Tra narrazioni ufficiali e realtà sul campo: quando l’informazione diventa strategia.

«L’Occidente è un paradiso di bugie»
La guerra si combatte anche con le versioni dei fatti.
Il Simplicissimus
Nel tempo delle guerre mediatiche, la verità sembra diventare una variabile secondaria rispetto alla narrazione. Episodi presentati come “lievi danni” si rivelano talvolta devastazioni rilevanti; al contrario, obiettivi dichiarati distrutti risultano ancora operativi. Il risultato è una crescente distanza tra ciò che viene comunicato e ciò che emerge dalle verifiche indipendenti, dalle immagini satellitari e dalle fonti non allineate. Questo articolo riflette sul ruolo della propaganda occidentale contemporanea, sulla funzione dei media integrati nei dispositivi strategici e sul rischio di una percezione pubblica costruita più per orientare che per informare. In gioco non c’è soltanto la lettura di singoli eventi bellici, ma la credibilità stessa del racconto politico delle democrazie. (N.R.)

Quando si dice avere la faccia come il culo, chiedendo però scusa a quest’ultimo. Nella foto di apertura potete vedere è un Boing E-3 Sentry, un prezioso aereo colpito presso la base statunitense Sultana in Arabia Saudita. Secondo le informazioni ufficiali si tratterebbe di! lievi danni. La stessa cosa si dice degli impianti di gassificazione del Qatar che hanno subito danni enormi e non riparabili in meno di un anno, ma che si era detto fossero stati solo danneggiati lievemente e che il governo del Paese esagerava per mantenere alto il prezzo del gas. Poi le foto satellitari hanno restituito la reale entità dei danni, facendo crescere il naso a
chi dice sciocchezze. Viceversa, qui a sinistra potete vedere il terminal petrolifero di Ust Luga in Russia che il ridicolo, ancorché criminale, governo di Kiev ha affermato di aver completamente distrutto, ma che al contrario sembra intatto. Vi si è solo sviluppato un incendio che è stato domato in poco più di un’ora. Insomma il tono della propaganda si fa sempre più disperato nel tentativo di dare un’idea totalmente distorta delle guerre occidentali, attraverso la rete dei media embedded nel sistema bellico – stragista. Ma alla fine la realtà balza agli occhi. Ieri è stato distrutto l’aeroporto internazionale del Kuwait, comprese le installazioni radar americane che servono agli aerei da combattimento. Domenica è stato gravemente danneggiato un impianto di produzione di energia e desalinizzazione a seguito di un attacco iraniano: i dati satellitari della Nasa avrebbero rilevato un incendio ancora attivo presso la centrale idroelettrica e di desalinizzazione di Doha West, il più grande impianto combinato di produzione di energia e acqua del paese. L’impianto produce 2.400 MW di energia e circa 25 milioni di litri di acqua al giorno, pari a circa il 35% della produzione idrica del Paese praticamente tutto basato sulla desalinizzazione. Sempre ieri una salva di missili ha colpito la base aerea statunitense a Sheikh Isa, in Bahrein, colpendo il capannone per la riparazione dei radar, demolendo gli hangar degli aerei spia e quello dei droni. E siccome le difese orami scarseggiano in maniera drammatica gli iraniani colpiscono ormai con una frequenza impressionante
Gli statunitensi e gli israeliani invece si dedicano, com’è loro uso alla strage di civili in Iran, visto che non riescono a colpire le installazioni militari con una sorta di predilezione per i bambini. Nella foto qui a fianco le ultime tre vittime dei raid.
Ma quello di alterare la realtà sta diventando un compito sempre più arduo, poiché l’intero sistema occidentale sta cercando di mentire al mondo, ma riesce ad ingannare solo i propri cittadini perché le foto satellitari che fino a 30, 40 anni fa erano di fatto un quasi monopolio, ora invece sono a disposizione di molte altre parti del mondo. Certo attraverso la censura e l’intelligenza artificiale, i circoli che plasmano l’opinione pubblica e influenzano le politiche, hanno i mezzi per far credere alle loro popolazioni che gli israeliani siano i buoni e che gli americani prevarranno. Non c’è niente di nuovo: in una guerra ci sono sempre stati solo vincitori. I nazisti fino all’ultimo, persino quando i russi erano nei dintorni di Berlino, tentarono di convincere i tedeschi che la vittoria finale fosse a portata di mano; gli americani durante le guerre di Corea e del Vietnam, cercarono di convincere il loro popolo di avere vinto, mentre ancora oggi certi poteri europei putrefatti e corrotti cercano di farci credere che la Russia ha perso e l’Ucraina ha vinto. E ora gli americani e gli israeliani “vincono” in Iran, in Libano, e in effetti in tutto il Medio Oriente. Le affermazioni diventano sempre più fantasiose e degne del barone di Münchhausen. Solo che Trump e tutto il resto del potere occidentale, non ha la stessa fantasia e si limita a ripetere sempre le stesse menzogne, alternandone in una giostra senza fine.
