelò a livello teorico il fenomeno.

(3) Plotino (Licopoli, 203/205 – Campania, 270) è stato un filosofo greco antico. Considerato uno dei più importanti filosofi dell’antichità, erede di Platone e padre del neoplatonismo, le informazioni biografiche su Plotino provengono per la maggior parte dalla Vita di Plotino, composta da Porfirio come prefazione alle Enneadi, gli unici scritti di Plotino, che hanno ispirato per secoli teologi, mistici e metafisici “pagani”, cristiani, ebrei, musulmani e gnostici. La dottrina di Plotino nasce dalla constatazione che al vivere è essenziale l’unità. Mentre l’artigiano costruisce l’uno a partire dai molti, cioè assemblando più parti tra loro, la natura sembra operare in senso inverso: da un principio semplice fa scaturire il molteplice. Ad esempio, nell’individuo Socrate sembra operare un unico principio o logos, che articolandosi ne determina l’aspetto, come il volto, o il naso camuso; questo non è modellato da uno scultore, ma si sviluppa da sé, in virtù di una forza interiore che è la stessa che fa vivere Socrate. Plotino chiama Anima del mondo il principio vitale da cui prendono forma le piante, gli animali, e gli esseri umani. È da questo principio universale che è possibile comprendere i gradi inferiori della natura, non viceversa. La vita, secondo Plotino, non opera assemblando singoli elementi fino ad arrivare agli organismi più evoluti e intelligenti, ma al contrario, l’intelligenza dev’essere già presente dentro di lei.

(4) Paul Adrien Maurice Dirac (Bristol, 8 agosto 1902 – Tallahassee, 20 ottobre 1984) è stato un fisico britannico. Premio Nobel per la fisica nel 1933 (insieme a Erwin Schrödinger) per “la scoperta di nuove forme produttive di teoria atomica“, diede contributi fondamentali allo sviluppo della meccanica quantistica e alla teoria quantistica dei campi, formulando, fra l’altro, l’omonima equazione e predicendo l’esistenza dell’antimateria. È considerato uno dei più importanti fisici del ventesimo secolo. Giudicato dai suoi amici e colleghi di carattere insolito (in una lettera del 1926 a Paul Ehrenfest, Albert Einstein scrisse di lui, “Questo equilibrio sul vertiginoso percorso tra il genio e la pazzia è impressionante“), fu professore lucasiano di matematica all’Università di Cambridge, membro del Center for Theoretical Studies dell’Università di Miami e trascorse gli ultimi dieci anni della vita all’Università statale della Florida.

 

Fonte

Libri Citati

 

  • Helgoland
  • Carlo Rovelli
  • Editore: Adelphi
  • Collana: Piccola biblioteca Adelphi
  • Anno edizione: 2020
  • In commercio dal: 3 settembre 2020
  • Pagine: 219 p., Brossura
  • EAN: 9788845935053  Acquista € 14,25

 

 

Descrizione

La storia avventurosa della più radicale rivoluzione scientifica di ogni tempo e la sua proiezione nel futuro. «Il viaggio per comprendere il mondo ci conduce fino alla relazione delle relazioni, alla mente umana e alle soglie della nostra coscienza, pronti ad andare oltre» – Corriere della Sera «Ho scritto queste pagine in primo luogo per chi non conosce la fisica quantistica ed è curioso di comprendere, per quanto riusciamo, cosa sia e cosa implichi. Ho cercato di essere più conciso possibile, trascurando ogni dettaglio che non sia essenziale per cogliere il cuore della questione. Ho cercato di essere più chiaro possibile, su una teoria che è al centro dell’oscurità della scienza» – Carlo Rovelli per Il Corriere della Sera «La fisica ha trovato il suo poeta» – John Banville

A Helgoland, spoglia isola nel Mare del Nord, luogo adatto alle idee estreme, nel giugno 1925 il ventitreenne Werner Heisenberg ha avviato quella che, secondo non pochi, è stata la più radicale rivoluzione scientifica di ogni tempo: la fisica quantistica. A distanza di quasi un secolo da quei giorni, la teoria dei quanti si è rivelata sempre più gremita di idee sconcertanti e inquietanti (fantasmatiche onde di probabilità, oggetti lontani che sembrano magicamente connessi fra loro ecc.), ma al tempo stesso capace di innumerevoli conferme sperimentali, che hanno portato a ogni sorta di applicazioni tecnologiche. Si può dire che oggi il mondo si regga su tale teoria, tuttora profondamente misteriosa. In questo libro non solo si ricostruisce, con formidabile limpidezza, l’avventurosa e controversa crescita della teoria dei quanti, rendendo evidenti, anche per chi la ignora, i suoi passaggi cruciali, ma la si inserisce in una nuova visione, dove a un mondo fatto di sostanze si sostituisce un mondo fatto di relazioni, che si rispondono fra loro in un inesauribile gioco di specchi. Visione che induce a esplorare, in una prospettiva ancora una volta stupefacente, questioni fondamentali ancora irrisolte, dalla costituzione della natura a quella di noi stessi, che della natura siamo parte.

 

  • Dio è nato in esilio
  • Vintila Horia
  • Traduttore: Marino Monaco
  • Editore: Castelvecchi
  • Collana: Narrativa
  • Anno edizione: 2019
  • In commercio dal: 24 aprile 2019
  • Pagine: 235 p., Brossura
  • EAN: 9788832826258. Acquista. € 17,58

 

 

Descrizione

Esiliato da Augusto ai confini orientali del nascente Impero Romano, Ovidio affida la propria amarezza alle pagine di un diario. Le Metamorfosi, il suo capolavoro, ha lasciato un vuoto nella coscienza, e gli dèi sembrano aver abbandonato il mondo. Ma proprio qui, nella terra dei Geti, il poeta coglie i primi bagliori di un nuovo culto e prepara il suo spirito a un ultimo, imprevisto cambiamento. Attraverso la figura di Ovidio – diviso tra la disillusione e il sarcasmo, il desiderio e la poesia – Horia tenta di elaborare l’angoscia dell’esilio a cui lo aveva costretto il regime comunista in Romania. L’intreccio di esperienza personale e dimensione letteraria rendono Dio è nato in esilio un’opera in cui la scrittura diventa testimonianza, il lirismo denuncia politica, e la singolarità di un’esistenza storica assume significato universale. Nel 1960 il libro vinse il Premio Goncourt, che Horia rifiutò in seguito a una campagna denigratoria orchestrata contro di lui dal governo romeno.

 

Carica ulteriori articoli correlati
Carica altro Marcello Veneziani
Carica altro Cultura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

«L’ANNO ZERO SUL PIANETA EX-UMANO»

”I volti delle persone scomparvero ormai sfigurati dietro le mascherine, sempre più avvolg…